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Anti riciclaggio: sanzionato amministratore di una fiduciaria

La finanza ha scoperto che il “fiduciante” era un casertano affiliato al clan dei Casalesi indagato dalla DDA di Firenze per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro “sporco”, alla corruzione, a frodi e truffe

giovedì 27 Giugno 2019 09:29

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È un ufficio come tanti a Livorno dove ha sede questa società fiduciaria. Lì si sono presentati i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della GdF per un controllo antiriciclaggio, si legge in un comunicato stampa inviato dalle fiamme gialle il 27 giugno.
Tra i contratti esaminati quello relativo al mandato per costituire, intestarsi e amministrare un’azienda pistoiese attiva nel settore della ristorazione. Sin qui nulla di particolare. Sono legittimi i motivi per i quali rivolgersi a una fiduciaria per la gestione di beni “schermando” la titolarità formale del vero proprietario. In questo caso, però, il “fiduciante” era un casertano già balzato alle cronache come affiliato al clan dei Casalesi e indagato dalla DDA di Firenze per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro “sporco”, alla corruzione, a frodi e truffe. Gli elementi oggettivi (intestazione fiduciaria) e soggettivi (coinvolgimento nei contesti di indagine) sottesi al mandato fiduciario, conclude la nota stampa, avrebbero dovuto indurre l’amministratore della fiduciaria a inviare una segnalazione di operazione sospetta all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Iniziativa obbligatoria ma non avvenuta. Per questo, in capo al titolare della società livornese è stata contestata la violazione del decreto anti-riciclaggio e il verbale inviato alla V Direzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, competente a irrogare le sanzioni.

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