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Schiaffi e rapina in banca: due arresti

I due malviventi avevano messo a segno un colpo all'interno della “Cassa di Risparmio di Firenze” a Collesalvetti lo scorso 26 gennaio. Nell'occasione fuggirono con duemila euro in contanti dopo aver preso a schiaffi il direttore di filiale e immobilizzato le impiegate

Martedì 10 Aprile 2018 — 14:31

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Si è concluso con l’arresto di due uomini di origini catanesi, Ivan Torrisi, 31enne, e Antonino Fazio, 44enne (nomi e foto segnaletiche pubblicate in pagina sono stati forniti dall’Arma dei Carabinieri), da parte dei carabinieri della compagnia di Livorno, insieme ai colleghi del nucleo investigativo di Pesaro, l’assalto alla “Cassa di Risparmio di Firenze” avvenuto lo scorso 26 gennaio.
Le indagini dirette e coordinate dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Livorno Fiorenza Marrara, hanno permesso di risalire ai due uomini al termine di un accurato lavoro investigativo.
I due, siciliani d’origine, ma abitanti nella provincia di Pesaro, si erano introdotti nella filiale di Collesalvetti e, prendendo a schiaffi il direttore, avevano immobilizzato lui e le impiegate asportando denaro in contante per un valore complessivo di circa 2000 euro circa.

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Grazie alle immagini di video-sorveglianza (alcune delle quali potete vedere in pagina, tratte da alcuni fermo-immagine) che ritraevano uno dei rapinatori a volto scoperto e ai dettagli riferiti da un carabiniere in congedo, che aveva inseguito i rapinatori  subito dopo la commissione del fatto, vedendoli entrambi a volto scoperto e riuscendo a leggere parte della targa dell’auto, è stato possibile identificare i malviventi,  entrambi soggetti gravati da numerosi precedenti specifici.

In particolare, la foto del malvivente a volto scoperto (ritratto dalle telecamere a circuito chiuso della filiale di Collesalvetti), nonché del secondo malvivente che ha tentato di mascherarsi in volto e con addosso un tipo di pantaloni con disegni assai riconoscibili,  sono state fatte circolare tra i comandi dell’Arma in tutta Italia.

E proprio grazie a queste informazioni che i carabinieri di Pesaro Urbino hanno riconosciuto i rapinatori di Collesalvetti come gli stessi che poco tempo prima erano stati colti in flagranza di reato mentre stavano preparando una rapina in quel capoluogo con analoghe modalità.

Gli ulteriori elementi probatori raccolti dagli investigatori, tra cui i vestiti utilizzati nel colpo di Collessalvetti, nonché le ricognizioni fotografiche effettuate dai testimoni presenti al fatto, hanno permesso al Gip di Livorno di concordare pienamente con la richiesta di ordinanza di custodia cautelare in carcere avanzata dal pubblico ministero Fiorenza Marrara. I due, già detenuti presso il carcere di Pesaro, dovranno ora rispondere di rapina aggravata in concorso.

 

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