Cerca nel quotidiano:


500 euro per 12 mesi ai licenziati

Per chi ha perso o perderà la cassa integrazione o l'Aspi (l'assicurazione sociale per l'impiego) in arrivo una quota dei 235 milioni in grado di garantire loro 500 euro per 12 mensilità o il prolungamento della cassa integrazione

Mercoledì 7 Settembre 2016 — 07:21

Mediagallery

Una boccata di ossigeno lunga un anno per i lavoratori toscani delle aree di crisi di Livorno e Piombino. Per chi ha perso o perderà i benefici della cassa integrazione o dell’Aspi (l’assicurazione sociale per l’impiego) nel corso del 2016 sono in arrivo una quota dei 235 milioni stanziati a livello nazionale ed in grado di garantire loro 500 euro per 12 mensilità o il prolungamento della cassa integrazione. La decisione è stata presa il 6 settembre a Roma nel corso dell’incontro che il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha avuto con i rappresentanti delle Regioni che hanno aree di crisi industriale complessa e dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. “Siamo soddisfatti della soluzione trovata – ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – e dell’impegno economico del Governo. Ma, in attesa che il ministero dello sviluppo economico convochi un tavolo anche per le altre aree di crisi, abbiamo deciso di estendere i benefici ottenuti anche a quelle di crisi regionale, cioè all’area apuana e a quella amiatina, utilizzando fondi regionali”.
Il provvedimento riguarderà i circa 11.500 lavoratori licenziati a Piombino e Livorno, mentre il numero di quelli che nel 2016 perderanno i benefici della cassa integrazione verrà definito d’intesa con i sindacati e con l’Inps. Stesso discorso per quelli le cui aziende si trovano sull’Amiata e in provincia di Massa Carrara. Le Regioni avranno due settimane di tempo per far pervenire al Ministero le loro richieste economiche e successivamente il ministro ripartirà e assegnerà i fondi. Ogni lavoratore potrà godere di un massimo di 12 mensilità e il beneficio si interromperà in caso di rientro al lavoro.
Sia il presidente Rossi che l’assessore alla formazione e al lavoro, Cristina Grieco, presente alla riunione, si sono dichiarati molto soddisfatti per aver ottenuto un provvedimento fortemente voluto e richiesto dalla Toscana che è capofila delle Regioni sulle questioni del lavoro e che per molti mesi si è battuta per raggiungere questo risultato. Per favorire il reinserimento dei lavoratori che nel 2016 hanno perso o perderanno i benefici della mobilità e dell’Aspi, il ministero ha chiesto alla Regioni di destinare una quota aggiuntiva pari al 20% dello stanziamento nazionale alla predisposizione di percorsi di formazione e di politiche attive volte a favorire il reinserimento lavorativo di coloro che sono stati licenziati o messi in mobilità. Alle Regioni spetta dunque di mettere complessivamente a disposizione a livello nazionale 30 milioni di euro.

Riproduzione riservata ©

14 commenti

 
  1. # israel hands

    ma a Piombino non erano state salvate le acciaierie con l’accensione del forno elettrico con riassunzione di tutti quanti?

    1. # Arfepino

      Peccato che, nel mentre, la Cina si è messa a produrre acciaio come se non ci fosse un domani… Oggi c’è un “leggero” eccesso di capacità produttiva e mi sa tanto che il forno rimane un sogno.

  2. # Ivo Preservati

    Ma chi il lavoro non l’ ha mai trovato che fa? si ciuccia i diti?

    1. # Luca

      Chi il lavoro non l’ha mai trovato si faccia delle domande… se proprio si vuol ciucciare le dita che magari prima le inzuppi nel cianuro.

  3. # artemiobriao

    smettiamola una volta per tutte di dare soldi a pioggia che servono solo per propaganda politica, se ci sono tutti questi soldi penso a quelli spesi in passato per tutti i tipi di cassa integrazione, forse era meglio investirli abbassando tasse per le aziende ed incentivi per creare lavoro, lavoro vero altro che soldi buttati cosi a perdere che tamponano il momento ma nn creano niente

  4. # emme

    Da condannare sempre il principio di dare soldi a chi non fa niente. Per avere qualcosa devono fare qualcosa, come gli immigrati. In fondo bisogno ce n’é : pulire le strade, i giardini ecc…..

    1. # gabriella

      ma farli anche lavorare no? Lavori socialmente utili, come ripulire le strade che fanno schifo, giardini e altro. Mi sembrerebbe più che giusto.

  5. # Radicalchic

    Iniziativa inutile e dannossa oltre che a carico di quei poveri cristi che un lavoro ce l’hanno.
    Non c’è nessuna speranza di ridare un volto industriale alla città di Livorno, non c’è nessuna possibilità di riconvertire le aziende chiuse. Le manifestazioni d’interesse mostrate dalle imprese sono marginali e la dicono lunga sulla fiducia che ha il mondo del lavoro verso questa città.
    Sovvenzionare all’infinito questi disoccupati crea solo l’aspettativa di essere mantenuti in eterno. Questa gente deve solo prendere il coraggio di capire non c’è speranza per loro qui e devono emigrare.

  6. # John

    Cosa non farebbe il sig.Renzi pur di accaparrarsi i voti alle prossime elezioni.

  7. # rena

    e pensare che con meno del 10% di quella cifra si riattiverebbe l’area bacini e si darebbe lavoro a qualche centinaio di persone ,ma da qualche parte a Livorno non ci sentono

    1. # E.rossi

      Le riparazioni sono per Piombino! Per Livorno ci saranno le selezioni dei rifiuti e il riciclo. Questo è il piano

      1. # rena

        il punto è che a piombino non c’è un bacino di 350 mt per 56 mt costruito con i soldi dei contribuenti e totalmente abbondonato in malora e che dire del bacino MEDITERANEO costruito con soldi dei contribuenti anche europei che ad uso e consumo di una azienda privata che per di più lo ha anche gravemente danneggiato

  8. # israel hands

    quel che non mi è chiaro è perchè i pretoriani pd scagliatisi contro il tentativo di reddito di cittadinanza promosso (sbagliando) dal sindaco nogarin oggi che l’idea è di reds &c. non abbiano da dire niente; chissà forse sono distratti?

    1. # Karl

      Poteva andare bene se però non tagliava sul sociale. Vada a fare una visitina da dove provengo , così si renderà conto come si amministra e come vengono spesi i soldi dei contribuenti.