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Oltre 2700 falsi di note griffe

Sequestrati circa 2.700 prodotti, per un valore pari a centomila euro, recanti marchi “falsi” di famose griffe. Rinvenute 11.000 etichette false: 35 denunce

Giovedì 15 Settembre 2016 — 09:29

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Nel corso dei 40 interventi effettuati in materia di contraffazione, a partire da giugno, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 2.691 prodotti delle più famose griffe del mondo della moda (Hogan, Prada, Michael Kors, Chanel, Vuitton, Giorgio Armani, Versace, Gucci, Moncler, Converse, Nike, Adidas ecc.), per un valore di mercato complessivo della merce pari a circa 100mila euro, nonché a denunciare alla Procura della Repubblica numerose persone, alcune con precedenti specifici, di nazionalità senegalese, cinese e bengalese, per i reati di contraffazione e ricettazione. Sono state, inoltre, rinvenute e sottoposte a sequestro circa 11.000 etichette false che, una volta apposte sui capi di abbigliamento, avrebbero tratto in inganno i consumatori.
Le attività di pattugliamento hanno permesso, inoltre, l’individuazione di numerosi punti di raccolta della merce, ben occultata in prossimità degli arenili, nonché all’interno della fitta vegetazione delle pinete, tale da far scaturire ulteriori denunce per le richiamate violazioni penali a carico di ignoti.
I militari del Corpo anche attraverso un costante controllo del territorio tramite il dispositivo provinciale del 117, hanno monitorato principalmente i luoghi di maggiore afflusso turistico e rilevanti per i traffici economici e commerciali, ossia gli arenili, le aree litoranee in prossimità degli stessi, i mercati settimanali, gli scali ferroviari e portuali. Le aree maggiormente interessate dai fenomeni illeciti – ed in cui, conseguentemente, sono stati effettuati i sequestri in numero maggiore – sono rappresentate dal comprensorio cecinese – rosignanese, dal litorale piombinese ed, a seguire, dai lidi della città di Livorno. Non di rado, gli interventi eseguiti da parte delle pattuglie hanno comportato inseguimenti, a causa del tentativo di taluni venditori di marchi “falsi”, per lo più ambulanti, di darsi precipitosamente alla fuga.

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14 commenti

 
  1. # Robe

    Ma c’è la volontà di eliminare questo commercio illegale? Ogni volta che passo da piazza Cavallotti o presso vari supermercati (dove addirittura all’esterno sono improvvisate in via continua delle vere e boutiques!!!) era tante altre parti mi viene da pensare che a queste persone viene tutto permesso…. Non so se lo facessero cittadini italiani se fosse tollerato….

  2. # andrea

    Chissà perchè non intervengono mai in zona “Mercato”…forse perchè gli servirebbe un CAMION per caricare la merce contraffatta…

    1. # ognunoilsuo

      Perchè la zona Mercato è di competenza dei Vigili Urbani ! C’è una pattuglia stanziale tutti i giorni.

  3. # mah...

    Il fenomeno del falso, mostra in tutta la sua drammaticità, la povertà culturale del fruitore/compratore e – allo stesso tempo – l’impoverimento (etico) delle grandi firme.
    La “roba di marca” un tempo era quella che aveva prodotti di qualità superiore alla media. Costava di più perché la qualità intrinseca del prodotto era effettivamente superiore. Chi comprava prodotti di marca, era disposto – se se lo poteva permettere – ad acquistare qualcosa di più costoso della media per avere un prodotto migliore.
    Oggi questa regola è largamente non più accettata. Il Prodotto “di marca” costa di più, solo per il fatto che “costa di più”. Questo ha determinato la necessità, per i produttori, di evidenziare la marca del prodotto sulla merce stessa (pratica che non esisteva se non in minima parte nel passato), in modo tale che l’unico valore aggiuntivo del prodotto (il fatto che “costa di più”) sia mostrabile.
    Al contempo il cliente è – di fatto – due volte gabbato (ovviamente dal punto di vista economico, non da quello dello status sociale): paga molto di più un prodotto che ha praticamente identiche o quasi caratteristiche qualitative rispetto alla media, non acquista prodotti di pari livello economico dato però da qualità intrinseca effettivamente molto superiore, ed in più svolge egregiamente (e gratis) un’azione di marketing per conto dell’azienda stessa.
    In questo gioco delle parti, chi compra il falso è ancora più incomprensibile, poiché svolge lo stesso (e sempre gratis) l’azione di marketing per conto dell’azienda “vera”, compra un prodotto di qualità certamente più bassa della media, compie contestualmente un reato ed alimenta un mercato strettamente legato ad altri quali droga e prostituzione.
    Ma, solo per illudersi che attraverso l’esposizione di un logo si possa acquisire uno status sociale diverso dal proprio, ne vale la pena?

    1. # karen

      Sottoscrivo la sua ineccepibile analisi.

  4. # Renzo Stefano

    Io faccio uso di vestiti firmati specialmente lingerie ,e spendo molti soldi nelle boutique.La merce taroccata va eliminata dal mercato una volta per tutte!!

    1. # Mauro73

      Bravo, sono d’accordo con te.

    2. # Mizio

      Io penso che un grosso danno alle grandi firme, i ragazzi di colore che vendono in piazza cavallotti non lo fanno…chi se lo può permettere non compra certo da loro!!!…e chi non se lo può permettere non va certo alla boutique!!!…di conseguenza!!!…piuttosto il danno glielo fanno quelle boutique che spacciano per autentici dei capi in realtà falsi!!…

  5. # Carlo

    è vero, ci sono vere e proprie baracchine del falso, naturalmente gestite dqal nero senegalese di fronte ai supermercati o altro.
    esempio di via Toscana , dove alle due entrate COOP abbiamo la onorata presenza di una Baracchina con senegalese mentre all’altra la signora rom ed un altro senegalese che chiede l’elemosina col la ma sinistra perché con la destra parla al cellulare.

  6. # Papiciulo

    Speriamo che il materiale sequestrato vada in beneficenza

  7. # Ginogino

    Ma se si vuol eliminare veramente tale commercio perché oltre al sequestro della merce non obbligano i venditori a dire chi li rifornisce andando cosi alla fonte ??

  8. # gabri

    Qualche anno fa acquistai un paio di Hogan conclamate false. 90 euro in confronto alle 280 delle autentiche, apparentemente belle. La tomaia in realtà faceva schifo e mio figlio abituato alle Geox da 100 euro non se le metteva perché ci stava male.
    In conclusione ho saputo che la Hogan autentica monta la tomaia della Geox e quindi tanto vale comprare al negozio una Geox e farla finita. Diverso è il discorso per la borsa falsa o vera non pregiudica la stabilità del piede! Via, devono far qualcosa affinché questo mercato strano finisca. L’unica cosa che ammetto sono la vendita di prodotti autentici che magari hanno qualche piccolissimo difetto oppure dell’anno scorso…

  9. # andrea

    Caro “Ognunoilsuo”: i vigili al mercato non “muovono foglia”! Non solo non eseguono sequestri di merce perchè potrebbero essere assaliti dal folto numero di abusivi,ma non eseguono neanche controlli riguardo alle molteplici auto in sosta prive di “lettera” e non si curano del transito in Zona Pedonale posta a fronte Mercato o di chi si immette violando la segnaletica di via del Cardinale. Solo qualche raro tutore della legge onora la propria figura profssionale…”nonfanno il suo” potrebbe essere la GIUSTA definizione

  10. # Mizio

    Ricordo che qualche anno da la finanza fece un servizio in piazza Cavallotti, i ragazzi di colore scappando travolsero anziani donne e bambini e dovettero intervenire anche alcune ambulanze, per finire molte persone e anche qualche commerciante diede addosso ai finanzieri!!! Forse per questo si cerca di evitare di intervenire in piazza…per evitare rischi alla gente!!!