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Via Masi, parco “archeologico”…industriale

Martedì 11 Ottobre 2016 — 18:52

Abbiamo nel nostro bel paese tanti monumenti meravigliosi di tutti gli stili e di tutte le epoche. Naturalmente anche la nostra città ha le sue bellezze, ben conservate o mal conservate ma ci sono, e qui spetta a tutti tenere da conto quello che si ha, ma molte volte questa aspettativa viene a mancare un po’ da una parte e un po’ dall’altra, sia come semplici cittadini sia come istituzioni.
Di certo Livorno non può vantare di un parco archeologico ma…C’è un parco a due passi dalla stazione centrale, di preciso via Glauco Masi, qui si parla di archeologia industriale. Tra il quartierino che ospita la sede delle poste e il parcheggio abbiamo una grande area con dei resti di capannoni fatiscenti, un luogo che purtroppo vien ricordato solo per dei casi di cronaca nera, la storia di queste opere sembra essere rimasta nell’oblio. Di certo più di quindici anni fa doveva diventare un deposito di veicoli rimossi, a guardarlo mi sa tanto che la cosa non sia andata in porto. E il tempo se ne va. Altri anni, il 2009, una interpellanza, ne chiedeva la messa in sicurezza, il luogo lasciato a se stesso veniva alla ribalta per episodi di violenza e risse tra senzatetto che vi dimoravano. Qui credo che il burocratese sia entrato in gioco, forse sarà uno dei tanti motivi per come lo si vede oggi in quello stato di degrado assoluto, altra veduta è il lungo capannone che fa quasi da muro perimetrale al parcheggio, anche questo oramai fatiscente, anche qui chi sa chi lo sa…privato o comunale.
Forse ci sarà chi può far luce in questo, ma quello che ci si chiede o magari son solo io che chiedo, risanare tutto e adibirlo come in altre città, che in aree simili hanno creato dei luoghi dove street art e writers (vedi Il Castello di Zakula a Milano) ne hanno “abbellito” gli interni, ma sistemare tutto è danaroso, come danaroso sarebbe buttar giù tutto e ricavare un buon parcheggio sicuro. Un parcheggio che sarebbe ossigeno per tutti i pendolari e non che ogni giorno si spostano, chi per la stazione chi per gli uffici della posta. Ma credo che tutto questo sia una simpatica utopia e cosi godiamoci il nostro parco di archeologia industriale che di sicuro nessuno ci invidia.
Paolo Mura

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