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Probabile ordigno bellico al largo del porto

Giovedì 31 Agosto 2017 — 07:25

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Mercoledì 30 agosto il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno ha rinvenuto, durante lo svolgimento dell’addestramento, ad una profondità di 38 metri a 5,5 miglia dal porto di Livorno, una mina o presunta tale, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale (nelle foto in pagina fornite dal centro documentale vigili del fuoco).
Del rinvenimento è stata informata la capitaneria di porto affinché si provveda alla bonifica, qualora sia verificato che trattasi di residuato bellico.

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10 commenti

 
  1. # Ale

    Ma non è un po’ grande per essere una mina?

  2. # Marione

    Infatti è una delle uova di cocoon

  3. # carlo

    VVFF non hanno eguali.
    poi magari gli altri, a leggere il giornali, sono bravissimi, ma più volte i VVFF hanno dimostrato la loro preparazione e professionalità.

  4. # Traf

    Alessandro. Probabilmente e’ una mina navale. Tu forse conosci solo quelle anti uomo…

  5. # StefanoL

    Ale, te lo assicuro, la misura è quella.

  6. # old pine

    Ancorate sul fondo tramite un corpo morto e catena, galleggiavano al di sotto della superficie alla profondità assegnata al campo minato. La maggior parte funzionavano per urto con gli scafi delle sfortunate navi o sottomarini con cui venivano in contatto, con inneschi posti su puntali esterni da cui il soprannome di ‘porcospino’ , ma anche di prossimità, per campo magnetico delle navi metalliche. La Marina Militare aveva dragamine inquadrate nella classe Legni (navi attrezzate allo sminamento di questi campi minati con nomi di essenza di legno e costruite con lo scafo in legno, proprio per avvicinarsi di più agli ordigni) attrezzate per il brillamento in mare delle mine. Le cannoneggiavano!

  7. # carlo

    ma, mi sbaglio o all’ormeggio di fronte alla palazzina dei piloti ci sono tre dragamine della marina militare?
    Allora servono solo per addestrare alla conduzione gli allievi?
    Comunque sia OTTIMO LAVORO dei VVFF.

    1. # old pine

      Non è una bomba ‘classica’ con una sola spoletta e già quella mette in forse l’esistenza di chi ci deve andare intorno. La particolarità di quelle mine è che posseggono svariati e diversi inneschi sparsi intorno alla sfera. Nei molti puntali che erano presenti, che ora non si vedono ma che potrebbero essere ancora attivi, essendo composti da fiale di vetro a frattura, consumato il metallo all’esterno chi sa se le parti non metalliche funzionino sempre? L’innesco da campo magnetico, se presente, come sarà messo dopo settant’anni? Troppe variabili per affidarsi ai pur capaci sommozzatori dei VVFF. L’attivazione degli incursori della Marina Militare parrebbe scelta migliore-ineludibile ed il brillamento in loco inevitabile e di relative conseguenze a 40 metri su fondo per lo più sabbioso.

    2. # old pine

      Mi unisco all’ottimo lavoro dei VVFF considerando anche i quaranta metri..,fondamentale sapere cosa è rimasto nel nostro mare sia come ‘anfore che ordigni bellici’. Poi a specialisti militari il trattamento.
      Voler fare tutto a tutti i costi non trasformerà ancora per molto tempo un corpo dall’impronta civile in un’unica forza armata omni-comprensiva, anche se portano le stellette ed hanno i generali !

  8. # rena

    SE fosse una mina antinave la fortuna è che è rimasta a fondo ,forse appesantita dall’acqua penetrata all’interno perché se fosse salita in superficie la prima nave che l’avesse urtata l’avrebbe fatta esplodere con le conseguenze del caso