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Evase dal carcere scavando un tunnel. Latitante da 17 anni arrestato in porto

Aveva costruito un condotto sotterraneo di 24 metri che gli consentì di evadere da una prigione in Serbia nel 2001. E' stato bloccato prima di potersi imbarcare per la Sardegna

lunedì 01 ottobre 2018 13:11

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E’ finito in manette un latitante da 17 anni che stava cercando di imbarcarsi su di una nave diretta in Sardegna nella giornata di sabato 29 settembre. L’uomo è stato scoperto proprio grazie ai controlli mirati svolti all’interno del porto di Livorno relativi all’incremento delle misure di sicurezza sulla base delle disposizioni impartite dal questore Lorenzo Suraci e dal dirigente dell’Ottava Zona di Polizia di Frontiera, Martino Alberigo.
L’uomo di nazionalità slovena (il cui nome Marco Osel, 53 anni, è stato fornito dall’ufficio stampa della questura tramite comunicato stampa) è stato individuato sulla base di una segnalazione partita dall’ufficio dell’Interpol serbo, per la quale sono state predisposte specifiche misure di attenzione ai varchi doganali ed agli imbarchi.
Dopo essere stato fermato insieme ad altri connazionali che viaggiavano con lui e che sono risultati estranei alle sue vicende giudiziarie, ha cercato di sottrarsi alle verifiche di polizia contestando con documentazione falsa quanto rilevato a suo carico. L’interscambio dei dati con la Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma ha permesso di accertare che lo stesso era infatti destinatario di un provvedimento di cattura a livello internazionale perché nell’anno 1996 era stato arrestato alla frontiera di Gradina – Dimitrovgrad (Serbia) in quanto responsabile di produzione e traffico di sostanza stupefacente, scoperta all’interno di un autocarro frigorifero dove erano stati nascosti 190 kg di eroina riposti in 288 imballaggi diversi.
Dopo  l’arresto effettuato dalla polizia serba Osel era evaso dalle carceri serbe di Sremska Mitrovica il 3 dicembre 2001, con altri detenuti, con i quali era riuscito a scappare scavando un tunnel sotterraneo di 24 metri per portarsi all’esterno della struttura carceraria fuggendo all’estero .
L’attento controllo del personale della polizia di Frontiera Marittima di Livorno, che è stato esteso anche al mezzo su cui si trovava l’uomo, ha portato così all’esecuzione del provvedimento ed all’arresto compiuto dalle autorità italiane ai fini dell’estradizione, su mandato di cattura internazionale, che è stato così eseguito nell’ambito delle misure di reciprocità adottate e richieste dalla Serbia per l’espiazione della gravità della pena di 10 anni di reclusione.

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1 commento

 
  1. # Marcello Ardenza

    Avevo sentito o letto da qualche parte che la polizia italiana fosse la migliore del mondo, penso proprio che allora ho sentito o letto bene e…confermo nonostante l’organico fosse al momento particolarmente ridotto.

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