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Stop alla potatura selvaggia sul lungomare

Martedì 26 Luglio 2016 — 17:17

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E’ ricominciata la potatura selvaggia sul lungomare, dai 3 Ponti verso Sud, dove erano stati sottratti allo scempio dei meravigliosi cespugli, alberi di ginepro, tamerici e pitosfori.
Non e’ assolutamente ora il periodo adatto per potare le piante.
Mi chiedo chi sono i responsabili della gestione del verde pubblico e che tipo di competenze naturalistiche, culturale, estetica abbiano questi signori.
E mi chiedo perché non si rivolgono a persone esperte nel settore e mettano fine a questo scempio che da tempo stanno perpetrando a scapito del verde pubblico con il solo scopo di far vedere il mare dalla strada?
Chiedo a tutti i cittadini livornesi, di aiutarmi in questa battaglia per salvaguardare un bene prezioso e insostituibile, quale e’ il meraviglioso verde del nostro lungomare e toglierlo dalle mani di incompetenti.
Per ora non faccio nomi , ma ho intenzione di muovermi in modo più incisivo se non sarò ascoltata.

Professoressa Maria Luisa Favilla

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20 commenti

 
  1. # aDRIANO

    signora vada a cercare i pokemon invece di aprire bocca a casaccio , le potature rinforzano questi tipi di arbusti, faccia un giretto verso la fine del viale dove non hanno fatto potature
    e guardi dentro i cespugli, feci umane con tanto di fazzoletto di carta sopra con cui si son puliti, resti di spazzatura dei bivacchi e se guarda bene frequentissimo anche tarponi di grossa taglia, e dentro un cespuglio anche un estintore e bombola del gas dia retta a me si muova per fare una gratina alla terrazza così resta più calma
    piroforo e tamerici le quali ne ho molte nel mio giardino si potano di questi tempi tranquillamente distinti saluti alla professoressa

    1. # lev

      Il fatto che le siepi siano utilizzate per tutt’altri scopi non pregiudica la loro corretta gestione altrimenti facciamoci un bel piazzale asfaltato cosi’ non se ne parla piu’…Altro dubbio… che le potature a fine luglio facciano bene agli arbusti? dipende da che potature…in questo periodo solo potatura verde sulle buttate nuove

    2. # Spigola

      Adriano, ma hai letto cosa ha scritto? Se si, rileggi, la signora dice che non è questo il periodo, non è che non vanno potati…

    3. # MAINARDI CRISTINA

      SE LA GENTE E’ INCIVILE SPORCA MALEDUCATA ED IRRISPETTOSA DELLA NATURA NON E’ OBBLIGATORIO RADERE AL SUOLO LE SIEPI MA EDUCARE

      1. # michele

        MA CHETATI!!!!!
        A TE DA NOIA IL PULITO?

    4. # Nicola

      adriano prima di scrivere a caso leggi,, é giá da un po di tempo che leggo questi post su Quilivorno.it, adesso inizio a capire che persone incivili ci sono in questa città,…briscola di picche rispondi a cuori,….professoressa mi vergogno e chiedo venia per adriano

  2. # Lorenzo65

    Un tempo ci mettevano i lavoratori socialmente utili a fare i giardinieri e i disastri erano garantiti. Oggi sono gli stessi ex lavoratori socialmente utili che decidono a chi affidare il servizio e come svolgerlo…

  3. # incompetenti

    E’ il rinnovo del famoso concorso del Comune “motosega impazzita” che aiuta chi guida con il cellulare in mano a vedere il mare ! Evidentemente anche il nuovo Assessore al verde pubblico la pensa come loro e non conosce l’utilità di una siepe naturale che separa l’inquinamento della strada dal lungomare !

  4. # G

    Sono piante ornamentali!!.! Non è foresta amazzonica! Tutelare l’incuria del verde pubblico mi pare eccessivo!

  5. # Roby

    Grande potatura finalmente pulizia

  6. # Arturo

    La professoressa in questione…informatevi, e’ una militante del PD quindi cosa ci si poteva aspettare che dicesse??

    1. # Libero

      La professoressa in questione . . . . . ha preso una grossa cantonata!

  7. # Marco Dinetti

    Condividiamo le perplessità della Professoressa Favilla (invitandola a mettersi in contatto con noi). Negli ultimi giorni sono stati fatti interventi “leggeri” mentre il danno vero e proprio a quello che (era) un giardino storico vincolato dalla Soprintendenza è avvenuto lo scorso inverno e negli anni passati, quando le siepi sono state potate in maniera pesante quanto dannosa sia per le stesse piante che per l’ambiente e la salute pubblica.
    Questo poiché il verde svolge numerose funzioni che migliorano la qualità urbana: ombra, mitigazione del clima, attenuazione dei rumori fastidiosi, riduzione dell’inquinamento incluse le polveri sottili che causano il cancro ai polmoni, e via dicendo. Se le chiome vengono tolte o ridotte drasticamente, questi “servizi ecosistemici” sono compromessi.
    Per il Signor Adriano: considerando la Sua decantata esperienza in fatto di potature, sarebbe così gentile da spiegare ai lettori le caratteristiche e gli effetti sulla fisiologia degli alberi derivanti dalle diverse tecniche?
    A quanti la pensano come lui, diciamo di comprare un bel paio di occhiali spessi e andare nella zona della Baracchina Rossa e dintorni, e poi sappiateci dire se vi sembra che i Pittospori e le Tamerici che sono state orrendamente potate stanno scoppiando di salute (per inciso, il “piroforo” è un insetto e non una pianta, e visto che almeno il computer lo sappiamo usare, prima di scrivere cose a casaccio è bene verificare su un motore di ricerca il loro significato).
    Ai sostenitori delle potature diciamo anche: ma all’estero ci siete mai stati? Perché queste potature le vediamo solo da noi. Non c’è da fare tanta strada, basta andare in Slovenia, per non parlare di tutti i paesi dell’Europa del nord, che di rispetto per gli alberi e la Natura non possono che insegnarci. E se qualcuno ha visto in TV i festeggiamenti del Portogallo che ha vinto gli europei di calcio, gli sono passate davanti le immagini della Avenida da Liberdade a Lisbona, che è una autentica “galleria” di alberi nel cuore della città. Ma forse da loro i rami non cadono mai, perché sono attaccati in maniera diversa, non c’è mai vento e le persone e le auto non passano mai al di sotto!!
    La mania/fissazione del tagliuzzare sempre e comunque le piante crea anche altri disagi. Prendiamo le tamerici tra il Viale Nazario Sauro e la Terrazza: erano piante piccole che non davano noia a nessuno. La potatura ha indotto il ricaccio dei rami lungo tutto il tronco, tanto che adesso danno fastidio alle auto in sosta, e qualche privato ha dovuto prendere le cesoie per farsi spazio. Uno tra i tanti interventi inutili e dannosi, uno spreco di denaro pubblico che potrebbe essere usato più convenientemente per togliere un po’ dell’immondizia che lorda le nostre strade, anche impiegando i medesimi operai.
    Per chi volesse farsi una seria documentazione sul tema, consigliamo di partire con l’articolo “Potatura degli alberi ornamentali” pubblicato da un noto professore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Firenze sulla rivista “Bullettino della Società Toscana di Orticultura” n. 1/2016.
    Poi, come altre volte abbiamo scritto, associare i rifiuti alle piante è scorretto e improprio: i rifiuti non vanno buttati per terra e nel caso vanno rimossi, mentre le piante sono da tutelare e incrementare. Per quanto riguarda i “tarponi” (vale a dire il Ratto delle chiaviche) è una specie che per proliferare non dipende certo dalle aree verdi. Magari avete visto il video girato a Roma dove c’erano almeno 25 ratti in un solo cassonetto di rifiuti. Vivono tranquillamente nelle fogne, nelle cantine, sulle imbarcazioni, dove cespugli e piante sono del tutto assenti (a meno che qualcuno voglia pensare agli alberi delle navi!!).
    Infine, sappiamo con piacere che il Comune sta portando avanti una versione aggiornata del Regolamento sul verde urbano, che auspichiamo vada nella direzione giusta di un miglioramento e soprattutto di una concreta sua applicazione.
    Saluti e Buona Estate
    Marco Dinetti
    Responsabile nazionale ecologia urbana Lipu

    1. # lev

      Bene Dinetti sempre utili ed educativi i suoi commenti

  8. # adriano

    tanto per chiarire una delle principali collocazioni del ratto avviene sulle tamerici dove con i numerevoli anfratti che crea il tronco è l’ideale per la nidificazione del ratto

    oddio, se vi mettete su una panchina dentro la rotonda quando non ci sono manifestazioni

    ed è tranquilla, gli animaletti che potete vedere scorrazzare sui rami, mi spiace deludervi ma non sono scoiattoli…..

    1. # rifiutoumano

      Indovina cosa mangiano i ratti ? I fiori delle tamerici e dei pitosfori ?

  9. # emme

    Troppi prof che parlano di argomenti che forse hanno solo letto sui libri e che hanno capito male. Manca la clamorosa frase : e ora dove andranno gli uccellini a fare il proprio nido?? Dovete essere più pratici e dire meno buffonate. Fate ridere le telline.

  10. # Marco Dinetti

    100.000 morti l’anno per tumori ai polmoni le sembra un argomento pratico?

    Poi se qualche ratto (tarpone) si rifugia nelle piante, è proprio perché sono state potate, ed in conseguenza di ciò sono state attaccate da funghi e parassiti che hanno indotto la formazione delle cavità. Ad ogni modo, il tarpone si chiama Ratto delle chiaviche (e non ratto delle tamerici, o dei lecci) e questo la dice lunga sugli habitat che vengono prevalentemente frequentati.
    Se si tolgono o distruggono le piante con le potature, i ratti non scompaiono di certo.

  11. # casalvento

    La cura delle piante presuppone il rispetto per le piante, che non sono aggeggi messi li per buttarci i rifiuti, ma addirittura i protagonisti della scoperta genetica più brillante del creato, la fotosintesi. Se gli umani fossero capaci anche loro di mangiare la luce, non farebbero guerre per le risorse e non butterebbero i loro rifiuti ed escrementi tra le piante. Qualche millennio ancora di evoluzione e forse gli umani impareranno a convivere con le altre specie. Portate pazienza e tenetevi il sudicio e gli orridi giardini ‘potati’.

  12. # casalvento

    La cura delle piante presuppone il rispetto per le piante, che non sono aggeggi messi li per buttarci i rifiuti, ma addirittura i protagonisti della scoperta genetica più brillante del creato, la fotosintesi. Se gli umani fossero capaci anche loro di mangiare la luce, non farebbero guerre per le risorse e non butterebbero i loro rifiuti ed escrementi tra le piante. Qualche millennio ancora di evoluzione e forse gli umani impareranno a convivere con le altre specie. Portate pazienza e per ora tenetevi il sudicio, gli orridi giardini ‘potati’ e i pezzenti che questa roba apprezzano.