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Al Vertigo ecco “Ceci amore e libertà”

Domenica 1 Gennaio 2017 — 16:46

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C’è un tipo di commedia popolare che non muore mai grazie anche ad operatori culturali che con amore e passione portano avanti progetti e ricercano opere più o meno conosciute. E’ proprio il caso di “Ceci amore….baccalà” una commedia in vernacolo livornese di Marco Razzaguta e Sergio Ghiozzi, immeritatamente da anni in un cassetto e rispolverata da uno dei maggiori interpreti del vernacolo livornese di qualità: Massimiliano Bardocci, nipote d’arte poiché dal nonno Carlo Carpitelli ha ereditato quell’arte sopraffina di calarsi nei panni della “vecchia”, la più popolare maschera del teatro di tradizione vernacolare livornese. La commedia andrà in scena a Vertigo il 7 gennaio alle 21,30 con replica l’8 alle 17,30, dopo il successo strepitoso delle rappresentazioni di Santo Stefano e San Silvestro.

Massimiliano Bardocci ha scelto Vertigo per la messinscena della commedia perché da anni cercava una occasione per lavorare con l’amico Marco Conte con il quale esiste una stima reciproca e che già in altre occasioni li abbiamo visti insieme sul palco ma solo per piccole performance. Il piccolo ma funzionale teatro “veneziano” poi, si presta perfettamente per questo tipo di rappresentazioni dove la vicinanza col pubblico è fondamentale, affinchè si crei quella complicità tra attori e spettatore che rende queste commedie godibili fino in fondo.

Marco Razzaguta e Sergio Ghiozzi scrissero questa commedia alla fine degli anni ’60 ed è stata rappresentata dai grandi del vernacolo livornese, ricordiamo appunto Carlo Carpitelli, Alba Noemi, Fulvio Pacitto successivamente apprezzatissima fu l’edizione del 2001 con appunto Massimiliano Bardocci, Fulvio Pacitto, Micaela Ghiozzi (nipote di Sergio) Marco Rofi, Roberto Mattioli, Aldo Puglia con la direzione artistica di Lia Orlandi. In questa edizione 2016/17 produzione Vertigo, in scena oltre a Bardocci, Marco Conte, Alessandro Perullo, Lisa Pellicone, Filippo Savoca, Fabio Favilli. Colonna sonora a cura del maestro Sergio Brunetti.  Scene di Patrizia Coli, alla consolle luci Barbara Pettinati.

La trama è semplice ma divertente e mette in risalto come nelle migliori tradizioni, la figura della donna livornese matriarcale, decisionista e saggiamente furba, con un messaggio di speranza e di recupero di certi valori …: Livorno, primi anni ´70, nonna, genero ´bria´o, nipoti (maschio e femmina) che fanno danni, debiti con il droghiere; accanto a imbrogli e macchinazioni.  Riuscirà nonna Palmira a sistemare tutto?

Per scoprirlo basta andare a Vertigo il 7 gennaio alle ore 21,30 oppure domenica 8 gennaio alle 17,30 info e prenotazioni 0586.210120 .

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1 commento

 
  1. # Livornese

    Il grande Bardocci unico erede del grande vernacolo livornese il principe del nostro teatro labronico