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Dieci custodie cautelari per reati contro la pubblica amministrazione. Ai domiciliari un dipendente comunale

Le accuse nei confronti del dipendente comunale sono corruzione e abuso d’ufficio. In un lungo comunicato inviato dalla questura il 12 marzo i dettagli dell'indagine di polizia e municipale avviata nel 2017

Venerdì 12 Marzo 2021 — 12:01

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Ai domiciliari, con l'accusa di corruzione, anche un operatore immobiliare. Nei confronti degli altri otto soggetti coinvolti il gip ha emesso la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio dell'attività professionale

La squadra mobile della questura e la polizia municipale hanno concluso, all’alba di venerdì 12 marzo, un’operazione coordinata e diretta dalla procura della Repubblica di Livorno con perquisizioni ed esecuzione di 10 ordinanze cautelari nei confronti di alcuni imprenditori ed un dipendente del Comune di Livorno (leggi qui la dichiarazione del sindaco sull’indagine) accusati di reati contro la pubblica amministrazione.
Nel lungo comunicato inviato dalla questura il 12 marzo si legge che “il dipendente comunale già responsabile dell’Ufficio Tecnico Patrimoniale e Procedure Espropriative – facente parte del Settore Contratti Provveditorato Economato, incardinato a sua volta all’interno del Dipartimento Risorse Sviluppo e Servizi Generali – e tuttora alle dipendenze dell’Ufficio Patrimonio sia pure con diverso incarico”, Marco Nencioni, (nome poi reso noto nel corso della conferenza stampa tenuta il 12 marzo dal comandante della municipale Annalisa Maritan, Giuseppe Lodeserto comandante della squadra mobile della questura e dal questore Roberto Massucci) si trova agli arresti domiciliari, e con il braccialetto elettronico, con le accuse di corruzione e abuso d’ufficio. Ai domiciliari con braccialetto elettronico, con l’accusa di corruzione, anche un operatore immobiliare, Alessio Cristiglio (nome poi reso noto nel corso della conferenza stampa tenuta dal comandante della municipale Annalisa Maritan, Giuseppe Lodeserto comandante della squadra mobile della questura e dal questore Roberto Massucci) “gravemente indiziato di plurimi episodi corruttivi posti in essere”, si legge, “con l’imprescindibile collaborazione del dipendente pubblico”. I due, secondo le contestazioni mosse dalla Procura di Livorno e condivise dal Gip del Tribunale, “per anni avrebbero gestito, traendone consistenti profitti illeciti, una fitta trama di rapporti illeciti con imprenditori ed altri operatori del settore immobiliare”. Oltre agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, il gip ha applicato al dipendente comunale anche la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio di dipendente comunale e all’imprenditore arrestato anche la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare qualunque attività professionale e di impresa nel settore immobiliare per la durata di 12 mesi. Nei confronti degli altri otto soggetti coinvolti nell’indagine il gip ha emesso la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività professionale, mentre ad un architetto è stato applicato il divieto di esercitare la professione per la durata di 12 mesi.

L’indagine, avviata nel 2017, ha permesso di accertare come, prosegue il comunicato, “si fosse creato un meccanismo di tipo corruttivo, generato dall’accordo tra imprenditori ed altri operatori del settore immobiliare, finalizzato alla realizzazione di interessi privati in cambio di consistenti utilità economiche con grave danno per l’interesse pubblico ed in assoluto spregio al principio di imparzialità che dovrebbe ispirare l’attività amministrativa”. Il dipendente comunale arrestato “al quale erano affidate varie e delicate funzioni – tra le quali la predisposizione delle relazioni di stima per la determinazione dei canoni concessori degli immobili di proprietà comunale e per la determinazione del loro valore di mercato, oltre che la predisposizione di atti tecnici necessari per le procedure di esproprio quali verifiche, aggiornamenti catastali e DOCFA in relazione a detti beni immobili – ha esercitato, contestualmente all’attività di dipendente pubblico, attività di geometra in favore di privati, in specie di imprenditori ed altri operatori del settore immobiliare con cui ha avuto occasione di stringere rapporti nello svolgimento delle sue funzioni istituzionali”. “Questi ultimi – pur essendo ben a conoscenza della funzione pubblica svolta dall’arrestato ed anzi rivolgendosi a lui proprio in ragione dei vantaggi che era possibile trarre dalla veste pubblica ricoperta, sia nell’ambito di procedimenti amministrativi in cui egli era chiamato a svolgere detta funzione, sia in procedimenti amministrativi di competenza di altri funzionari o dirigenti comunali – gli garantivano, in cambio delle prestazioni professionali da lui abusivamente fornite, corrispettivi in denaro che il dipendente pubblico percepiva sia personalmente sia per il tramite di compiacenti professionisti abilitati utilizzati dall’indagato come prestanomi, tra i quali un architetto indagato, o altre lucrose utilità, necessarie per far fronte alle consistenti esposizioni debitorie derivanti da un elevato tenore di vita, come risulta dalle indagini patrimoniali effettuate dagli investigatori”.

Dalle indagini è poi emerso che un operatore immobiliare si è rivolto al dipendente pubblico “in maniera continuativa e pressoché sistematica allo scopo di risolvere nella maniera più favorevole al suo interesse personale ogni questione tecnica in grado di precludere o ritardare la conclusione di un affare immobiliare così da conseguire laute mediazioni, nonché allo scopo di organizzare ex novo, sempre tramite il dipendente comunale, operazioni immobiliari a carattere speculativo essendo la precipua finalità perseguita mediante tali operazioni costantemente diretta ad incrementare il prestigio ed i guadagni della propria agenzia e dei relativi clienti”, continua il comunicato stampa, “avendo l’arrestato, anche nello svolgimento di tali operazioni, distorto la sua pubblica funzione indirizzandola non al perseguimento dell’interesse pubblico, ma a quello privato del privato e dei clienti della sua agenzia, in cambio di consistenti personali utilità di natura economica che egli ha conseguito mediante un meccanismo abbastanza sofisticato non caratterizzato da dazioni di somme di denaro, quanto piuttosto da lucrosi incarichi professionali retribuiti dagli imprenditori edili clienti dell’agenzia immobiliare”.
Le indagini hanno altresì disvelato “gli illeciti rapporti che il dipendente pubblico arrestato ha intrattenuto con almeno cinque imprenditori operanti nel settore immobiliare, i quali hanno usufruito delle prestazioni professionali che lo stesso impiegato comunale ha loro garantito in violazione dei doveri di correttezza ed imparzialità a lui imposti in virtù della sua funzione istituzionale”. Gli imprenditori avrebbero commissionato al dipendente pubblico, nonostante la posizione di evidente conflitto di interessi in cui egli versava nei confronti dell’amministrazione di appartenenza, l’esecuzione di progetti e pratiche edilizie – in cambio di corrispettivi in denaro o altre utilità e promesse di tali corrispettivi – svolte o da svolgere sui medesimi beni immobili che i predetti si erano aggiudicati o avevano in progetto di aggiudicarsi a seguito di gare pubbliche in cui l’arrestato ha svolto, secondo le contestazioni mosse,  in maniera distorta la sua funzione istituzionale redigendo relazioni di stima ribassate per favorire i suoi “clienti” privati”. Tra questi c’erano anche “un imprenditore edile e un soggetto operante nel settore della ristorazione, i quali avrebbero anch’essi usufruito dell’anomalo svolgimento della funzione istituzionale in cambio di lucrosi compensi in denaro versati come corrispettivo della attività di progettazione edilizia svolta abusivamente dall’impiegato comunale. Quest’ultimo, peraltro, ha svolto la propria “attività extra istituzionale” anche durante l’orario di servizio, utilizzando gli uffici comunali ove si intratteneva e interloquiva al telefono con “clienti” e intermediari”. Al funzionario pubblico è contestato anche il reato di abuso d’ufficio “poiché, quale pubblico ufficiale nel compimento di atti del proprio servizio quali l’inserimento in un piano di alienazione di beni del patrimonio comunale approvato, la redazione delle relative stime e frazionamento di un terreno, omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio e del proprio nipote geometra, incaricato dal condominio di seguire la pratica, veniva retribuito, insieme al nipote, con la somma di 7500 euro per le prestazioni professionali”.
Il gip, condividendo le considerazioni del pubblico ministero della Procura di Livorno, ha ritenuto “attuale il pericolo di reiterazione dei reati da parte del dipendente comunale arrestato il quale nonostante sia stato assegnato ad altro incarico dopo le perquisizioni effettuate in fase di indagini nei suoi confronti è tuttora in servizio all’Ufficio del Patrimonio del Comune, potendo così ancora accedere agli atti, ai fascicoli, alla documentazione dell’Ufficio Patrimonio ed interloquire con funzionari ed altri colleghi, continuando ad occuparsi anche delle pratiche oggetto d’indagine”. Peraltro, come emerso dalle investigazioni, continua la nota stampa, “l’uomo pur dopo essere stato sottoposto a perquisizioni non solo non ha mostrato alcun pentimento per le proprie malefatte, ma addirittura ha dimostrato di voler continuare a delinquere utilizzando maggiori accortezze e riattivando i propri “canali” tra gli operatori del settore immobiliare (ad uno dei quali ha persino chiesto di assumere il proprio figlio, anche in vista di successivi “affari” da porre in essere insieme)”.
Inoltre, il gip ha rilevato il concreto pericolo di inquinamento delle prove “posto che l’arrestato si è adoperato affinché venga fornita agli inquirenti una fittizia ricostruzione dei fatti mediante false testimonianze e la sottrazione di prove documentali, esortando alcuni suoi interlocutori “qualificati” a cancellare ogni elemento che potesse ricondurre a lui”.
Negli uffici degli indagati – a Livorno, Rosignano Marittimo e in provincia di Lucca – sono state effettuate delle perquisizioni, delegate dalla Procura della Repubblica di Livorno, che hanno consentito di rinvenire ulteriore materiale ora al vaglio degli inquirenti. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia.

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