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Porto, sequestrati 4.704 prodotti per la casa

Gli articoli sequestrati (insalatiere e brocche) da doganieri e finanzieri hanno un valore commerciale di 250mila euro e dovevano essere immessi nel mercato italiano come prodotto di pregio

Martedì 19 Novembre 2019 — 09:00

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Sugli articoli era presente un bollino adesivo con la scritta “Handmade in Italy” nonostante il carico provenisse dal Portogallo e fosse stato imbarcato in Spagna

Nell’ambito dei controlli finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, i finanzieri della 2a Compagnia delle Fiamme Gialle labroniche, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) di Livorno, hanno sequestrato in porto 4.704 prodotti di falsa manifattura italiana (insalatiere e brocche) sui quali era presente un bollino adesivo con la scritta “handmade in Italy”, come si legge nel comunicato, nonostante il carico provenisse dal Portogallo e fosse stato imbarcato in Spagna (nella foto un fermo immagine del video dell’operazione). Doganieri e finanzieri avevano individuato il carico come sospetto già dalle analisi di rischio fatte “a tavolino” in ufficio, nell’ambito dei servizi di vigilanza all’interno e all’esterno dell’area portuale industriale di Livorno. All’arrivo della nave in porto si sono diretti sul camion in cui era stato caricato il container indiziato di trasportare merce irregolare in violazione del Made in Italy. Su insalatiere e brocche non c’era alcuna indicazione che facesse ricondurre alla loro reale origine, così come alla loro importazione dall’estero. La merce però era confezionata in scatole di cartone con sopra impresso un marchio privato, che poteva indurre il consumatore finale a credere che si trattasse di beni realizzati artigianalmente sul territorio nazionale. Gli oltre 4.700 articoli di cristalleria e vetro sequestrati, di cui 3.492 insalatiere e 1.212 brocche, hanno un valore commerciale di 250mila euro e dovevano essere immessi nel mercato italiano come prodotto di pregio. Erano destinati a un imprenditore, non livornese, nei cui confronti è scattata la confisca amministrativa e una sanzione di 20mila euro.

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