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Trionfo dello spettacolo di Koala Ludo ad Effetto Venezia: il racconto di un padre fra orgoglio e preoccupazione

Martedì 2 Agosto 2016 — 10:25

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Il trionfo di Koala a effetto Venezia: un impresa giovanile che senza chiedere contributi a nessuno si è affermata e dà da vivere a parecchie famiglie; in epoca di licenziamenti, NEET, aziende che chiudono, call center, pagamenti con buoni pasto, mi sembrerebbe degno di considerazione ed esempio per la città.

Gioia e soddisfazioni per i gestori del centro Koala Ludo, tutti gli animatori, i ragazzi, genitori e parenti; ma che fatica! Ho vissuto questo evento con gli occhi, con il cuore, ma anche con la mente di un padre; diviso fra orgoglio e preoccupazione. Lo spettacolo è stato meraviglioso e tutti lo hanno visto, non solo genitori e fratelli e parenti ed amici, ma anche pubblico di quello vero (una volta si diceva pubblico pagante), attirato dalla curiosità di vedere cosa avrebbero fatto qualche centinaio di ragazzetti guidati da qualche decina di animatori, alcuni poco più grandi di loro; ma lo hanno visto anche le istituzioni, che spero, anzi sono certo ne abbiano apprezzato il valore, non solo teatrale, ma anche pedagogico e sociale; l’ hanno visto i media che spero, anche in questa occasione diano il giusto risalto al lavoro di Diego Pacini Riccardo Pucci eDario Antonelli, visto che pochi giorni prima erano stati sbattuti sul giornale per una multa ricevuta da un loro pulmino inconsapevolmente sovraccaricato, (questa notizia aveva meritato quasi un’ intera pagina della cronaca cittadina con una solerzia ed un’ amplificazione paragonabile a quella del falso stupro della stazione). Voglio 13913704_1152654324807657_8794499941642933599_ovedere se i media avranno la sensibilità di dedicare la giusta attenzione a questo evento “cittadino” frutto del sudore di tante persone, che lavorano tanto senza chiedere contributi a nessuno, se no le rette dei genitori, che fortunatamente pagano tutti volentieri, con l’ entusiasmo dei fans di Koala, perché essi stessi si sentono Koala Ludo. Questo si percepiva girando fra le persone, moltissime delle quali in piedi, che si spellavano le mani ed applaudivano, con gli occhi lucidi, come se quello spettacolo lo avessero preparato loro. Forse la mia visione è alterata dalle lenti dell’ amore e, come ripeto, della preoccupazione che un genitore prova nel vedere che tanto impegno, che a volte può essere vanificato da un piccolo errore; c’è sempre il timore, che una piccola folla di bambini festosi possa urtare qualcuno (sembra impossibile ma èsuccesso): disturbare il vicinato, o i passeggeri di un autobus, o i bagnanti, o automobilisti intolleranti per la calca al momento dell’ uscita dei bimbi; c’è poi dubbio che un’ amministrazione distratta dai moltissimi problemi che quotidianamente deve risolvere, apprezzi il valore di ciò fai e dia magari più importanza ai reclami, non pronta a considerarli un effetto collaterale del prezioso lavoro di Koala. Devo dire che l’ amministrazione apprezza il loro lavoro e li alice-effetto-venezia-1024x698sostiene, prova ne è lo spazio, da vere Stars dello spettacolo, che è stato loro dato a Effetto Venezia. Ricordo pero con ansia, che la loro conoscenza ed il successivo approfondimento dei rapporti, sono avvenuti proprio a causa di un reclamo. L’ evento ha poi consentito l’ apprezzamento del lavoro svolto da Koala, anche nell’ interesse del Comune, in quanto risposta qualificata a molti bisogni di genitori ed anche a bisogni del Comune stesso, altrimenti inevasi. Nonpiù di due anni fa infatti, Koala Ludo fu portata all’ attenzione del Comune di Livorno, perché oggetto di una raccolta di firme di protesta, da parte di abitanti di un condominio adiacente ad una sede di attività. In quella occasione, forse per conoscenza, al momento scarsa, di Koala, del suo lavoro e della sua valenza sociale e pedagogica, furono spostati in altro locale offerto dal Comune (a metà estate e con gli immaginabili problemi logistici che si aggiungevano alla frustrazione di non essere compresi e il dolore pugnalati alle spalle da gente insensibile, vittima dei propri egoismi e considerati alla stregua disturbatori della pubblica13909184_1152654371474319_2699088417266209917_oquiete). Ma guardiamo alle cose positive e ai risultati: l’ evento che ha visto Koala Ludo protagonisti sul Palco Principale di Piazza del Luogo Pio a Effetto Venezia 2016. Questo spettacolo è stato il culmine di un’ attività inventata ormai 13 anni fa, da dei vericapitani coraggiosi, con pochissimi bambini, con strutture improvvisate, presso il Campo di Rugby “A. Montano”, in via dei pensieri, ma che rapidamente, negli anni successivi, ha raccolto un grande successo , non solo di adesioni, ma anche di entusiastico apprezzamento da parte dei genitori, che si sono sentiti parte del progetto, che lo hanno sostenuto con le rette e che lo hanno pubblicizzato con il passaparola, facendo si che la famiglia di Koala in pochi anni crescesse in modo esponenziale. Quindi tutt’altro che animale in estinzione il Koala. Tanto per rimanere sul tema delle analogie con il simpatico animale, va detto che la scelta del nome è appropriata, in quanto carica di significatopedagogico: il Koala come tutti i marsupiali, dopo la nascita continua a mantenere nel marsupio il cucciolo, là si allatta tramite un capezzolo; solo quando sarà pronto per affrontare il mondo da solo ne uscirà per continuare una vita autonoma, sempre nel gruppo familiare, in quanto animale sociale. Quindi Koala Ludo è stato scelto, come marsupio felice, dalle le famiglie, che trovavano nell’ associazione non solo un punto d’ appoggio, ma un luogo dove si prolungavano le attività educative della famiglia. Famiglie attente e sensibili più che al bisogno di un punto di appoggio, alla qualità del progetto educativo, di cui si sentivano parte; ed anche se impossibilitate a seguirlo con continuitànon perdevano occasione per partecipare ai momenti che Koala creava per per mantenere collegato il centro alla famiglia. I familiari lo sanno che il lavoro di Koala, che mostra i suoi frutti con lo spettacolo finale e con il DVD delle attività dell’ anno, non comincia ne finisce con l’ estate. Sanno che già ad aprile si parte , con i corsi di formazione degli animatori, con la programmazione, con la logistica dei trasporti, con l’ attività di somministrazione pasti, con la pianificazione delle attività sportive, dei laboratori didattici, del tema che verrà sviluppato durante l’ estate e attorno al quale verteranno gare, tornei e spettacolo finale (Sta Words, Henry Potter, Alice, ogni anno unonuovo). Vedono, durante la “consegna ed il ritiro” dei bambini, che si sta seminando qualcosa e capiscono dalle conversazioni “monotematiche” (lo vedo dai miei nipoti che non parlano d’ altro) che qualcosa bolle in pentola e che questi bambini hanno degli obiettivi ludici autonomi, che vanno oltre il tempo di permanenza presso il centro; ce ne sono alcuni che sono terrorizzati se sentono parlare di ferie, perchè hanno paura di perdere qualche avvenimento che sanno essere previsto nel loro mondo estivo. Sentono il fervore dei preparativi e attendono lo spettacolo finale come se dovessero salire sul palco loro, sanno che lo spettacolo sarà lungo, perchè tutti devono avere il loro spazio, dai nani(3-4 anni) fino a giovanottelli e fanciulle di 14 anni, intristiti dal fatto di essere giunti alla fine del loro percorso di crescita e di divertimento in Koala. Molti piangono, alcuni sperano di poter continuare la loro esperienza come aiuto animatori, non pochi diventano animatori; uno strano ma affascinate sviluppo demografico di questo microcosmo del divertimento e dell’ educazione (imparare dal divertimento). Si un microcosmo poiché, e questo è il mio cruccio, questa meravigliosa realtà, che io come padre ho visto nascere, crescere, dare tante preoccupazioni, anche se ripagate da grandi soddisfazioni, a Diego Pacini mio figlio e a Dario Antonelli e Riccardo Pucci anche loro miei figli, sfuggealla conoscenza dei più e rimane appannaggio dei fruitori che, devo dire, sanno ripagare, con il loro entusiasmo e con autentica stima e considerazione, il grande lavoro di Koala. La serata ad Effetto Venezia è sicuramente un grande premio per tutti noi che vogliamo bene a Koala, e al quale auguriamo tanta fortuna e il dovuto sostegno da parte delle istituzioni, sportive, ludiche ed educative della città, nonchè della stampa locale, affinché l’ attività di questi ragazzi non rimanga chiusa fra le quattro mura del mondo di Koala, e che dai giornali si possa apprendere, non solo di una multa presa sul viale Italia, ma delle numerose iniziative delle quali durante l’ anno, è costellata l’attività di Koala e che culminano nello spettacolo finale, che quest’ anno ha avuto la dignità di un vero musical, e che grazie ad Effetto Venezia è stato possibile donarlo a tutta la città.
(di Renzo Pacini un padre fra l’ orgoglio e la preoccupazione)

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1 commento

 
  1. # Ernesto Pantabolano

    Gentilissimo Signor Pacini, nella speranza di poter contribuire a stemperare almeno qualche goccia della sua apprezzabile e condivisibile letteraria preoccupazione, mi permetto di metterla a conoscenza di un fatto altrettanto commovente: fra gli atti depositati dai perfidi pugnalatori (che dopo anni non trovarono altra insensibile attenzione che quella della Procura della Repubblica per ottenere un “cambio di destinazione” ad attività sociali meritevoli di sistemazioni meno costrittive per tutti) troverà almeno una accorata segnalazione. È di un genitore di ex koala, il quale chiede un serio impegno delle autorità locali per valorizzare il servizio offerto con tanto entusiasmo dagli instancabili vulcanici (solo anagraficamente ex) ragazzi che ancora oggi sono per tutti “il Koaludo”.
    Una risorsa a cui la nostra comunità deve poter permettere di agire in efficace libertà in luoghi diversi da un boschetto urbano che fa da palco ad uno stretto anfiteatro di condominii, popolati da persone ugualmente festose (bambini, adulti, studenti, anziani), il rispetto verso le quali finisce per imporsi troppo prepotentemente sugli altri principi educativi alla base delle attività dei koala piccoli e meno piccoli (scandite da livelli acustici e ritmici necessariamente “extraurbani”).
    Altri dettagli commoventi potrà trovarli in quegli atti; se invece si fosse già documentato, allora mi preoccuperei io (perché sarebbe un po’ come se fosse pacifico che un mezzo dittatore scampato ad un golpe usi il pretesto della sicurezza nazionale per far secca anche la vecchia antipatica prof di greco – cosa che per fortuna sembra non sia mai finora accaduta).