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In auto con 42mila euro di droga: arrestati

In manette un livornese di 37 anni, Daniele Gionfriddo, e un tunisino di 30, Lassoued Marwen

giovedì 20 settembre 2018 12:58

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Sono stati pizzicati dalla sezione narcotici della squadra mobile della polizia con 526 grammi di eroina pura denominata in gergo “Thailandese”, “molto ricercata nel mercato della droga per la sua elevata purezza e per i suoi fortissimi effetti”, come specificano dalla questura. Un grammo di questa sostanza stupefacente infatti, ancora da “tagliare” e dunque da “raffinare”, viene venduto a 80 euro secondo quanto riportato dal reparto anti-droga della questura di Livorno. In totale quindi i due arrestati dalla polizia avevano in auto un panetto di questa droga per un valore di circa 42mila euro.
Il blitz è scattato nel pomeriggio di mercoledì 19 settembre quando gli agenti in borghese, che già da alcuni giorni monitoravano la zona di viale Risorgimento e viale Carducci a seguito di numerosi esposti dei residenti, hanno notato alcuni movimenti sospetti a bordo di un’auto parcheggiata proprio all’angolo tra i due viali. A bordo di un Opel Meriva di colore nero gli agenti diretti dal dirigente della Mobile, Salvatore Blasco, hanno trovato due uomini, un italiano e uno straniero, che erano in possesso di una busta con all’interno l’ingente quantitativo di droga, risultata essere appunto eroina.
Portati in questura per gli accertamenti di rito i due sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio. Si tratta di Daniele Gionfriddo, livornese classe 1981, e Lassoued Marwen, tunisino classe 1988 (i nomi sono stati forniti dalla questura, in quanto trattasi di arresti effettuati a garanzia della sicurezza pubblica, durante un incontro con la stampa avvenuto la mattina di giovedì 20 settembre).
Il pm di turno, Massimo Mannucci, ha chiesto e ottenuto la detenzione cautelare all’interno del carcere delle Sughere. Per lo straniero è scattata anche la denuncia per aver fornito false generalità al momento dell’arresto. Altra denuncia poi nei suoi confronti perché risultava irregolare sul territorio italiano in quanto non ottemperante di un decreto di espulsione.

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