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Maxi sequestro di 80 kg di cocaina in porto per 19 milioni di euro: tre arresti

La droga era nascosta all'interno di doppi fondi creati appositamente dentro un container proveniente dal Cile. Tutto inutile: la sostanza stupefacente è stata scoperta dagli scanner dell'ufficio delle dogane

venerdì 27 luglio 2018 12:50

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Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, 80 chili di cocaina per un valore di 19 milioni di euro (clicca sul link in fondo all’articolo per guardare il video del sequestro effettuato dalla guardia di finanza). Sono questi i numeri della maxi operazione denominata “White Iron”, acciaio bianco, conclusa con successo dai militari della guardia di finanza la mattina di venerdì 27 luglio. Gli arresti sono scattati su ordine della procura della Repubblica di Livorno e sono stati portati a buon fine con la collaborazione di finanzieri, anche A.T.P.I., dei comandi provinciali di Livorno, Roma (tra i quali taluni in forza al Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della capitale) e di Latina. Le ordinanze, firmate dal gip Marco Sacquegna sono a carico di tre persone, a vario titolo indagate per i reati di traffico di sostanze stupefacenti e sostituzione di persona, anche tramite la fabbricazione e l’utilizzo di documenti di identificazione contraffatti.

Tra i destinatari del provvedimento cautelare, come si legge in un ampio comunicato stampa diffuso dall’ufficio stampa della guardia di finanza di Livorno, figura un pregiudicato molto noto negli ambienti del crimine, fratello di un capo clan di etnia rom operante nella zona pontina, con numerosi precedenti penali e di polizia connessi a rapine, usura, detenzione di armi, ricettazione, plurime violazioni delle misure di prevenzione.
L’attività di investigazione inizia grazie ad un sequestro di 80 chilogrammi di cocaina eseguito nel porto di Livorno dai finanzieri del gruppo di Livorno e da funzionari dell’ufficio doganale.
La cocaina sequestrata, una volta lavorata ed immessa sul mercato con la vendita al dettaglio, avrebbe fruttato 19 milioni di euro.

I narcotrafficanti erano riusciti a fare arrivare in Italia questo ingente quantitativo in un container proveniente da San Antonio (Cile), all’interno del quale era stata caricata una cisterna di grosse dimensioni, sostenuta da due grandi supporti di metallo, dentro i quali erano state ricavate delle intercapedini dove erano nascosti ben 160 panetti di cocaina purissima dal peso di 500 grammi ciascuno.

L’ingegnoso stratagemma a cui avevano fatto ricorso i corrieri per nascondere la droga e non renderla visibile ad occhio nudo non è stato sufficiente, infatti, ad eludere i controlli. L’individuazione del carico è stata resa possibile anche grazie all’utilizzo dello scanner a disposizione dell’Ufficio delle Dogane di Livorno, il quale ha subito evidenziato un’anomalia all’interno dei supporti di metallo, tanto da allertare i funzionari doganali e i finanzieri che hanno deciso così di approfondire l’ispezione. Il successivo taglio dei manufatti in metallo ha, così, consentito di trovare e sequestrare la sostanza stupefacente nascosta nei sostegni di acciaio della cisterna fabbricati ad hoc con doppi fondi.
Le successive, approfondite indagini, anche di natura tecnica, svolte sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Livorno, Massimo Mannucci, e con il coordinamento del procuratore capo Ettore Squillace Greco, hanno permesso di individuare il gruppo criminale che ha effettuato l’importazione dell’ingente partita di cocaina.

Dalle investigazioni è emerso, infatti, che la cisterna con la sostanza rinvenuta nel porto era destinata a soggetti pluripregiudicati della zona pontina laziale, C.L. di anni 48, A.B. di anni 48 anni e P.C. di anni 53.

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7 commenti

 
  1. # Marco

    MA QUANTA DROGA C’ E’ A GIRO E’ AGGHIACCIANTE!

    1. # rena

      Se nè arriva tanta vuol dire che ci sono tante persone che la spacciano e tante che la acquistano sono leggi di mercato che valgono anche per i mercanti di morte

  2. # Claudio

    Addirittura ha partecipato il gruppo A.T.P.I ?
    Militari super addestrati per interventi molto,ma molto difficili.

    1. # 0586

      Si ma credici che le indagini sono importantissime ma le “soffiate” ancora di più!!!

  3. # Marcello N. Livorno sud

    Una nota di alto merito al personale militare addestrato per questa tipologia di interventi, un’altrettante lode per detti interventi generalmente conclusi con esiti positivi atti a mirare e stroncare questo traffico mortale a danno dei nostri giovani vittime, ovviamente a queste persone che rischiano la propria vita per salvaguardare la nostra popolazione, vanno i miei /nostri piu’ sinceri auguri e che possano continuare su questa strada con la serieta’ e la professionalita’ che li ha sempre contraddistinti ed ovviamente…UN SENTITO “GRAZIE” di quello che fate per noi.

    1. # Devil

      Complimenti all’ operatrice/ tore dello scanner, è lui/ lei, che ha fatto la mossa vincente, saper leggere un immagine.

    2. # 0586

      Ripeto le indagini sono importanti e meritano elogi ma le “soffiate” che arrivano lo sono ancora di più……vi rendete conto dove era nascosta la droga o no?il video spiega tutto

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