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Saponette al posto dello smartphone: arrestato per la “truffa dei pacchi”

Arrestato dalla squadra mobile dopo un difficile inseguimento: l'uomo alla guida di una Panda è anche salito anche sullo spartitraffico in zona piazza Luigi Orlando. In una delle manovre ha trascinato i poliziotti per qualche metro

Domenica 11 Marzo 2018 — 09:01

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La squadra mobile – come si legge in un comunicato diffuso dalla questura il 10 marzo – ha arrestato in flagranza di reato N. R. responsabile del reato di truffa ai danni di un cittadino senegalese, tramite il sistema della “truffa dei pacchi”, e del successivo reato di resistenza durante le fasi dell’arresto nel tentativo di sottrarsi alla cattura. L’uomo aveva avvicinato il ragazzo di colore mostrandogli più volte il telefono per poi consegnarglielo in un borsello di colore nero dopo aver ricevuto una banconota e risalire rapidamente in auto. La vittima, constatato che nel borsello nero vi erano solo delle saponette e non il telefono, ha quindi chiesto l’intervento della polizia che dopo un inseguimento di alcune centinaia di metri, in direzione viale Italia, è riuscito a fermare la Panda condotta dal N.R. in piazza Luigi Orlando. Il truffatore, per guadagnare la fuga, ha effettuato una manovra repentina salendo sullo spartitraffico sul quale però è rimasto parzialmente bloccato a causa dell’altezza da terra. Mentre stavano aprendo lo sportello l’uomo ha accelerato nuovamente facendo scendere l’auto dalla parte opposta della carreggiata e trascinando per alcuni metri i poliziotti. Solo il sopraggiungere di un’ulteriore pattuglia che ha tagliato la strada all’auto del fuggitivo ha permesso ai colleghi di intervenire e bloccarlo fisicamente. N.R. ha ammesso immediatamente la propria attività criminale, spiegando che era solito commettere la truffa del pacco con i telefoni cellulari in varie parti d’Italia, mostrando alle vittime ignare un iPhone per poi, dopo aver pattuito la cifra di acquisto, inserirlo in un borsello nero e quindi fare un veloce cambio con borsello identico dove all’interno metteva preliminarmente messo due saponette. Sottoposto a perquisizione personale, dell’auto e della stanza dell’hotel in cui aveva preso alloggio, gli sono stati sequestrati gli oggetti usati per compiere il reato e il denaro ritenuto provento del reato di truffa.

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7 commenti

 
  1. # Dredd

    Magari una foto, un nome e cognome, cosi da riconoscerlo se ti ferma per strada, tanto dubito che ci rimanga molto in galera.

    1. # Stella

      Sì, effettivamente sarebbe stato utile!…

  2. # stefano 59

    Scusate ma..si può sapere di quale città è il truffatore? Non c’è scritto se è livornese..napoletano..romano..o straniero?! Boh!!

  3. # nedo

    Benvenuti in Italia

  4. # Genti

    Se era uno straniero c’ era scritto, nome cognome nazionalità età…. numero delle scarpe ! Ovviamente come sempre anche altri commenti! !

  5. # GabS

    Visto che è stato colto in flagranza di reato e poi ha ammesso il fatto, si può scrivere nome e cognome, non c’è bisogno di aspettare il 3° grado di giudizio.

  6. # Gianni

    Ma a cosa vi serve il nome e cognome. Comprate i telefoni per strada?