Cerca nel quotidiano:


Finanza: non versa il Preu, disposto sequestro di oltre 1,5 mln

Le indagini hanno messo in evidenza il mancato versamento dell’imposta di prelievo unico erariale (Preu), per un valore di 1,5 mln, dal 2004 al 2020 (la durata della concessione governativa)

Martedì 1 Giugno 2021 — 10:04

Mediagallery

Il Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Livorno (foto di archivio) ha dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica, a un decreto di sequestro per un valore di oltre un milione e 500mila euro a carico di un imprenditore attivo nell’esercizio del “gioco lecito” che ha omesso di versare l’imposta di prelievo unico erariale (Preu). L’impresa coinvolta, si legge nel comunicato del 1 giugno inviato dalle Fiamme Gialle, operava come gestore per conto di una società concessionaria dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per il servizio di distribuzione e gestione degli apparecchi e congegni da divertimento che elargiscono premi in denaro quali videolottery (VLT) e newslot (AWP). In qualità di incaricato di pubblico servizio, si legge ancora nel comunicato, la sua azione di sostituto di imposta imponeva che parte delle somme raccolte, in virtù della sua funzione appunto pubblica, fossero versate allo Stato per il pagamento delle concessioni sui monopoli del gioco lecito. Infatti, l’installazione delle macchinette cosiddette videopoker, la cui attività è monitorata direttamente dalla rete, sconta un prelievo erariale unico sulle somme giocate dovuto all’AAMS dal soggetto al quale è stato rilasciato il nulla osta. Le indagini, prosegue il comunicato, hanno messo in evidenza mancati versamenti alla casse dello Stato superiori a 1,5 mln di euro dal 2004 al 2020 (periodo di durata della concessione governativa) con la configurazione del reato di peculato in capo al rappresentante legale in quanto lo stesso, quale incaricato di un pubblico servizio, si è appropriato di somme di denaro di cui aveva la disponibilità in ragione del suo ufficio. In tale contesto, il Tribunale di Livorno ha disposto il sequestro dei beni in capo alla società nonché al suo rappresentante legale per un valore equivalente al profitto del reato contestato.

Riproduzione riservata ©