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Danneggiamento di arredi scolastici, denunciati e perquisiti 6 studenti

Le perquisizioni hanno consentito di rinvenire e porre sotto sequestro smartphone e tablet a carico di tutti gli indagati, nonché due coltelli e un tirapugni

Venerdì 5 Febbraio 2021 — 15:14

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Durante l’orario di lezione i giovani hanno rotto l’arredo del laboratorio, tra cui dieci banchi e sette sedie, uno scranno destinato ai docenti, la serratura di un armadio, nonché il registro di classe su cui è versato del liquido disinfettante per poi darlo alle fiamme

I carabinieri, a seguito delle indagini dirette dal procuratore della Repubblica per i minorenni di Firenze, hanno denunciato e dato esecuzione ad un provvedimento di perquisizione locale e personale a carico di sei studenti minorenni che l’11 gennaio si sono resi responsabili di danneggiamento di arredi scolastici in un istituto di istruzione secondaria della città. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri e come si legge in un comunicato inviato dall’Arma il 5 febbraio, durante l’orario di lezione i giovani hanno rotto l’arredo del laboratorio, tra cui dieci banchi e sette sedie, uno scranno destinato ai docenti, la serratura di un armadio e sul registro di classe è stato versato del liquido disinfettante per poi darlo alle fiamme. In ordine alle suddette condotte, prosegue il comunicato, sono stati contestati i reati di danneggiamento previsto dall’Art. 635 del codice penale e aggravato dall’aver agito su cose esistenti in uffici pubblici e destinate a cose pubblico servizio di cui all’Art. 625 n.7. Inoltre, la distruzione del registro di classe ha portato alla specifica contestazione del reato di cui all’Art. 490 soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. L’azione criminosa considerata nel suo complesso ha inoltre evidenziato l’ulteriore contestazione del reato di interruzione di pubblico servizio in concorso. La Procura infine ha ravvisato le aggravanti comuni previste dall’art. 61 n.1 e 10 del C.p. per aver agito per motivi futili e con volontà vandalica nei confronti delle pubbliche istituzioni.
Come si legge ancora nella nota stampa uno dei ragazzi ha ripreso l’intero raid per poi condividerlo sui social network dove gli studenti hanno rivendicato con orgoglio l’atto vandalico. Le perquisizioni hanno consentito di rinvenire e porre sotto sequestro smartphone e tablet a carico di tutti gli indagati, nonché due coltelli e un tirapugni. Fondamentale per la ricostruzione dei fatti il contributo fornito dal dirigente scolastico e da alcuni docenti, i quali hanno immediatamente denunciato l’accaduto ai militari dell’Arma e consentito così l’avvio delle indagini.

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