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Sos teatri, serve una risposta a questa emergenza

Mercoledì 22 Aprile 2020 — 17:18

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Da anni i piccoli e medi teatri della città di Livorno, svolgono sul territorio un importante ruolo di decentramento culturale andando ad arricchire e moltiplicare le occasioni di offerta teatrale, sia in ambito di programmazione che formazione, riequilibrandola e qualificandola in termini di genere (teatro ragazzi, tradizione, prosa danza, performance e linguaggi contemporanei.) e tipologia di pubblici coinvolti, garantendo un diritto di accesso alla vita teatrale di qualità ad una fetta di società altrimenti esclusa.

Un sistema ibrido quindi, con molteplici sguardi e direzioni, ma che trova nella relazione con i propri pubblici e la capacità di creare comunità, un terreno condiviso e strategico, come lo dimostrano i risultati qualitativi e quantitativi ottenuti in questi anni, sia in città che a livello nazionale.

Solo nel 2019 sono stati programmati nel nostro territorio complessivamente 401 spettacoli , con 37963 spettatori, attivati 79 corsi formazione rivolti a tutte le fasce di età, per un totale  di 1135 partecipanti. Inoltre, le nostre produzione hanno contato 176 repliche sul territorio nazionale. Tutte le nostre attività hanno coinvolto circa 102 lavoratori impiegati.

Inoltre, sempre grazie alle nostre attività, vengono organizzati eventi, manifestazioni, rassegne, festival di carattere nazionale-internazionale, con ricadute sul piano economico per il comparto alberghiero e della ristorazione, e tanto altro relativo indotto (cartolerie, tipografie, ferramento, parrucchiere ecc..) che contribuisce alla crescita economica e del territorio.

Alla luce di quanto sopra, è evidente che il settore teatro e l’ambito culturale rappresentano un tassello importante per una comunità, non solo per le economie che produce, per i posti di lavoro che genera, ma anche perché assolve ad altre fondamentali funzioni quali quelle sociali, educative e relazionali, che concorrono, tout court, alla crescita degli individui e, con particolare riferimento alle nuove generazioni, alla crescita dei cittadini.

In questa emergenza sanitaria che ha colpito tutti noi, intendiamo lanciare un accorato appello all’Amministrazione Comunale affinché la cultura e le sue pratiche siano messe al centro delle politiche presenti e future.

Il settore dello spettacolo, infatti, è stato tra i primi a fermarsi con il D.P.C.M. del 8 marzo 2020 che sanciva la paralisi di tutte le attività, sia nei teatri di radicamento operativo, sia nei territori, che in termini di attività progettuale e di tournée nazionali e internazionali e quasi sicuramente, sarà tra gli ultimi a poter ripartire e questo ci espone a una crisi economica senza precedenti e ci fa temere per il nostro futuro.

Quello che ci spaventa di più è che si insinui tra le persone un virus ancora peggiore del Covid 19, la paura dell’altro e dello stare “gomito a gomito”, andando a minare quel senso di condivisione fondamentale per vivere in comunità. Dunque, riteniamo che la gravità della situazione in cui versa la nostra categoria e l’impossibilità di prevedere una fine della situazione presente, che consentirebbe la riapertura degli spazi e il rilancio delle nostre attività, imponga uno sforzo straordinario da parte di tutti.

Siamo allo stesso tempo consapevoli che per affrontare l’emergenza di questi giorni bisogna saper immaginare un futuro possibile, con nuove pratiche e modalità di relazione condivise, per il rilancio dei teatri e delle compagnie e del vivere comune.

Chiediamo, quindi, all’Amministrazione Comunale di riconoscere il teatro come strumento primario di lettura del presente e immaginazione del futuro; essenziale ed efficace per poter ricreare una fiducia reciproca all’interno del tessuto sociale.

A tal proposito, chiediamo di attivare, contestualmente, un percorso condiviso che ci permetta di individuare, verificare e sviluppare strategie atte alla salvaguardia ed al rilancio delle nostre attività, trovando strumenti e provvedimenti di sostegno sia a breve che a lungo termine, al fine, da una parte, di aiutare a superare il così grave periodo di crisi e, dall’altra, di favorire la progettualità in previsione di una ripresa nel prossimo futuro, sostenendo in modo adeguato progetti d’arte pensati specificamente per la ripartenza.

Ciò posto, chiediamo all’Amministrazione Comunale un incontro rendendoci disponibili, fin d’ora, come presidi culturali a formare un gruppo di lavoro, per costruire insieme una risposta e progettazione adeguata alla situazione straordinaria che tutti stiamo vivendo.

Centro Artistico “Il Grattacielo”
Centro Culturale Vertigo
NTC/Pilar Ternera – mowan teatro
Teatro della Brigata/Compagnia Orto degli Ananassi
Teatro Florenskij/Compagnia Garbuggino- Ventriglia
Teatro 4 mori/Compagnia degli Onesti
Wintergarten – atelier di teatro permanente/Compagnia Dimitri – Canessa

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