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Chiccaia sgomberata, ora la demolizione

Al posto di questa vecchia struttura ci sarà la nuova Chiccaia con i 54 nuovi alloggi che saranno assegnati agli aventi diritto. Sono in corso accurate attività di messa in sicurezza dell’immobile, finalizzate a impedire anche nuove occupazioni: muratura degli accessi, demolizione dei sanitari e, laddove possibile, delle scale

Mercoledì 29 Gennaio 2020 — 20:41

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Svolto in un clima di serenità e di collaborazione lo sgombero dello storico blocco nel quartiere Shangai. Salvetti: "Da qui in avanti spero di poter far riferimento ad un modello-Chiccaia"

Si è svolto in un clima di serenità e di collaborazione lo sgombero della Chiccaia, avvenuto sin dalle prime luci di mercoledì 29 gennaio, immobile nel quartiere Shangai che, com’è noto, deve essere demolito per lasciare il posto a nuove edificazioni di edilizia popolare adeguate alle leggi vigenti (clicca qui per riascoltare e rivedere la diretta FB della conferenza stampa svoltasi in Sala Giunta di Palazzo Civico).
“Si è trattato – afferma l’assessore al sociale e politiche abitative Andrea Raspanti – di un’operazione molto complessa condotta con grande sensibilità. Non è stato un blitz. Le persone che occupavano gli alloggi erano state preparate nell’arco degli ultimi sei mesi grazie al lavoro eccezionale svolto da vari uffici e in particolare dall’Ufficio Casa in sinergia con la polizia municipale e Casalp.  L’intervento di mercoledì 29 gennaio, condotto con grande umanità da parte della polizia municipale (50 tra agenti e funzionari supportati dal Servizio Sociale, ndr), senza alcuna “militarizzazione”, si è svolto in modo molto rapido, nell’arco di un’ora e mezzo. E’ stata la prova di quello che sosteniamo dall’inizio: uno sgombero, per quanto sempre drammatico anche quando le persone interessate non possono vantare alcun titolo sull’alloggio che occupano, non è necessariamente sinonimo di intervento coatto e, se preparato nel tempo, può essere condotto in modo pacifico e non traumatico”.

Buona parte delle famiglie che risiedevano senza alcun titolo all’interno della struttura (37 nuclei nel luglio scorso), grazie al lavoro di sensibilizzazione degli uffici comunali, ha trovato, in modo autonomo, una soluzione alternativa all’occupazione: alcuni trovando ospitalità a casa di parenti, altri affittando un alloggio privato. Questa mattina erano quindi presenti solo i 6 nuclei rimasti (rispetto ai 37 presenti in modo abusivo all’inizio del lavoro che l’Amministrazione ha avviato l’estate scorsa) che hanno deciso di accettare la proposta del Comune di un’accoglienza temporanea all’interno dei locali messi a disposizione della Misericordia di Livorno e da un albergo del territorio. Sebbene con la normativa vigente gli occupanti di case popolari non possano fare domanda per l’Edilizia Residenziale Pubblica per i 5 anni successivi al rilascio dell’alloggi, ma solo avanzare la domanda solo per l’emergenza abitativa, questi sei nuclei riceveranno nei prossimi mesi assistenza e orientamento da parte dell’Ufficio Casa e del Servizio Sociale per trovare una soluzione sostenibile alla loro situazione di difficoltà.

“Nel luglio scorso- ha detto il sindaco – quanto ci siamo avvicinati per la prima volta alla Chiccaia, non solo erano ben 37 i nuclei di occupanti ma non c’era ancora alcun un piano per portarli fuori in maniera serena. Invece grazie al lavoro svolto negli ultimi sei mesi dal Comune, l’operazione Chiccaia si è svolta nel modo migliore possibile. In un’ora e mezzo abbiamo terminato l’intervento. Un gran bel successo. E di questo ringrazio l’assessore al sociale Raspanti, la dirigente Guarnieri e la responsabile dell’ufficio Casa Elisabetta Cella. Per l’operazione odierna i miei ringraziamenti vanno anche al presidente di Casalp Canovaro, alla Polizia municipale ed alla Misericordia di Livorno. Il lavoro certosino con gli occupanti ed i proprietari ha portato a questo risultato. La liberazione della struttura, che sarà definitiva con l’uscita, nelle prossime settimane, secondo un piano concordato con gli uffici del Patrimonio per ridurre al minimo di disagi, anche dei proprietari ancora residenti, permetterà di procedere alla demolizione e all’avvio della ricostruzione. Saremo molto contenti quando al posto di questa vecchia struttura ci sarà la nuova Chiccaia con i 54 nuovi alloggi che saranno assegnati agli aventi diritto”.
Da mercoledì 29 gennaio sono in corso accurate attività di messa in sicurezza dell’immobile, finalizzate a impedire anche nuove occupazioni: muratura degli accessi, demolizione dei sanitari e, laddove possibile, delle scale. Nel corso delle operazioni, che impegneranno Casalp per le prossime 48 ore, sarà presente, anche in orario notturno, un servizio di sorveglianza. Il presidente di Casalp Marcello Canovaro ha ringraziato il sindaco e l’assessore Raspanti perché “si è sbloccata finalmente una situazione che durava da troppo tempo”. Ha inoltre evidenziato la “grande collaborazione degli occupanti e la capacità organizzativa degli uffici comunali”.

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5 commenti

 
  1. # Andrea Cognetta

    Questo vuol dire “buon governo”. Bravi a tutti!

    1. # mils

      buon governo questo? mi auguro tu stia scherzando

    2. # luca

      dai per favore evitiamo…

  2. # Livorno 2

    Al posto di edifici all’epoca costruiti in economia…. mi auspico nuovi immobili ben costruiti con criteri di efficienza energetica molto alta. Investimento che si ripaga con risparmi sui consumi, e minori emissioni….

  3. # Carlo

    “sensibilità” … cioè verso persone che occupano senza alcun diritto delle abitazioni, ci vuole sensibilità” ? certamente … ma mi farebbe piacere che ci fosse anche verso chi invece paga un affitto regolarmente, paga le bollette onestamente e si priva di tante cose se non di tutto,, dal riscaldamento a carne, pesce o altro, non ha mezzi di locomozione e vive in povrtà… ma non TRAGREDISCE.. Ma, per questi invisibili, poca o punta “sensibilità”.