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Picchiata e rapinata nel negozio in via Ricasoli

La mamma del titolare della boutique Martinelli, in via Ricasoli, si era recata in negozio prima dell'apertura al pubblico. Ad attenderla un malvivente che, uscendo di rincorsa dal retrobottega, l'ha colpita al volto scappando via con i soldi appena rubati

Lunedì 20 Settembre 2021 — 15:42

di Giacomo Niccolini

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Un episodio di violenza e criminalità da registrare un’altra volta in pieno centro. Stavolta la vittima è la mamma del titolare del negozio di abbigliamento Martinelli, in via Ricasoli, picchiata e rapinata al mattino presto di lunedì 20 settembre all’interno dell’esercizio commerciale in pieno centro.
A raccontare i fatti alla redazione di QuiLivorno.it è proprio Matteo Martinelli, ancora visibilmente sotto shock per quanto accaduto. “Avevo chiesto a mia madre – spiega Martinelli – di poter andare prima dell’orario di apertura in negozio per sistemare alcune cose visto che io avevo un altro impegno di prima mattina. Così entrando nel locale mia mamma, una signora di 70 anni, ha sentito dei rumori dal retrobottega. Senza che se ne potesse accorgere è uscito dal magazzino un uomo che l’ha aggredita dandole due colpi in faccia scaraventandola così a terra. Il malvivente è riuscito anche a rubare alcuni soldi scappando via veloce di corsa”.
Riesce a stento a trattenere le lacrime Matteo Martinelli. “Sono sconvolto. Questo sconosciuto è riuscito a spaccare l’ingresso posteriore da via Mayer (nella foto in pagina sotto a quella principale, ndr) e ad introdursi così dal retrobottega. Mia mamma non si aspettava di certo una presenza all’interno del negozio ancora chiuso. Quando ha sentito dei rumori pensava fosse la commessa arrivata in anticipo. Poi la brutta sorpresa. Sono senza parole, arrabbiato e disarmato. Non mi sento tutelato per niente. Dopo tutto quello che abbiamo passato noi  commercianti tra lockdown, chiusure e pandemia il dispiacere di non sentirsi più nemmeno al sicuro in casa nostra, nei nostri negozi e temere per la salute dei nostri figli e dei nostri cari. Mia mamma piange da quando è successo. E io con lei, di rabbia e di disperazione”.
Sul posto è intervenuta la polizia con il nucleo della scientifica che si è messo al lavoro per cercare di risalire il prima possibile, anche grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza della zona e degli esercizi limitrofi, al responsabile di questo gesto sconsiderato e criminale.

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