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“Avevo la pistola a due centimetri dalla tempia”. Parla Valentina

Valentina, 23 anni, livornese, incinta di due mesi e mezzo, ha vissuto, mercoledì 7 febbraio, una giornata che non dimenticherà a lungo. L'uomo è stato denunciato per il reato di minacce aggravate

Domenica 11 Febbraio 2018 — 12:23

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“Me lo sogno la notte. Ho gli incubi”. Valentina, 23 anni, livornese, incinta di due mesi e mezzo, ha vissuto, mercoledì 7 febbraio, una giornata che non dimenticherà a lungo. Era con la nonna di 65 anni quando intorno alle 17,40 ha deciso di entrare in questo negozio del centro, gestito da cinesi, per cercare dei lenzuoli (“non ci ero mai entrata prima, ci siamo dette proviamo a vedere in questo negozio se hanno quello che cerco”). Dopo circa 30 minuti Valentina e la nonna si sono dirette alla cassa per pagare. Spendevano 20,90. “Mia nonna paga con 51 euro per avere il resto tondo”. Indietro ricevono solo lo scontrino. Se ne accorgono però poco dopo entrando in un tabaccaio lì vicino per un altro acquisto: la nonna apre il borsellino e si rende conto di non avere avuto il resto. La nonna e la nipote lì per lì non se erano rese conto. Può capitare. Tornano quindi dentro e vanno verso il commesso che le aveva servite poco prima. “Gli abbiamo spiegato con toni molto pacati, tranquillamente insomma, che non ci aveva dato il resto”. Ed è qui che è iniziato l’incubo. “Il commesso è andato verso mia nonna iniziando a pronunciare frasi offensive e a provocarci pure. La cosa è degenerata”. Valentina non può più far finta di niente e interviene: “Sono una testa matta ogni tanto, lo so, ma nonna non me la tocca nessuno. Lui era andato a tu per tu con lei, io gli ho detto che siamo persone oneste. A un certo punto si è sganciato la giacchetta e dalla tasca interna ha tirato fuori una pistola a pallini. Non era una pistola giocattolo. Ma a pallini. L’ha caricata puntandomela alla tempia. Ce l’avevo a due centimetri. Potevo essere morta a quest’ora ma non potevo più stare a sentirlo”. Valentina gli va contro dandogli un calcio, lui risponde con una spinta. A quel punto sono intervenute anche altre persone rivolgendosi all’uomo: ma cosa stai facendo non lo vedi che è pure incinta. Al termine di quelle fasi concitate, Valentina e la nonna sono uscite in strada e hanno chiamato i carabinieri. “La pattuglia è arrivata nel giro di 5 minuti disarmando il commesso”. L’uomo è stato poi denunciato per minacce aggravate. Valentina, prima di andare al pronto soccorso per accertamenti che hanno poi scongiurato conseguenze, ha restituito la merce riprendendosi le 50 euro. “Adesso andrò avanti per vie legali”.

La versione che avete appena letto – ringraziamo per questo la giovane che ha accettato di ripercorrere la vicenda – differisce un po’ da quella che avete letto il 10 febbraio. Ce ne scusiamo con i lettori.

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6 commenti

 
  1. # PIRATA

    Se due clienti litigano fuori chiude il locale, ora si vuole sapere come va a finire…

  2. # Mik

    Per il tulps non si chiude l’attivita in questo caso?

  3. # Dredd

    Sarebbe interessante sentire la versione del cinese.

    1. # e io traduco :-))))

      5) “Questo è Sparta!” …
      4) “E.T. chiama casa” …
      3) “Buongiorno, mia principessa” …
      2) “Luca, io sono tuo padre” …
      1) “My Baby”

      1. # Dredd

        Versione livornese:
        1) “deh boia boia deh ohhh”
        2) “deh bellino…tira un po’ foro li spiccioli”
        3) “oh cosino vieni un po’ uii…”
        4) “caaafaaaii…mi rubi sordi?”
        5) “ohh laminonnanonlatocchi”

  4. # paola nocchi

    come dici tu qui fuori di e all’ estero ma lui la pistola non la doveva tirar fuori… stiamo scherzando? si rischia la vita per 30 euro ? ma con quale diritto si sentono di fare i fatti loro in casa nostra? io sono entrata una volta sola in quel negozio e dal comportamento che ho visto non ci vado piu’ è meglio comprare nei nostri negozi piu’ cari di sicuro ma certamente piu’ civili