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Spaccano e rubano, poi la scritta beffa: “Scusate il casino”

I malviventi si sono introdotti nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 marzo spaccando il vetro di una porta finestra che dà sul retro degli uffici

Giovedì 4 Marzo 2021 — 12:06

di Giacomo Niccolini

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I ladri sono riusciti a scappare con il bottino di un termo-scanner e cinque macchinette fotografiche del tipo "usa e getta". Sul monitor di un pc e sulla porta di un ufficio la scritta derisoria

Si sono introdotti all’interno dell’Associazione Nesi/Corea in via La Pira spaccando il vetro di una porta finestra che si affaccia sui campi incolti sul retro degli uffici. Poi una volta all’interno dei locali hanno messo a soqquadro le stanze, tirato giù faldoni, sparso fogli in tutti i corridoi e forzato le porte spaccando infissi e maniglie. Alla fine il bottino di questo raid notturno, andato in scena tra martedì 3 e mercoledì 4 marzo, è stato di un termo-scanner e di cinque macchinette fotografiche del tipo “usa e getta” che usavano un tempo. “Avevamo queste macchine fotografiche per il corso di fotografia che teniamo nel pomeriggio per i ragazzi – spiega uno degli operatori in prima linea del centro, Stefano Romboli – E poi hanno portato via un termo-scanner per misurare la temperatura corporea di questi che purtroppo ormai da un anno vediamo ovunque. Purtroppo non siamo nuovi a questo tipo di scorribande. L’Associazione, che è qua sul territorio dagli inizi degli anni 2000 ha spesso subito scorribande. Una volta li trovai anche qui dentro mentre stavano rubando computer e altre cose. Li rincorsi e riuscirono a scappare. Erano ragazzini. Chi sia stato questa volta proprio non ho idea. Quello che fa pensare che hanno lasciato anche due scritte che sanno un po’ di beffa: una sul monitor della mia postazione da lavoro in cui hanno scritto con un pennarello verde solo la parola scusate e un’altra qui sulla porta d’ingresso del mio ufficio dove hanno scritto scusate il casino. Abbiamo fatto denuncia alle autorità competenti ma quello che mi dispiace è che ormai troppo spesso il nostro centro sia mira di questi ladri-vandali i quali non capiscono che qui cose di valore non ci sono davvero: né soldi né oggetti costosi”.

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