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Sequestrati 40 kg di cocaina in porto

I panetti, 36, sono stati rinvenuti in un container “frigo" dove erano stati occultati da una società agricola colombiana per spedire un carico di banane in Italia

Martedì 28 Aprile 2020 — 14:44

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I funzionari delle Dogane e le Fiamme Gialle hanno notato un’anomalia dei sigilli in corrispondenza del motore di refrigerazione del container. Secondo la finanza la sostanza sequestrata, tagliata e spacciata al dettaglio, avrebbe generato un volume d’affari di 6,4 milioni di euro

40 chili di cocaina purissima, divisa in 36 panetti, sono stati rinvenuti in un container “frigo” dove erano stati occultati da una società agricola colombiana per spedire un carico di banane a un’impresa italiana attiva nel settore della distribuzione di frutta e verdura, risultata come specificato nel comunicato (foto tratta dal video inviato dalla finanza che troverete in fondo all’articolo), non coinvolta nell’illecito traffico. Il container era stoccato su una nave cargo proveniente dal porto colombiano di Cartagena e che, prima di approdare a Livorno, aveva fatto scalo in Spagna, al porto di Algeciras, e a Malta. I funzionari del Reparto Antifrode delle Dogane e le Fiamme Gialle hanno notato un’anomalia dei sigilli posti sulle botole in corrispondenza del motore di refrigerazione di uno di questi container. L’ispezione dei vani retrostanti le botole ha poi portato alla luce i 36 panetti di cocaina.
Con questo blitz
è stato smantellato il piano illecito dei responsabili del traffico, i quali avevano escogitato di:
– “contaminare” il container, indirizzandolo a una società ignara di essere stata prescelta quale “vettore” per il trasporto di droga;
– prelevare poi la sostanza, prima del recapito a destino del contenitore, con il fallito intento di non lasciare alcuna traccia della manipolazione;
– conseguire un ingente profitto. La sostanza sequestrata, tagliata e spacciata al dettaglio, avrebbe generato un volume d’affari sommerso e indebito quantificabile in 6,4 milioni di euro. La 2a Compagnia della guardia di finanza di Livorno e i funzionari dell’agenzia dogane e monopoli (ADM) di Livorno – durante questo periodo emergenziale – hanno intensificato le operazioni nel porto labronico, dove è “routine” condurre, ogni giorno, controlli a campione sui container e sulle navi in banchina.
Qua sotto il video inoltrato dalla guardia di finanza ai media in cui si può vedere il momento del sequestro del carico di cocaina. Sopra i panetti è riconoscibile un codice alfabetico che, come riferito dal comando delle Fiamme Gialle, spesso gli spacciatori utilizzano per parlarsi tra loro e serve, il più delle volte, per indicare il fabbricante, la regione in cui è prodotta la droga o semplicemente per comunicare le modalità di smistamento del carico al ricevente.

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