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Maxi sequestro: 3700 articoli ritirati da un emporio

Il valore dei prodotti sequestrati dalla guardia di finanza è pari 16mila euro

venerdì 04 Ottobre 2019 12:32

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La guardia di finanza ha sequestrato oltre 2500 giocattoli in un emporio cittadino. E non solo. Ulteriori 1.200 prodotti, tra cui articoli per la cura della persona, erano esposti tra gli scaffali di un punto vendita livornese, gestito da cinesi e appartenente a una catena di franchising europea.
Tutto messo in vendita senza la marcatura “CE” e senza le avvertenze e le istruzioni di sicurezza in lingua italiana. Ad accorgersene le fiamme gialle della Prima Compagnia di Livorno una volta entrate per un controllo nell’emporio, poiché attirate da ciglia e unghie finte, rilevatesi, anch’esse, irregolari.
Tra prodotti in plastica, articoli da cancelleria, da cosmesi e per la casa e giocattoli, 3700 i pezzi complessivamente sequestrati dalla Guardia di finanza nel centro cittadino, per un valore di mercato di 16mila euro.
Il rappresentante della società coinvolta è stato segnalato alla Camere di Commercio per violazioni al codice del consumo e in materia di sicurezza dei giocattoli, normative per le quali sono previste sanzioni fino a 25.000 euro, più la confisca e la distruzione dei prodotti potenzialmente dannosi per la salute delle persone e dei bambini.
La guardia di finanza ricordiamo, tramite una nota stampa, che sulle confezioni o sulle etichette, tutti i prodotti devono recare, in maniera visibile e leggibile, indicazioni in lingua italiana circa denominazione, nome del produttore o dell’importatore dell’Unione Europea, Paese di origine se extra-UE, con l’avvertenza della possibile presenza di materiali o sostanze nocive per l’uomo o l’ambiente e riportando le caratteristiche merceologiche del bene.
Un alert per il consumatore può essere costituito dall’assenza del marchio “CE”: in questo caso i prodotti potrebbero essere prevalentemente costituiti da materiali scadenti, potrebbero non essere stati controllati, oppure essere nocivi per gli utilizzatori.

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6 commenti

 
  1. # Claudio Bencini

    Non si può pretendere che un imigrato cinese sappia cos’è il marchio CE………

    1. # Iosonoio

      E nemmeno che un italiano sappia scrivere correttamente la parola immigrato

    2. # Fabio Di Giovannella

      Quando apri un azienda o esercizio commerciale di qualsiasi tipo esso sia, DEVI conoscere le leggi e parlare la lingua locale in modo da non poter incappare in questi casini. Dovresti avere un commercialista che segue le tue pratiche in acquisti e/o vendite e dovrebbe saperti consigliare sul da farsi. Se tutto ciò non avviene sia il commerciante che il commercialista sono truffatori e per la legge italiana ANDREBBERO puniti.

    3. # israel hands

      il problema è che gli immigrati cinesi e non cosa è il marchio ce lo sanno benissimo; costa però assai meno commerciare prodotti con il marchio falsificato

  2. # 0586

    Bravo bel discorso…. vergognati!

  3. # Pippo

    La colpa è di tutti quelli che stanno sempre a lamentarsi ma poi c’e’ la fila a comprare tutti i troiai dei cinesi.
    L’importante è spendere poo…..
    Oramai la mentalità è questa….la qualità nn la vuole più nessuno….poi chiudono i negozi e ci si lamenta che a Livorno nn c’e nulla….fra cinesi e internet avete distrutto il commercio….

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