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Compravano banconote false e le spendevano nei casinò svizzeri: arrestati

Si stima che le banconote contraffatte complessivamente "acquistate" dagli indagati siano state almeno un migliaio (per un valore di non meno 50.000 euro), prese ad un prezzo non superiore a 10.000 euro

giovedì 06 settembre 2018 10:50

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Nelle prime ore di giovedì 6 settembre, su ordine della procura della Repubblica di Livorno, i carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Livorno nei confronti di due persone per aver esportato e speso in Svizzera banconote contraffate. Un terzo soggetto è indagato in stato di libertà, come riportato in un comunicato stampa inoltrato dall’Arma dei carabinieri alle redazioni la mattina del 6 settembre, mentre un quarto, gravato da misura cautelare, risulta al momento irrintracciabile. I nomi degli arrestati sono stati diffusi durante la conferenza stampa tenutasi all’interno della caserma dell’Arma dei carabinieri di viale Mameli la mattina del 6 settembre. Si tratta di Antonino Asiatico, classe 1966 arrestato a Vada ed Ersilio Samperi, classe 1980, finito in manette dopo il blitz all’alba nella sua abitazione di Cecina. “L’arresto di Asiatico – ha commentato davanti alla stampa il luogotenente Giorgio di Nardo comandante della stazione dei carabinieri di Rosignano – è stato alquanto turbolento in quanto lo stesso ha tentato la fuga nascondendosi semi nudo nel terrazzo del vicino di casa tra due motori dei condizionatori approfittando dell’oscurità delle 5 del mattino”.
L’indagine, coordinata dal pm Daniele Rosa, è stata sviluppata a seguito dell’arresto il 15 dicembre 2017 da parte della polizia Cantonale Ticinese, alla dogana di Chiasso-Brogeda (Svizzera), di due degli indagati (Samperi e l’altro che al momento risulta irreperibile) che, a bordo dell’auto su cui viaggiavano, trasportavano 300 banconote da 50 euro contraffatte nascondendole per la maggior parte sotto al vano della ruota di scorta posta nel bagagliaio dell’auto, come si può notare dalla foto in pagina fornita dai carabinieri in fase di conferenza stampa.
La polizia giudiziaria federale svizzera, sulla scorta delle segnalazioni e delle informazioni pervenute da più polizie cantonali, ha poi ricostruito diversi episodi di spaccio di banconote false da 50 euro, appartenenti allo stesso lotto delle 300 sequestrate il 15 dicembre 2017, avvenuti in territorio elvetico, attribuibili alle due persone arrestate e ad altri complici rimasti, fino a quel momento, ignoti.
Attivati i canali della cooperazione internazionale – come si legge nella nota stampa – le successive indagini condotte dal nucleo investigativo di Livorno e dalla compagnia di Cecina hanno consentito di identificare gli altri complici e di accertare che gli indagati nel dicembre 2017 si sono recati almeno due volte nella provincia di Napoli per approvvigionarsi da fornitori (rimasti sconosciuti) delle banconote false. Nei giorni immediatamente successivi gli stessi avevano introdotto clandestinamente in Svizzera il contante contraffatto e speso in diversi esercizi commerciali del Canton Ticino, perlopiù casinò e sale da gioco, cambiandolo così con valuta vera. Il tutto è scaturito dalla segnalazione di un distributore di benzina svizzero che, insospettitosi del pagamento con una banconota da 50 euro poco credibile (risultata poi falsa) aveva allertato l’autorità preposta che aveva fatto partire le immediate indagini.
Si stima che le banconote contraffatte complessivamente “comprate” dagli indagati siano state almeno un migliaio (per un valore di non meno 50.000 euro), acquistate ad un prezzo non superiore a 10.000 euro.
I due arrestati il 15 dicembre scorso (Samperi e l’altro attualmente latitante), sono già stati condannati dall’autorità giudiziaria elvetica, per importazione e messa in circolazione di monete false e truffa, alla pena detentiva di 16 mesi ed alla multa di 1.500 franchi svizzeri. Di questi 16 mesi i due hanno scontato solo una minima parte nelle galere elvetiche prima di ritornare in Italia e finire nel mirino dei carabinieri.

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