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Vena ecologista, morta in partenza a causa del bus che non arriva

Lunedì 1 Agosto 2016 — 12:43

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Buongiorno, è la prima volta che scrivo a QuiLivorno.it, mi sembra, rispetto alle devastazioni che esistono nel mondo , una sciocchezza quella che ci è capitata, ma, mi piacerebbe che si sapesse.
L ‘altra sera, io con un gruppo di amici, abbiamo deciso di andare ad effetto Venezia, utilizzando la famosa linea B, gratuita per l’orario serale.
E qua nasce la vena ecologista, utilizziamo il bus invece dell’auto (prima volta), arriviamo alla fermata con 15 minuti di anticipo (ore 21.20 il bus doveva passare alle 21.35). Peccato che alle 22.20 del bus nemmeno l’ ombra (era sabato sera e ci aspettavano altri amici) QUINDI, si prende la macchina e la vene ecologista appena nata è già defunta!
Ovviamente ci sono dei problemi ben più gravi…ma per un po’ ci avevo creduto!
Buona giornata a tutti voi
e buon lavoro
con affetto
Dr Prota Cristiano

Riproduzione riservata ©

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GRAZIE!


1 commento

 
  1. # Petula Giusti

    Gentile Dr. Prota e gentile redazione,
    colgo al balzo la sua lettera per far presente che la stessa amara esperienza è toccata a me e mio marito nella serata di giovedì 28/7, quando, con le sue stesse nobili intenzioni, abbiamo deciso di andare in bus a Effetto Venezia.
    Nel nostro caso, ad onor del vero, l’autobus è passato, abbastanza in orario intorno alle 20.50 dal Viale della Libertà, ma questo è ciò che è successo:
    – L’autista si fermava solo se qualcuno alla fermata “segnalava” con lo storico braccio, di voler salire.
    – Procedeva ad una velocità più degna di Imola che di un mezzo pubblico, tra i borbottii preoccupati dei pochi passeggeri a bordo.
    – Ha lasciato a terra una coppia di pensionati che erano arrivati alla fermata un secondo (un secondo vero, non figurato) dopo che lui aveva chiuso le porte per lanciarsi nuovamente a velocità supersonica verso chissà dove.
    – Arrivato in piazza Attias, ha pensato bene di scorciare il percorso e, invece di girare in Corso Amedeo e via Magenta, ha tirato dritto per via Ricasoli, chiaramente senza rallentare.
    – Il display davanti alla vettura indicava “limita piazza Grande”, ma il nostro ligio autista, arrivato alla fermata di via Cairoli, ha spento, il motore, le luci e ha aperto tutte le porte. Alcune persone, con i volti perplessi, sono scese,
    mentre io e un’altra ragazza gli abbiamo chiesto conferma che avessimo letto bene la destinazione finale.
    Per tutta risposta, questo Stakhanov “de’ noi artri” ha sbuffato e ci ha detto: “ora volete scende’ in piazza Grande? via giù, vi porterò in piazza Grande” e tra alzate di spalle e brontolate varie ha rimesso in moto la vettura e, a tutta birra, ci ha scaricato in via Fiume, lasciando il mezzo intraversato tipo le macchine davanti alla Baracchina Rossa….
    Non pago del suo operato fino ad allora, è sceso, ha slegato una bicicletta che era appunto parcheggiata davanti alla banca, l’ha caricata sul
    mezzo e è ripartito a tutta birra….

    Capisco che era gratis, ma mi farebbe comunque piacere un commento della dirigenza della CTT….

    cordialmente
    D.ssa Petula Giusti