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In possesso di coca purissima: sigilli alla sua attività

Mercoledì 24 Giugno 2020 — 11:42

Accertamenti patrimoniali, svolti dalla squadra mobile, hanno dimostrato che il tunisino non ha mai percepito alcun introito lecito, pur essendo proprietario del ciclomotore e di un banco commerciale, in zona Mercato, acquistato poco tempo prima

Nel mirino della squadra mobile, guidata da Valentina Crispi, è finito un tunisino del 1988 trovato in possesso di droga che, raffinata e rivenduta sul mercato illecito avrebbe fruttato circa ventimila euro

Le donne e gli uomini della squadra mobile, coordinati dal vice questore Valentina Crispi (nella foto), hanno dato esecuzione alla misura cautelare del sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca, a carico di un tunisino del 1988 (M.M.A.). Nei suoi confronti è scattata la confisca di un banco commerciale, in zona Mercato, di cui lo stesso era titolare. Il provvedimento è scattato in quanto trovato in possesso di due etti e mezzo di cocaina purissima ancora da “tagliare”.
Questo è l’esito di un’articolata indagine finalizzata alla repressione dello spaccio di sostanza stupefacente in piazza XX Settembre e in piazza Garibaldi, nei confronti di sette persone di nazionalità italiana e tunisina.
Lo scorso 22 aprile, durante l’esecuzione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo, a carico di M.M.A., il tunisino aveva tentato invano di darsi alla fuga.
In quella circostanza il personale della squadra mobile era riuscito a raggiungerlo, trovandolo in possesso di due etti e mezzo di cocaina ancora da “tagliare” per valore sulla piazza di oltre 20.000 euro nonché  di un ciclomotore Honda Sh 125 appena acquistato e della somma in contanti di 2.500 euro.
Successivi accertamenti patrimoniali, svolti dalla squadra mobile, hanno dimostrato che il tunisino non ha mai percepito alcun introito lecito, pur essendo proprietario del ciclomotore e di un banco commerciale, in zona Mercato, acquistato poco tempo prima.
Per questo motivo, considerata la sproporzione tra i beni posseduti e l’assenza di reddito lecito, il giudice per l’indagini preliminari del tribunale di Livorno, su richiesta del pubblico ministero titolare dell’indagine, ha disposto il sequestro preventivo dei beni ai fini della confisca.
Sono stati pertanto apposti i sigilli alla sua attività commerciale ed inviata una comunicazione al competente ufficio comunale per l’eventuale revoca della concessione di occupazione del suolo pubblico.

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