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Spaccano la vetrata del bar e scappano in bici con la cassa

Le lacrime della titolare: "Siamo qua da un anno circa e questo bar l'ho chiamato come mia figlia, Tessa. In questo periodo c'è stato il Covid che ha minato la nostra attività commerciale. Adesso che lentamente stavamo alzando la testa, questo episodio qua"

Martedì 20 Ottobre 2020 — 16:49

di Giacomo Niccolini

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L'episodio è accaduto tra le 2,30 e le 3 del mattino di martedì 20 ottobre. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso due persone incappucciate che si sono date alla fuga in bicicletta. Sul caso indagano i carabinieri

Non tanto il furto, neanche la violenza dell’atto in sé, quella di prendere un palo di ferro e scagliarlo contro la vetrata di ingresso del locale. Stavolta sono le lacrime di Pamela a farci riflettere. Le lacrime di una giovanissima titolare di un bar, il Tessa Cafè di piazza Attias all’angolo con corso Amedeo, che si infrangono e si confondono sulla mascherina chirurgica che indossa dietro al bancone. “Mi spiace siamo chiusi – ci dice appena ci affacciamo – Oggi è una giornataccia”. Ci presentiamo e le spieghiamo che siamo lì per capire cosa fosse accaduto per poi raccontarlo sul nostro giornale. Insieme a lei Mattia, il suo dipendente, giovane come lei. All’interno un paio di tavolini uno sopra l’altro e i vetri rotti ammassati dentro ad un cestino di plastica e un cartone bianco posto come toppa del buco lasciato dai ladri. “Hanno colpito tra le 2,30 e le 3 del mattino di questo martedì 20 ottobre – spiega Mattia – I carabinieri hanno detto che hanno visto dalle telecamere di sicurezza della zona fuggire due persone in bicicletta incappucciate. Hanno spaccato il vetro con un tubo di ferro che tiene su un catarifrangente utilizzato qui nella strada per segnalare una buca. Con quello hanno spaccato tutto. Poi una volta dentro hanno sradicato la cassa e sono scappati. Stamattina ho trovato il registratore di cassa qui poco lontano, in mezzo a piazza Attias. Dentro? C’erano solo pochi spiccioli che avevamo lasciato per fare i resti la mattina. E’ più il danno fatto che il furto in sé”.
Ed è proprio quello che fa piangere di rabbia Pamela. “Siamo qua da un anno circa e questo bar l’ho chiamato come mia figlia, Tessa. In questo periodo terribile c’è stato il Covid che ha minato la nostra attività commerciale come quella di tanti altri piccoli imprenditori. Adesso che lentamente stavamo alzando la testa, questo episodio qua. Ora dobbiamo sistemare il prima possibile il buco altrimenti stanotte dobbiamo dormire qua dentro. E poi ci sarà da pensare a ripagare il danno fatto dai delinquenti che non sarà poco conto”.

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