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Incidente alla Cala, ma è una esercitazione

Il test operativo ha visto impegnati uomini e mezzi della Capitaneria di porto di Livorno che ha coordinato le fasi di intervento con la partecipazione del servizio 118 e del personale volontario Svs

Sabato 13 Agosto 2016 — 07:14

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Una rovinosa caduta di un giovane da una parete rocciosa è l’incidente simulato l’11 agosto che ha dato inizio ad una complessa esercitazione di recupero, svoltasi alla Cala del Leone. Il test operativo ha visto impegnati uomini e mezzi della Capitaneria di porto di Livorno che ha coordinato le fasi di intervento con la partecipazione del servizio 118 e del personale volontario Svs. Uno scenario molto vicino alla realtà, non essendo rare queste tipologie di eventi in quella zona del litorale livornese, molto frequentata da bagnanti e, nello stesso tempo, in alcuni tratti, particolarmente impervia. Proprio per questo motivo, si è ritenuto di verificare in quella zona la prontezza degli equipaggi e del personale deputato all’intervento, nonché la loro capacità di cooperare in queste situazioni. L’impianto dell’esercitazione ha previsto quindi che la persona traumatizzata, con un presunto trauma alla colonna vertebrale, impersonata da un militare della capitaneria, venisse soccorsa dapprima via terra dal personale del 118. I sanitari, infatti, raggiunta la zona, hanno provveduto alla spinalizzazione dell’infortunato, assicurandolo ad una barella per l’immobilizzazione, al fine di prevenire ulteriori traumi. Valutata l’impossibilità di riportare il malcapitato sulla sovrastante strada per l’imbarco su un’ambulanza, il personale medico ha ritenuto di fare intervenire un mezzo nautico della Guardia costiera al fine di poter effettuare un trasporto via mare. È stata così interessata la sala operativa della Capitaneria livornese che ha inviato sul posto una motovedetta della classe 800 ogni tempo, dotata di apposita gruetta, nonché di personale d’equipaggio specializzato. Via terra, inoltre, è stato inviato altro personale della Guardia costiera per fornire supporto alle operazioni. Per la particolare orografia della costa, e per facilitare le operazioni di imbarco, è stato necessario recuperare la barella con il ferito mediante un apposito basket trasportato da un membro dell’equipaggio della motovedetta. Successivamente, con l’impiego della gruetta, il traumatizzato è stato issato a bordo.
Terminate le operazioni, il mezzo Guardia costiera, su indicazione del 118, si è diretto verso il porticciolo di Antignano, dove ad attendere è stata predisposta un’ambulanza. L’esercitazione, svoltasi sotto gli occhi di alcuni bagnanti incuriositi, si è conclusa positivamente. Sono stati infatti rispettati i tempi di intervento e le fasi del soccorso si sono susseguite senza interruzioni. Ottima anche l’intesa tra le amministrazioni coinvolte che hanno così potuto testare procedure condivise e capacità di intercomunicazione.
Si ricorda l’importanza del numero blu gratuito 1530, attivo su tutto il territorio nazionale, 24 ore su 24, per richiedere un intervento immediato alla Capitaneria di porto più vicina in caso di emergenza in mare.

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3 commenti

 
  1. # carlo

    Boia, come sono bravi!!!!

  2. # Sdub

    In un’esercitazione è facile (e sarebbe assurdo il contrario) non rispettare i tempi di intervento… tutto pronto hanno.
    Ma le altre associazioni che fanno questi tipi di soccorsi? Misericordia? Croce rossa? Non sono stati chiamati ? Potrebbe capitare anche a loro di dover fare un intervento così .
    Credo che gli organizzatori avrebbero fatto più bella figura se avessero incluso tutti.. perché no, forze dell’ ordine comprese.

  3. # Teseo

    Circa 3 settimane fa si è verificato un incidente in zona Quercianella con intervento di SVS idroambulanza e successivamente Misericordia di Antignano (la Guardia Costiera è intervenuta successivamente per i rilievi)- incidente in cui purtroppo la bagnante è morta, ciò che è stato dovuto alla difficoltà di soccorso in mare aperto. Purtroppo questi incidenti – per malore – sono più frequenti della classica caduta dagli scogli, ma sono più difficili da gestire. Sarebbe necessario attrezzare la costa, e non con le 14 boe stagionali spacciate per punto di soccorso. Chi si sente male in mare è destinato a morire, perché non esiste una valida base di soccorso. E’ inutile che si facciano esercitazioni se non c’è un minimo di programmazione di salvataggio per questi casi. Vorrei inoltre stigmatizzare la prontezza con cui la Guardia Costiera ha impedito la Processione a Mare di Quercianella in onore della Madonna (per motivi di sicurezza) e la mancanza di sicurezza dei bagnanti di cui nessuno si occupa in fase di soccorso.