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Pugni, catene e bottiglie usate come armi: la Mobile individua gli aggressori

Tre episodi avvenuti in strada nel giro di due settimane. La squadra mobile ha denunciato alla procura della Repubblica i responsabili

Lunedì 5 Febbraio 2018 — 07:30

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La questura di Livorno, grazie al lavoro degli agenti della squadra mobile diretta da Salvatore Blasco (nella foto), ha proceduto a denunciare alla procura della Repubblica tre persone che, in tempi diversi e nei confronti di più vittime, si sono resi autori di aggressioni per futili motivi avvenute in strada, riuscendo in un primo momento ad allontanarsi prima dell’arrivo delle volanti.
Il primo episodio riguarda un giovane livornese nato nel 1999 che, qualche giorno fa, all’uscita di un noto disco-pub cittadino, alle 4 e 15 del mattino, dopo aver provocato all’interno del locale un suo coetaneo con una spinta, lo ha colpito al volto provocandogli un grave taglio al viso e la frattura del setto nasale con una prima prognosi stimata di 30 giorni.
Grazie ai successivi accertamenti della polizia, l’autore dell’aggressione è stato quindi individuato e denunciato per lesioni aggravate alla procura.

Decisive, invece, sono risultate essere le testimonianze rese dai passanti in un secondo episodio di violenza capitato di fronte all’ingresso della Fortezza Nuova sabato 27 gennaio. I testimoni si sono trovati di fronte ad una violenta aggressione di un tunisino del ’79 nei confronti di un egiziano del ’97. Quest’ultimo, mentre si trovava a chiacchierare con due amici, è stato aggredito all’improvviso da un tunisino che era arrivato a bordo di una bicicletta e, dopo averlo insultato, gli aveva sferrato un colpo violento in viso con una bottiglia di vetro centrandolo sulla fronte e procurandogli una profonda ferita. Non contento, aveva poi provato a colpirlo con una catena, non riuscendo nell’intento grazie alla fuga del malcapitato. Gli accertamenti immediati della polizia garantivano l’individuazione successiva del soggetto grazie, come detto, alla fondamentale collaborazione di chi aveva assistito alla scena. Il tunisino, conosciuto per i suoi precedenti di polizia e proprietario di un’attività gastronomica in città, è stato pertanto denunciato per lesioni gravissime alla procura della Repubblica.

L’ultima vicenda riguarda un episodio accaduto il 20 gennaio scorso quando gli agenti della polizia sono intervenuti in via della Cappellina dove un livornese del ’75 ha riferito di aver subito un tentativo di aggressione con un coltello a serramanico e minacce di morte da parte di un magrebino, a lui noto, allontanatosi prima dell’arrivo della volante della polizia.
L’italiano ha sostenuto di conoscere l’aggressore in quanto aveva avuto tempo prima una discussione a seguito di un incidente stradale. In base alle descrizioni fornite nel corso delle indagini, gli uomini della squadra mobile sono riusciti ad individuarlo. Si  tratta di un tunisino del 1982, già indagato in altri procedimenti e poi riconosciuto anche dalla vittima e perciò indagato anche per queste tentate lesioni.

 

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8 commenti

 
  1. # stefanobolgheri

    il commento lo faccio in cabina elettorale….

    1. # Simo

      Saggio commento

    2. # Stalino

      te lo immagini..
      i delinquenti sono li che tremano..

    3. # Gino

      Vota chi ha approvato la bossi fini che non consente l’espulsione di chi commette reati.

      1. # E basta

        Secondo me sei in mala fede. Non contempla l’espulsione perché contempla la galera. Se poi i giudici la hanno sistematicamente disapplicata questo è affare diverso. E facilmente spiegabile…

  2. # Marco

    Vabbè tutti a piede libero appassionatamente. Sappiate cari lettori che queste persone potreste incontrarle sul vostro cammino oggi, domani o capitare davanti a vostra moglie o vostra figlia….. Siamo messi male!

  3. # steve

    ariborda ci risiamo…!

  4. # #UnoACaso

    ” di un tunisino del ’79 nei confronti di un egiziano del ’97. Quest’ultimo, mentre si trovava a chiacchierare con due amici, è stato aggredito….. Non contento, aveva poi provato a colpirlo con una catena, non riuscendo nell’intento grazie alla fuga del malcapitato. ”

    E i due amici lo hanno guardato picchiare ? 😀