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Rapinò il nonno di 20 euro: finisce in carcere

A buon fine due operazioni della squadra mobile diretta da Salvatore Blasco. Alle Sughere anche ex fidanzato pericoloso che minacciò la sua ragazza con un coltello alla gola

mercoledì 01 agosto 2018 15:38

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La Squadra Mobile diretta dal dirigente Salvatore Blasco (nella foto in pagina insieme alla vice Sabrina Vivaldi) ha arrestato due persone: un livornese di 33 anni e un tunisino di 42.
Il primo, Alessio Lanari (nome fornito dal questura di Livorno tramite comunicato stampa) lunedì 30 è stato trovato nella sua abitazione dagli uomini della “Catturandi” della Mobile. Una volta rintracciato, gli è stato notificato dai poliziotti l’ordine di carcerazione, emesso nei suoi confronti dal tribunale di Livorno, per un cumulo di pene poi reso esecutivo dalla Procura a firma del pm Sabrina Carmazzi. Dovrà scontare in carcere un anno e otto mesi.
I fatti per cui è stato condannato sono risalenti al 2015, quando Lanari fu messo agli arresti domiciliari per aver scaraventato per terra dalla bicicletta il nonno al solo fine di impossessarsi del portafoglio e rubargli 20 euro. Allora era stato portato in carcere con l’accusa di rapina, così come anche per rapina è stato nuovamente arrestato nel 2015 quando fu colto in flagranza per il reato di evasione, essendosi allontanato dal luogo della misura degli arresti domiciliari. Anche in quel caso si era infatti reso nuovamente autore di ulteriori lesioni ma, questa volta, nei confronti del padre adottivo.
Anche in questa occasione picchiò il genitore per impossessarsi dei suoi soldi. Il tutto nei confronti di quello stesso padre che aveva tentato inutilmente di impedirgli di allontanarsi dall’abitazione per evitare di evadere dagli arresti domiciliari.

Sabeur Tonse, il tunisino del 1976 (anche questo nome è stato diffuso via comunicato stampa dalla questura) con vari precedenti di polizia anche per spaccio di sostanze stupefacenti, era stato invece recentemente arrestato per una tentata rapina ai danni di un cliente di un bar in viale Risorgimento. Nell’occasione, insieme ad un suo complice, aveva minacciato un cliente del bar affinché gli consegnasse il denaro che aveva in tasca. Fortuna ha voluto che le volanti della polizia stessero passando proprio nei dintorni e, avvisate dalla sala operativa del 113 della rapina in atto, erano intervenute immediatamente, bloccando i malviventi e provvedendo al loro arresto. Il Gip, a seguito di quella vicenda, nonostante la richiesta del carcere da parte del pm, optò per gli arresti domiciliari all’interno dell’abitazione condivisa dal tunisino insieme alla sua ex donna livornese. Poco più di un mese dopo, però, Sabeur Tonse si rese di nuovo protagonista di un’aggressione armato di un coltello. Questa volta aveva preso l’arma nella cucina di casa e l’aveva puntata alla gola della ex fidanzata minacciando di ucciderla se non fosse andata via da casa. Ancor prima, aveva sfondato la porta della sua stessa abitazione perché l’aveva trovata chiusa nonostante che lui, da quella porta, non sarebbe mai dovuto uscire in quanto agli arresti domiciliari.
La donna, impaurita, dopo aver chiamato la polizia, era stata trasferita in luogo protetto e l’uomo era stato denunciato per minacce aggravate ed evasione, con richiesta da parte delle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria di aggravamento della misura cautelare.
Così è stato grazie alla solerzia del nuova pm, Ezia Mancuso, che ha chiesto ed ottenuto l’aggravamento della misura cautelare al Gip, Sacquegna, il quale ha emesso la misura più pesante della detenzione in carcere nei confronti del tunisino che è stato prelevato dagli uomini della squadra mobile lo scorso sabato e portato alle Sughere.

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