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Smascherato massaggiatore abusivo, maxi multa

Giovedì 17 Novembre 2016 — 09:26

Il continuo via vai di persone nell’appartamento al primo piano di un palazzo residenziale di Livorno, i volantini e la pubblicizzazione sui social network hanno finito per insospettire la Guardia di Finanza. Aveva anche creato un sito web e un canale youtube

A tradirlo, scrive la finanza nel comunicato diffuso il 17 novembre, è stato il “successo” della sua attività. Il continuo via vai di persone nell’appartamento al primo piano di un palazzo residenziale di Livorno, i volantini e la pubblicizzazione sui social network hanno finito per insospettire la Guardia di Finanza labronica, che ha scoperto un soggetto che esercitava abusivamente la professione di massaggiatore terapeutico.
Aveva addirittura creato un sito web e un canale youtube, mediante i quali promuoveva la sua attività, con foto, video e descrizioni dettagliate sui benefici di un nuovo metodo di cura, da lui inventato e capace di eliminare i dolori articolari. Peccato che non avesse mai conseguito il titolo professionale abilitativo, previsto per legge per l’esercizio della massoterapia. Attivo da diversi anni sul territorio toscano, il soggetto in esame era già balzato agli onori della cronaca qualche anno fa, quando fu denunciato per la medesima condotta. A nulla è valsa la condanna del Tribunale di Livorno: ha continuato ad esercitare arti ausiliarie delle professioni mediche, per cui è richiesta una speciale abilitazione di cui non era in possesso.
Sono così scattate le indagini delle Fiamme Gialle del Gruppo di Livorno – coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno – che, dopo numerosi appostamenti e approfondimenti, si sono presentati alla porta dello studio medico che ospitava il massaggiatore. All’atto del controllo sono stati rinvenuti documenti attestanti la pratica di tecniche di massaggio aventi finalità terapeutiche, volte a dar sollievo a patologie quali cefalee, lombo-sciatalgie ed epicondiliti. Sequestrata anche l’agenda degli appuntamenti oltre al “set da lavoro” del “massaggiatore”, consistente in pedali e strumenti di legno, cinghie per trazioni, fasce per contratture cervicali, unguenti e creme per massaggi. Lettino e caminetto completavano il quadro rilassante.
Il soggetto si definiva come ideatore del metodo “massaggio posturale manipolato” risolutivo per i dolori osteoarticolari: per un massaggio completo con il metodo “m.p.m.” si arrivava a toccare i 150 euro per la prima seduta, 120 per la seconda e 100 per le successive prestazioni, come si legge dalla pagina web dal medesimo realizzata.
Le ulteriori indagini hanno consentito di riscontrare come il soggetto avesse elaborato un vero e proprio programma di riabilitazione volto all’asserita individuazione della causa del dolore nonché al superamento del bisogno del paziente, del quale annotava diligentemente sintomi e prescrizioni.
La persona è allo stato indagata per violazione dell’art. 348 del codice penale, che punisce l’esercizio abusivo di una professione, dal momento che secondo la ricostruzione dei fatti, ha effettuato prestazioni equiparabili ad attività terapeutiche per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, con l’utilizzo di terapie fisiche, manuali e massoterapiche, eseguibili solo da professionisti sanitari abilitati. Nel corso delle attività estese anche allo studio medico che ospitava il massaggiatore abusivo, i finanzieri hanno accertato che questi si avvaleva di due lavoratori, privi del regolare contratto di assunzione. Parallelamente alle indagini, quindi, sono state elevate sanzioni amministrative per circa 12.000 euro.
L’attività della Guardia di Finanza nello specifico settore, secondo le direttive della Procura della Repubblica, è volta a contrastare l’abusivismo della professione in campo sanitario e parasanitario, particolarmente dannoso in quanto pone in pericolo la tutela della salute dei pazienti che è opportuno facciano ricorso solo alle corrette metodologie sanitarie che devono essere realizzate dai legittimi esercenti la professione.

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