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Entra acqua, si apprua il ristorante Ca’ Moro

Chi si trovava a bordo si è reso conto che stava imbarcando acqua. Sul posto vigili del fuoco e guardia costiera. Tornar: "Siamo disperati, potrebbe essere la fine di un sogno". Il presidente Baldi: "Non ci arrendiamo, la città dalla nostra parte"

Venerdì 20 Agosto 2021 — 20:12

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L’imbarcazione\ristorante Ca’ Moro nel pomeriggio del 20 agosto si è “appruata”, ovvero è affondata per metà a prua. “Siamo disperati, potrebbe essere la fine di un sogno per qualcosa in cui abbiamo creduto e investito molto, soprattutto per i ragazzi”. A parlare è Daniele Tornar, consigliere della cooperativa Parco del Mulino e soprattutto l’uomo che questa barca più di tutti l’ha voluta, lì davanti ai Quattro Mori. Tornar è stato avvisato intorno alle 16 dal caposala il quale ha spiegato che la barca stava imbarcando acqua a seguito di una falla. “Abbiamo chiamato vigili del fuoco e guardia costiera, subito, che colgo l’occasione per ringraziare visto quanto si sono dati da fare. Nonostante tutti gli sforzi la struttura, a prua, è affondata”. Ora c’è il dopo per i 4 ragazzi dell’associazione e i 4 dipendenti impiegati sul Ca’ Moro. “Sì ora ci aspetta un dopo, sia per la barca che non può rimanere così sia dal punto di vista occupazionale. Non lo so, vedremo cosa fare. Che cosa abbia provocato questa falla ancora non lo sappiamo”. Sul posto hanno operato gli uomini della guardia costiera e i vigili del fuoco portuali con la motobarca Conero e i vigili del fuoco dalla sede di via Campania con un mezzo APS (auto pompa serbatoio).
Alfio Baldi, presidente della associazione Parco del Mulino: “Speravo fosse una cosa meno grave. Ma quando ho visto la situazione ho pensato che era una cosa molto seria, non riparabile nell’immediato. È la fine del Ca’ Moro e del lavoro dei ragazzi. È un anno sfortunato, prima la chiusura per il Covid ora l’affondamento. Non so spiegarmi come sia potuto succedere. Qualche mese fa abbiamo fatto una manutenzione totale. Tutto il fasciame e il tetto. Non potevamo prevedere una cosa del genere. Abbiamo manutenzioni programmate ogni anno, ogni anno ci sono controlli degli organi preposti e naturalmente era tutto a posto. Che dire, queste cose possono succedere, ma in questo momento proprio non ci voleva. Avevamo riaperto da poco dopo la chiusura per il Covid, stavamo ripartendo bene. Ma questa è la nuova realtà. Non c’è più il Ca’ Moro e non c’è più il lavoro per i ragazzi. Noi non ci arrendiamo, sappiamo che abbiamo la città dalla nostra parte, certo che così e molto dura“.

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