Cerca nel quotidiano:


A tu per tu con il ladro in chiesa. “Così ho sventato il furto”

Il racconto di Raffaele, 34 anni, collaboratore parrocchiale della chiesa di Sant'Andrea: "Ho urlato salendo le scale, poi ho chiamato polizia, parroco e il parroco emerito. Infine sono arrivati gli agenti e hanno preso l'intruso"

Mercoledì 16 Febbraio 2022 — 13:15

Mediagallery

Un giovane livornese di 25 anni è stato colto sul fatto mentre cercava di rubare alcuni oggetti liturgici all’interno della chiesa di Sant’Andrea a pochi passi dal Cisternone. I fatti risalgono alla mattina di mercoledì 16 febbraio quando, intorno alle 11,15, Raffaele di 34 anni (nel riquadro rosso all’interno della foto principale) cresciuto nella chiesa di Sant’Andrea e ormai storico collaboratore parrocchiale, è entrato in sacrestia per riordinare alcune cose. Una volta all’interno del locale si è accorto che la sacrestia aveva cassetti e armadi aperti e alcune cose erano state messe a soqquadro. Raffaele si è  subito insospettito ed ha notato la porta che conduce alle stanze del catechismo rimasta aperta e, coraggiosamente, ha deciso di salire le scale per capire cosa stesse accadendo. Salendo al primo piano ha iniziato ad urlare per far uscire allo scoperto l’eventuale intruso. Alle sue grida ha risposto un giovane che si è affacciato dal secondo piano.
“Non ho esitato a gridare – ha raccontato Raffaele al cronista sul posto di QuiLivorno.it – Ho visto la faccia di uno sconosciuto che si è affacciato dal piano superiore e gli ho chiesto chi fosse e cosa stesse facendo lì. La risposta è stata vaga, nulla nulla non faccio nulla, ha detto. Così ho subito preso il telefono e, dicendo all’intruso di non muoversi, ho chiamato il parroco don Rosario Esposito (parroco della chiesa da circa 8 mesi, nella foto sotto a quella principale in coppia con Raffaele, ndr), il parroco emerito, Don Medori, e la polizia”.
In men che non si dica i due preti si sono portati sul posto e insieme a Raffaele sono riusciti a convincerlo a confessare e a desistere dal furto. Il 25enne è dunque sceso al primo piano fermandosi sulle scale davanti ai tre che lo avevano scoperto. Nel frattempo sono arrivate due volanti della polizia i cui agenti hanno preso il 25enne portandolo in questura per gli accertamenti di rito terminati con una denuncia a piede libero per tentato furto. La refurtiva l’aveva nascosta nei locali del campanile e si trattava di alcuni oggetti liturgici tra cui alcune ampolline, un pezzo di un calice smontato e quello che in gergo viene chiamata “navicella”. In quel momento la chiesa, per fortuna, era vuota e non vi erano fedeli.

Riproduzione riservata ©