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Sfonda la porta e picchia la ex: arrestato

L'allarme è arrivato al "112" intorno alle 4,30 del mattino di domenica 18 marzo. Al telefono una donna di 48 anni ha chiesto l'intervento dei carabinieri perché il suo ex, fuori di sé, voleva entrare in casa sua

Domenica 18 Marzo 2018 — 14:37

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Atti persecutori, lesioni personali, violazione di domicilio, danneggiamento. Sono questi i reati che i carabinieri hanno attribuito ad un uomo, un 43enne livornese, arrestato dai militari della stazione di Montenero.
Domenica 18 marzo, intorno alle 4,30 del mattino, una donna di 48 anni ha chiamato il “112” per richiedere l’intervento di una pattuglia dei carabinieri perché, dietro la porta di casa sua, in forte stato di agitazione, c’era l’ex fidanzato.
Questi stava tentando di entrare nell’abitazione contro la volontà della donna. La centrale operativa dei carabinieri ha quindi inviato immediatamente sul posto tre pattuglie. Proprio in questo frangente l’ex fidanzato è riuscito a sfondare la porta d’ingresso e a percuotere violentemente la donna, dandosi poi alla fuga.
Sul posto è stato anche chiamato ad intervenire il personale del 118 per prestare soccorso alla 48enne. La donna ferita è stata quindi portata al pronto soccorso di Livorno per le cure del caso. I carabinieri intervenuti hanno dunque accertato che l’uomo aveva anche danneggiato arredamenti dell’appartamento della donna.
Alle 5:45 circa l’uomo, realizzando cosa avesse fatto, è andato spontaneamente in questura per costituirsi, dove ad attenderlo c’erano i carabinieri di Montenero che hanno portato l’ex fidanzato alla sede del comando provinciale dei carabinieri in viale Mameli e, dandone notizia all’autorità giudiziaria che concordava, lo hanno dichiarato in arresto. L’uomo adesso è in una cella del carcere delle Sughere.
Stando a quanto riferito dal comando dei carabinieri il reo confesso era la prima volta che metteva in atto atteggiamenti violenti nei confronti della sua ex fidanzata. “In passato – spiegano i militari – l’uomo si era già reso protagonista di molestie telefoniche, ma non aveva ma alzato le mani nei confronti della donna”.

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