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Sedici anni di carcere
al killer del mercato

La figlia della vittima: "La condanna più grande per l'omicida di mio padre è quella che si porterà dentro per tutta la vita"

Giovedì 23 Giugno 2016 — 07:00

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Dovrà scontare la pena di 16 anni di carcere per l’omicidio del mercato (consumato in via Cossa) Alfredo Andreucci, colpevole per i giudici della Corte di Cassazione di Roma di aver ucciso il carpentiere Claudio Costanzo (morto all’età di 60 anni) il 27 febbraio 2013 con tre coltellate. Una sentenza, quella emessa alle 23,30 di martedì 21 giugno all’interno dell’aula capitolina, che conferma quella della Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Anche in quel caso, i giudici fiorentini, decretarono in 16 anni la pena giusta da far scontare ad Andreucci per aver ucciso il 60enne. Una pena dimezzata rispetto alla sentenza di primo grado emessa dal giudice Pirato con rito abbreviato che comminò al responsabile del delitto una pena di 30 anni di prigione.

IL LUOGO DOVE E' STATO UCCISO CLAUDIO COSTANZO. NEL RIQUADRO LA VITTIMA

IL LUOGO DOVE E’ STATO UCCISO CLAUDIO COSTANZO. NEL RIQUADRO LA VITTIMA

Lo sconto è dovuto al fatto che non è stata ravvisata, dal secondo grado di giudizio in poi, la premeditazione del delitto.
“Nessuno è uscito vincitore da questa faccenda – ha commentato a Quilivorno.it Claudia Costanzo, una delle due figlie della vittima assistite legalmente in Cassazione dall’avvocato Patrizia Salvadori – Una cosa è certa: la condanna più grande, l’omicida di mio padre, è quella che si porterà dentro per tutta la vita. Ci tengo solo a ringraziare il brigadiere Ferretti e il capitano dei carabinieri Gallù che sono stati vicini alla nostra famiglia in modo esemplare e che hanno condotto le indagini al meglio al fine di far emergere la verità”.
Andreucci, ormai 59enne, è in carcere dal 2013, dovrà dunque scontare altri 13 anni di prigione. Ai familiari della vittima sono stati stabiliti dal tribunale i risarcimenti provvigionali di 200mila euro a testa per le due figlie (Claudia e Giada) e di 100mila euro per la moglie Bruna De Martino.

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6 commenti

 
  1. # giustizia

    se veramente è stato lui 16 anni sono pochi

    1. # archimede2

      beh … penso che al terzo grado di giudizio il “se veramente ” non esista…. e anche la pena di 16 anni dopo che in primo grado ne erano stati dati 30 è irrisoria anche tenendo presente che con buna condotta…permessi….. etc. dopo 8 anni sarò di nuovo a giro…. meditate………

      1. # Dario

        Comunque è sbagliato dire che si è sicuri, matematicamente non lo si può essere nemmeno se le prove sembrano schiaccianti. Possiamo dire con sicurezza che ci sono altissime probabilità che ci hanno permesso di supporre che sia lui il colpevole.

        1. # claudia costanzo

          parlare senza sapere e fare dei discorsi infelici e una mancanza di rispetto per noi figlie e per nostro padre che e stato ucciso ….e che fortunatamente ce l’ha fatta a dire tutto persino dove gli è stata data la prima coltellata a tradimento

        2. # claudia costanzo

          prima di fare discorsi infelici o supposizioni senza sapere forse sarebbe meglio nn esprimersi affatto le prove sono super schiaccianti …un po’ per le indagini fatte dai carabinieri le testimonianze ecc… il nome l ha fatto nostro padre ….volete piu prove di cosi ….volevo solo dire che con questi discorsi a casaccio tanto per dare aria alla bocca mancate di rispetto a noi figlie che abbiamo e stiamo subendo questo immenso dolore….che nn passera mai…ribadisco prima di parlare bisogna sapere……BUONA SERATA COSTANZO CLAUDIA

  2. # DURA LEX SED LEX

    INTANTO CHE SI RINFRESCHI UN PO’ LE IDEE AL…FRESCO….16 ANNI (SENZA SCONTO DI PENA) DOVREBBERO ESSERE SUFFICIENTI A FARGLI RIMPIANGERE DI AVER AMMAZZATO UNA PERSONA. PERSONALMENTE GLI AVREI DATO L’ERGASTOLO.