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Rubrica sindaco. Porta a porta e viabilità, che autogol

Martedì 21 Febbraio 2017 — 12:15

Lodevole iniziativa, anche se francamente non vedo nel nostro Sindaco colui che risolve i problemi ascoltando i cittadini. Detto questo mi auguro che questa iniziativa non sia solo mirata a far crescere i consensi che Nogarin ha perso grazie a gli autogol messi a segno nel suo mandato. Avrei piacere di sapere cosa spinge un Sindaco a continuare una politica sulla raccolta porta a porta dell’immondizia, quando sono state fatte riunioni dove l’80 per cento (e sono stato bassissimo) dei cittadini erano in disaccordo giustificando con titoli questa imposizione. Mi piacerebbe sapere la politica di congestionamento del traffico, ormai in atto in quasi tutta la città, con la giustificazione assurda del disincentivare l’uso dell’auto, (vedi non ultimo il semaforo Viale Ippolito Nievo – Via Zola dove oltretutto si sono accorti appena acceso di aver fatto un errore madornale spendendo soldi pubblici). Con queste due semplici domande avremmo già toccato due argomenti che a noi cittadini stanno a cuore. Grazie alla redazione, un cordiale saluto e buon lavoro.

Cappelli Marco

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5 commenti

 
  1. # junk

    Caro Cappelli, il porta-a-porta è OBBLIGATORIO per legge (d.lgs. 152/2006) che impone un minimo di raccolta differenziata del 65%, percentuale raggiungibile solo con il porta-a-porta (non esiste NESSUN comune che abbia raggiunto quella percentuale con i cassonetti stradali). Chi non rispetta la legge viene salassato dalla regione con tributi aggiuntivi, che a Livorno stiamo pagando da nove anni….ecco perché le tariffe sono altissime (e quindi l’evasione) e l’aamps è piena di debiti, ma non ve lo dice nessuno.

    1. # Morchia

      Il porta a porta non è obbligatorio, è obbligatorio raggiungere livelli di RD superiori al 65%. Il porta a porta è uno strumento come altri. Se poi si vuol far passare il messaggio che riempire le strade di spazzatura “è l’unico modo”, è un altro discorso. Inoltre, il porta a porta si può fare in tanti modi; ritirare l’organico 2 volte a settimana è un disagio che nessuno può negare. Inoltre, il porta a porta costa e incide sulla tariffa, e ancora non ho visto studi “seri” sui bilanci economici e di impatto ambientale di certe gestioni ritenute “virtuose”. Perché ancora qualcuno pensa che ci si guadagni a recuperare carta, plastica, ecc… Al limite, si spende meno, ma è tutto da dimostrare e varia in base al contesto territoriale (disponibilità di impianti di recupero rifiuti, che nessuno vuole), distanza degli impianti dai luoghi di produzione, ecc… E qualcuno pensa anche che gli impianti di recupero abbiano una efficienza quasi totale (mentre invece producono anch’essi rifiuti e scarti non recuperabili), e che non consumino energia, e che non abbiano impatti sull’ambiente (scarichi industriali, emissioni in atmosfera, ecc…

      1. # junk

        Certo che ci si guadagna con la differenziata, le remunerazioni sono in base agli accordi tra consorzi e Anci. Certo che è dimostrato, tutto quanto, anche che senza porta a porta nessuno ha raggiunto il 65% obbligatorio per legge. Il resto sono chiacchiere di chi non vuole documentarsi.

        1. # Morchia

          No il problema è che la gente fa tanta teoria che non coincide con quelle che sono le realtà degli impianti, che da oltre 10 anni vedo in tutta Italia. Ma non è questo il luogo dove discutere di certe cose, io cerco di farlo nelle sedi opportune quando ne ho l’occasione. Che dire per chiudere, beato te che hai tutte queste certezze…

          1. # junk

            Potresti semplicemente ammettere che quello che affermo è vero:
            1) nessun comune ha raggiunto il 65% obbligatorio per legge senza fare il porta-a-porta
            2) le remunerazioni da parte dei consorzi per la vendita del materiale differenziato sono certe
            …oppure potresti fornire i dati per smentire queste affermazioni. Ma evidentemente non hai dati per farlo.