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Blitz della Finanza: maxi sequestro di mascherine con loghi contraffatti

Tre persone, originarie di Livorno e provincia, sono state denunciate in concorso tra loro alla procura della Repubblica per contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi, mentre altri due livornesi sono stati segnalati per violazioni amministrative alla Camera di Commercio

Martedì 30 Giugno 2020 — 12:24

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I militari della guardia di Finanza hanno sequestrato un costoso macchinario che permetteva di stampare i loghi contraffatti sulla stoffa

Le Fiamme Gialle della prima Compagnia di Livorno hanno controllato un esercizio in centro città che vendeva al pubblico mascherine di tipo “generico”, prive delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo, nonché altri Dpi in tessuto con impressi loghi e marchi falsi di prestigiose case della moda come Louis Vuitton e Gucci, di personaggi dei cartoni animati e della tv come gli Avengers, Spiderman o le bambole Lol, oppure di squadre di calcio di serie A.
I riscontri sulla documentazione acquisita hanno permesso di risalire al fabbricante, un’azienda con sede legale e laboratorio nel cecinese il quale, con la tecnica della stampa a sublimazione, imprimeva su fogli di stoffa i marchi e i loghi contraffatti.
I militari della guardia di Finanza, diretti dal tenente Francesco Demetrio Crea, hanno dunque in primis sequestrato il costoso macchinario che permetteva di stampare i loghi contraffatti sulla stoffa e, in secondo luogo, in seguito ad un’approfondita perquisizione sia nel negozio livornese che nel magazzino in provincia, sono state sequestrate 28 mascherine generiche prive delle indicazioni di sicurezza, 874 mascherine sempre generiche con impressi loghi e marchi irregolari e un personal computer sul quale erano presenti le corrispondenze via e-mail con i clienti, gli ordini e i loghi scaricati illecitamente.
Al termine delle operazioni tre persone, originarie di Livorno e provincia, sono state denunciate in concorso tra loro alla procura della Repubblica per contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi, mentre altri due livornesi sono stati segnalati per violazioni amministrative alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

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