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Dopo 13 anni finisce in carcere per violenza sessuale

Nel 2005 l'ignobile gesto, compiuto con un complice di notte in viale Carducci, nei confronti di una donna livornese del 1970. Dopo molto tempo si aprono le porte della prigione

Martedì 30 Gennaio 2018 — 19:10

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Gli agenti della squadra mobile di Livorno diretta da Salvatore Blasco hanno arrestato un cittadino quarantaduenne dell’Equador, residente a Livorno, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione da parte della Procura di Livorno con l’accusa di violenza sessuale.
Lo stesso, nel 2005, si era reso autore, insieme ad un suo connazionale, di una violenza sessuale nei confronti di una livornese del 1970 che, all’uscita di una discoteca cittadina, è stata bloccata e violentata dai due in viale Carducci. In un attimo di distrazione la donna riuscì in quel contesto a divincolarsi dal suo violentatore (mentre l’altro stava a guardare con funzione di vedetta) e ad avvertire la polizia che, a seguito d’inseguimento, fermò ed arrestò in flagranza entrambi gli stranieri. Successivamente, l’8 maggio 2006, era stato scarcerato per termine decorrenza termini di custodia cautelare, in attesa della fine del procedimento penale.
Riconosciuta con sentenza del tribunale la colpevolezza del 42enne, la Procura di Livorno ha diramato le sue ricerche alla polizia che è riuscita a rintracciarlo immediatamente in città, in un altro luogo rispetto a quello dove risultava essere residente. Pertanto, successivamente, si è proceduto al fermo dello stesso dovendo espiare ancora 3 anni di reclusione. Al termine della redazione degli atti di rito in questura l’uomo è stato perciò accompagnato dal personale della polizia all’interno del carcere delle Sughere.

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5 commenti

 
  1. # Carlo

    i termini non devono decorrere… la giustizia deve essere rapida ed efficiente. Troppo garantismo a chi delinque ( tre gradi di processo !!!), troppi provvedimenti ” svuotacarceri”, troppa microcriminalità impunita… ed a rimetterci è il cittadino onesto.

    1. # Gianluca

      guardi, non c’entra con il caso in oggetto ma il garantismo non è far durare un processo 13 anni per qualcuno colto oltretutto il flagranza di reato. Il garantismo sono le forme di tutela della difesa per la parte dell’imputato nonché la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva (ergo in tanti casi la sospensione della pena) Una persona innocente che finisce sotto processo ed attende 13 anni per essere scagionata (non è il caso dell’articolo), mi creda che non ha avuto mezza forma di garantismo.
      Lo Stato dovrebbe licenziare le persone incapaci che hanno impiegato 13 anni per arrivare a questa sentenza.. perché di incapaci trattasi. O incapaci o fannulloni insomma. Vedete un’alternativa che io non vedo ?
      E garantismo non sono neanche i 3 gradi di processo ; se ne avessero fatti 2 di gradi di processo in 8 anni, lei si sentirebbe soddisfatto dell’operato della magistratura ? un processo così deve durare 2 settimane.. punto ! 3 gradi di giudizio si possono svolgere in 6 mesi. La realtà è che è un mondo pieno di incapaci e di ignoranti, gente che non sa mettere in piedi una frase di italiano ! a parte il noto caso di di Di Pietro .. avete sentito mai parlare uno dei PM più famosi d’Italia, la Boccassini ? a me sembra abbia seri problemi con la lingua Italiana.. siamo in mano a gente così. I 3 gradi di giudizio sono sacrosanti. Il caso Tortora (e non solo) insegna.

      1. # Morchia

        Non fa una piega

  2. # giancarlo

    GIANLUCA HAI SFONDATO UNA PORTA APERTA , L’UNICA ECCEZIONE SONO I TRE GRADI DI GIUDIZIO , DUE SONO ANCHE TROPPI !!!

  3. # scorpione61

    Sono perfettamente d’accordo con Gianluca.