Riapre il Museo Fattori, danzatori e musicisti per l’inaugurazione
L'assessora Angela Rafanelli e il direttore scientifico Vincenzo Farinella
Dal 10 luglio apertura al pubblico, domani 9 luglio l'inaugurazione alla presenza del sindaco e delle autorità cittadine con le esibizioni della compagnia di Virgilio Sieni e il concerto del Conservatorio Mascagni. Nuovo percorso espositivo, opere restaurate, una nuova tela di Giovanni Fattori e una sala dedicata a Leonetto Cappiello. Orari biglietteria: dal martedì alla domenica orario 10.00 - 19.00 (lunedì chiuso)
Si inaugura giovedì 9 luglio alle ore 18 alla presenza del Sindaco e delle autorità cittadine il Museo civico “G. Fattori” di Livorno a Villa
Mimbelli, dopo un completo restyling e la revisione del percorso espositivo a cura del direttore scientifico Vincenzo Farinella, ordinario di Storia dell’Arte all’Università di Pisa. Nella storica sede di Villa Mimbelli, splendida dimora ottocentesca immersa nel verde, sarà possibile compiere un rinnovato viaggio nell’arte di Livorno e della Toscana, dalla metà dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento con nuclei importanti di artisti livornesi (Giovanni Fattori, Vittorio Corcos, Plinio Nomellini) e toscani (Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giovanni Boldini). Tra le novità della già ricca collezione, una nuova opera di Giovanni Fattori entrata in collezione e una sala dedicata a Leonetto Cappiello, il grande artista livornese di fama internazionale, autore di celeberrimi manifesti pubblicitari. Molte delle opere sono state sottoposte ad un attento restauro. Il restyling del museo ha puntato su spazi inclusivi e moderni, con nuova illuminazione a LED e una palette cromatica neutra pensata per valorizzare le opere senza entrare in conflitto con le decorazioni originali della villa, l’esempio più affascinate di eclettismo architettonico e decorativo della seconda metà dell’Ottocento conservato a Livorno. Nella serata inaugurale si esibiranno nelle sale di Villa Mimbelli i danzatori della compagnia di Virgilio Sieni (una produzione del Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango). Ad accompagnare la serata ci sarà anche il Conservatorio Mascagni che suonerà il Quintetto per archi in Do maggiore D. 956, Op. Post. 163 di Franz Schubert (1797-1828). L’ensemble è stato preparato dalla Prof.ssa Flaminia Zanelli, ed è composto da: Stella Rizzelli, Violino, Benedetta Rizzelli, Violino, Letizia Chiappucci, Viola, Arion Daçi, Violoncello, Giovanni Agostini, Violoncello.
Il nuovo percorso espositivo
Come illustra il direttore scientifico Vincenzo Farinella, il nuovo progetto di riallestimento del Museo Fattori è partito dall’esigenza di riuscire a creare un percorso espositivo lineare e conseguente, sempre basato, ove possibile, su una serrata scansione cronologica delle opere e degli artisti: un percorso, cioè, che partendo dal piano terreno, potesse snodarsi senza soluzioni di continuità lungo gli ambienti del primo e poi del secondo piano, conducendo idealmente il visitatore in un viaggio diacronico attraverso i decenni che si distendono dalla metà dell’Ottocento agli anni quaranta del Novecento, quando la Seconda guerra mondiale e il crollo del Fascismo causarono una frattura drammatica e nettissima negli svolgimenti delle arti in Italia.
La collezione
Il percorso si apre con un’opera eccezionale di Giovanni Fattori: una tela fronte-retro che da un lato mostra la Carica di cavalleria a Montebello (1862) e dall’altro un soggetto mediceo abbandonato, riscoperto durante i restauri del 1994, simbolo del distacco definitivo di Fattori dal Romanticismo storico. Il resto del percorso ripercorre l’intera carriera dell’artista: dagli Eccidi di Livorno del 1849 (nuova acquisizione grazie all’Art Bonus) ai capolavori degli anni Sessanta come la Torre rossa e la grande tela ispirata a Solferino, fino ai ritratti di volti umili, ai paesaggi selvaggi e agli animali degli anni Ottanta e Novanta. Verso il Novecento emergono le preoccupazioni sociali, con scene di fabbri e carbonai, mentre gli ultimi anni – spesso sottovalutati – rivelano un’originalità sorprendente. Il percorso si chiude con l’ultimo dipinto incompiuto: un cavallo solitario sul mare di Livorno, lasciato interrotto nella primavera del 1908. Le sale successive ampliano lo sguardo oltre Fattori, con i macchiaioli Lega, Signorini e Cabianca, i Garibaldini di Bartolena, il Naturalismo toscano di Cecconi e dei tre Tommasi, il Divisionismo di Grubicy e Benvenuti, fino ai Postmacchiaioli del Novecento con un giovanile Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali. Per la prima volta il museo dedica una sala permanente a Leonetto Cappiello, il più celebre artista livornese dopo Modigliani, con dipinti e una ricca antologia di manifesti pubblicitari che lo consacrarono, dopo la morte di Toulouse-Lautrec, come il cartellonista più influente d’Europa.
Biglietteria (aperta dal 10 luglio)
Telefono: 0586 – 824607
E-mail: [email protected]
Orari
dal martedì alla domenica orario 10.00 – 19.00
lunedì chiuso
Tariffe
Ingresso: intero € 10, ridotto € 8
Ingresso cumulato con Museo della Città: intero € 15, ridotto € 10
Visita guidata su prenotazione € 60, max 20 persone
Visita guidata a partenza garantita (indipendentemente dal numero delle persone): € 3 a persona
Gratuità
minori di 18 anni
Classi in visita (con accompagnatori)
Persone con disabilità ed 1 accompagnatore
Iscritti alle Università della Regione Toscana
Ridotto
sopra i 65 anni, gruppi sopra le 20 persone, soggetti convenzionati
Riproduzione riservata ©
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