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Spacciava durante il lockdown, poi la tentata estorsione per la “vendita natalizia”

Arrestato 32enne livornese. Al momento dell’arresto, avvenuto a Navacchio, dove l’indagato era di fatto domiciliato, durante la contestuale perquisizione sono stati rinvenuti: 750 grammi di marijuana, una bilancia elettronica e un bilancino di precisione

Domenica 3 Gennaio 2021 — 12:36

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Il Giudice per le Indagini Preliminari ha riscontrato il concreto pericolo di reiterazione del reato, come dimostrato anche dalla presenza di un gruppo di acquirenti non occasionali, e in un certo senso “affezionati”

Nelle prime ore della mattinata di mercoledì 31 dicembre, su ordine della procura della Repubblica di Livorno, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Livorno hanno eseguito, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del tribunale di Livorno, nei confronti di un 32enne livornese, ritenuto autore dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione.

L’indagine dei carabinieri trae origine dalla denuncia di un giovane livornese. Quest’ultimo dopo avere acquistato un quantitativo di hashish a Natale del 2019, nei giorni seguenti era stato minacciato dal 32enne arrestato, che pretendeva il pagamento di esose cifre di denaro per lo stupefacente ceduto al giovane, pena la minaccia di significative lesioni fisiche.

L’attività d’indagine dei militari dell’Arma, coordinata e diretta dalla procura della Repubblica di Livorno, ha posto in evidenza, oltre al singolo fatto reato della tentata estorsione, una costante e continuativa attività di spaccio, del tipo hashish e marijuana, svolta dal 32enne livornese destinatario della misura cautelare, peraltro anche in pieno periodo di “lockdown” dovuto all’emergenza sanitaria nazionale da Covid-19. Essenziali i riscontri effettuati dai carabinieri a carico degli acquirenti che, nel corso dell’attività investigativa, sono stati fermati e trovati in possesso dello stupefacente venduto dall’indagato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha riscontrato il concreto pericolo di reiterazione del reato, come dimostrato anche dalla presenza di un gruppo di acquirenti non occasionali, e in un certo senso “affezionati”.

L’Autorità Giudiziaria, sulla base degli elementi raccolti, ha ritenuto verosimile che i proventi dell’attività di spaccio rappresentino la principale fonte di sostentamento dell’indagato.

Al momento dell’arresto, avvenuto a Navacchio, dove l’indagato era di fatto domiciliato, durante la contestuale perquisizione sono stati rinvenuti: 750 grammi di marijuana, una bilancia elettronica e un bilancino di precisione. L’arrestato è stato accompagnato alla Casa Circondariale di Pisa.

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