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Blitz della squadra mobile: sequestrate banconote false per oltre 60 milioni di euro

Le indagini sono scaturite dopo una truffa da oltre 250mila euro pagati con banconote da 100 euro false. La squadra mobile di Livorno ha individuato una presunta “batteria” di truffatori seriali del Nord Italia ed il cui “dominus”, ideatore di questo ingegnoso metodo truffaldino (denominato “rip-deal”), risultava residente in provincia di Alessandria

Venerdì 25 Marzo 2022 — 13:14

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Via al sequestro di banconote false di taglio da 100 euro, identiche a quelle utilizzate per la truffa in questione, oltre ad una pistola ad impulsi elettrici tipo “teaser” ed una lampada UV per verificare la veridicità delle banconote

L’attività investigativa condotta dalla squadra mobile, diretta dalla procura della Repubblica di Livorno, prende le mosse da una truffa effettuata a Livorno nell’estate del 2020, quando, dopo una serie di contatti intrattenuti telefonicamente, una famiglia della provincia di Livorno prese appuntamento con dei sedicenti gioiellieri di origine israeliana, abitanti in Svizzera e con alcune gioiellerie in diverse località del Piemonte, per vendere alcuni gioielli di famiglia.
Nell’incontro preliminare, i beni vennero valutati 264.000 euro.
Al successivo e definitivo appuntamento, fissato dagli acquirenti nella business room di un prestigioso hotel cittadino, avvenne la vendita dell’oro, con contestuale consegna delle banconote. Una volta tornati a casa, gli ignari venditori realizzarono di essere stati truffati, avendo ricevuto il pagamento in banconote da 100 euro false. I truffatori, abili nel confondere i venditori, avevano ripetutamente consegnato la stessa mazzetta di banconote autentiche, facendole contare alle parti offese con una macchinetta conta soldi e, quando la restituivano ai sedicenti gioiellieri, questi la sostituivano con una mazzetta falsa, ripetendo il raggiro sino al raggiungimento della cifra concordata.

Le parti offese presentarono quindi la denuncia alla Squadra Mobile di Livorno, che immediatamente avviò le indagini delegate dalla procura di Livorno e protrattesi a ritmi serrati per alcuni mesi fino a quando non è stata individuata una presunta “batteria” di truffatori seriali, tra loro anche legati da vincoli di parentela, ed il cui “dominus”, ideatore di questo ingegnoso metodo truffaldino (denominato “rip-deal”), risultava residente in provincia di Alessandria.

Sono stati quindi predisposti servizi di appostamento e monitoraggio dei sospettati, finché, alcuni giorni fa, alle prime luci dell’alba, sono state eseguite le perquisizioni – delegate dalla Procura della Repubblica di Livorno – nelle città di Bergamo e Torino, dove nel frattempo si era spostato colui che è ritenuto il “capo”.

Nel corso delle attività, gli investigatori della squadra mobile di Livorno, con la preziosa collaborazione degli omologhi uffici delle Questure territorialmente competenti, hanno proceduto al sequestro di banconote false di taglio da 100 euro, identiche a quelle utilizzate per la truffa in questione, oltre ad una pistola ad impulsi elettrici tipo “teaser” ed una lampada UV per verificare la veridicità delle banconote, funzionale a compiere i raggiri e guadagnare la fiducia dei malcapitati di turno. Nelle pertinenze dell’abitazione di uno degli indagati, è stato poi individuato un vero e proprio deposito di banconote false, in varie valute (euro, dollari statunitensi, kune croate e franchi svizzeri), per un corrispondente valore nominale di oltre 60 milioni di Euro, destinate evidentemente ad altre truffe in procinto di essere attuate.
Alla luce di quanto accertato, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria quattro persone (di età compresa tra 21 e 29 anni), tutte con svariati precedenti penali a carico, in particolare per reati predatori e contro il patrimonio, anche commessi mediante frode.

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