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Ancora una vetrina spaccata nella notte per pochi spiccioli

I malviventi hanno agito intorno a mezzanotte e mezzo. Il copione è sempre lo stesso: vetrata d'ingresso in frantumi e furto di poche monete prese dal registratore di cassa

Martedì 1 Dicembre 2020 — 09:48

di Giacomo Niccolini

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Rassegnato il titolare della macelleria: "Purtroppo ce lo aspettavamo. Dieci giorni fa hanno spaccato e rubato in tutta la via Marradi. Questa notte hanno girato l'angolo e sono venuti a farci visita"

Ormai è diventato una sorta di bollettino di guerra. Ogni mattina Livorno si alza e conta i danni di chi è costretto a raccogliere i pezzi di vetro da terra e a fare i conti con il prezzo per ripagare le porte e le vetrate distrutte. Stavolta nel mirino dei malviventi è finita la macelleria di Gian Luca Di Batte in viale Mameli. “Mi ha chiamato la sorveglianza notturna intorno alle 1,30 di questa notte – spiega Di Batte al cronista di QuiLivorno.it intervenuto sul posto – I ladri avranno quindi agito intorno alla mezzanotte e mezzo. La scorsa settimana hanno spaccato e rubato in tutta via Marradi e via Cambini. Purtroppo – dice sconsolato – ce lo aspettavamo”.

GIAN LUCA DI BATTE DIETRO AL SUO BANCONE IN VIALE MAMELI

Continuano senza sosta e incontrollate quindi le razzie notturne. Senza che nessuno riesca, apparentemente, a porvi rimedio. Anche in questo caso il copione è il medesimo. Oggetto pesante (grata di tombino, cartello di segnaletica stradale, sasso trovato per strada) scagliato contro l’ingresso e vetro che si spacca quel tanto da consentire un passaggio, una breccia, per entrare all’interno. Il tutto dura pochi secondi, forse uno o due minuti al massimo. Una volta dentro  il malvivente va dritto alla cassa. La svuota dei pochi spiccioli che vi sono all’interno e fugge.
“Anche in questo caso il ladro non si è neanche curato dei prosciutti o degli alti beni alimentari che abbiamo in negozio – spiega Gian Luca Di Batte – è andato dritto al registratore di cassa e ha raccolto quei pochi euro che erano dentro. Una manciata di monete. Poi è scappato. Se è la prima volta? Già un anno e mezzo fa eravamo stati colpiti. In quel caso con il coperchio di un tombino. Questa volta non abbiamo capito con cosa abbiano spaccato la vetrata ma fatto sta che sono riusciti ad entrare”.

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