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“Correte c’è un morto”, ma era una lite

La lite finisce a botte. Uno dei due sviene, l'altro chiama i soccorsi ma "esagera" raccontando di una persona deceduta e poi spegne il cellulare

Sabato 22 Ottobre 2016 — 11:14

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“Correte con le ambulanze, c’è un morto in casa”. E’ questa la telefonata arrivata alla sede della Misericordia di via Verdi intorno alle 6,15 del mattino di sabato 22 ottobre. Una voce maschile, il nome e il civico di una via di un quartiere della zona Nord di Livorno. Poi il silenzio. Massima allerta e preoccupazione. Nella via si precipita un’ambulanza con medico a bordo e una pattuglia della polizia di Stato. Il problema è che è presto al mattino e la telefonata anonima non ha fornito alcun cognome a cui rivolgersi. Nel frattempo dalla sede di via Verdi si riprova a telefonare al numero che aveva fatto partire l’allarme: spento. Niente da fare.
Dalla finestra si affaccia una persona che, destata dal trambusto, si fa avanti. “Forse siete stati chiamati per me”. Nessun decesso dunque, soltanto un diverbio finito poi a botte tra due persone per motivi ancora da accertare. L’uomo che aveva chiamato i soccorsi, e che era fuggito subito dopo spegnendo il cellulare, aveva dunque dato un pugno in faccia al suo contendente che era rimasto svenuto a terra per qualche attimo. Ripresosi dall’incidente, e vedendo i soccorritori sotto casa, ha comunque rifiutato le cure mediche ringraziando e chiudendosi nuovamente tra le quattro mura del suo appartamento.
Adesso spetterà alla polizia cercare di rintracciare la persona che ha fatto partire la macchina dei soccorsi: l’ipotesi di denuncia più probabile è quella legata al procurato allarme. Per l’aggressione si dovrà procedere, eventualmente, a querela di parte.

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