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“Vogliamo ripartire. Ma dobbiamo sapere come riaprire”. VIDEO

Confesercenti ha scelto una modalità diversa per dare voce al disagio delle imprese in questo drammatico momento. Ecco il video-messaggio Fb della presidente Maristella Calgaro

Lunedì 4 Maggio 2020 — 18:42

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“Il tempo delle parole è finito. Vogliamo ripartire. Ma vogliamo ripartire in sicurezza e sapere con certezza come dobbiamo aprire”. Questo è l’incipit secco di Maristella Calgaro, presidente provinciale Confesercenti (clicca qui per vedere il suo intervento video su Facebook). “Abbiamo chiesto al presidente della regione Toscana ed al prefetto l’apertura in tempi brevissimi per tutte le categorie del commercio del turismo e dei servizi che possono rispettare le attuali normative di sicurezza. Abbiamo chiesto di attivare immediatamente i protocolli e le procedure per quelle tipologie di attività che per loro natura necessitano di adempimenti specifici quali ristorazione, settore turistico, mercati, fiere, parrucchieri ed estetiste”.
“Purtroppo ci sono nubi nere all’orizzonte – continua la presidente – perché le nostre imprese dovranno confrontarsi con sanificazione, distanziamento, clienti ridotti al minimo, diffidenza, incertezze normative. Abbiamo fornitori, utenze, tasse e debiti da pagare. Riaprire non ci basterà per vivere: davanti a noi avremo lunghi mesi di ricavi fortemente ridotti e l’agonia delle nostre imprese può diventare l’agonia del Paese, delle città, dei centri abitati che resteranno senza luci e senza lavoro”.
“I provvedimenti finora emanati dal governo sono stati assolutamente insufficienti ed inadeguati – spiega Calgaro – Il bonus di 600 euro, che peraltro a molti non ancora arrivato, è stato un’offesa alla nostra dignità di imprenditori. Per tutte le imprese che stanno subendo questa chiusura forzata la Confesercenti ha chiesto al governo indennizzi a fondo perduto, credito bancario senza dover mendicare con le Banche, cassa integrazione più lunga, sospensione e riduzione della tassazione. Abbiamo dipendenti che per noi sono dei figli, degli amici delle persone di famiglia a cui non potremo garantire il posto di lavoro. Alle amministrazioni comunali chiediamo un atto di coraggio: forte riduzione della tari; annullamento o al più una riparametrazione della Tosap per i periodi non lavorati; ampliamento gratuito del suolo pubblico in concessione ai pubblici esercizi stabilendo, fin da subito, modalità e regole per ottenerlo; previsione di risorse per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione per le attività commerciali ancora chiuse; azzeramento della tassa di soggiorno e della tassa sulla pubblicità; e soprattutto un forte snellimento delle procedure burocratiche per ottenere quello che ci serve per sopravvivere. Vogliamo vivere, se chiude il commercio chiudono le città”.

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