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Squadra Mobile: 10 indagati per furto e ricettazione di scooter, estorsione e favoreggiamento personale

Venerdì 7 Ottobre 2022 — 18:04

Gli scooter, in particolare SH, erano destinati ad essere rivenduti anche smontati all'estero e/o tra le province di Pisa e Lucca. La polizia: "Uno degli imputati autoproclamatosi al vertice era soprannominato imbattibile". Nel periodo maggio-dicembre 2020 oltre 60 furti

Nei giorni scorsi la Procura della Repubblica di Livorno, che ha diretto le indagini della Squadra Mobile e della Polizia Stradale avviate alla fine dell’estate del 2020, ha richiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 10 persone dimoranti nelle province di Livorno e Pisa – quasi tutti pregiudicati e stranieri di nazionalità senegalese – imputate a vario titolo di essersi rese responsabili spesso in concorso tra loro, si legge in un comunicato della questura, di numerosi furti di motoveicoli (in particolare di marca Honda modello SH). Alcuni scooter erano destinati ad essere rivenduti anche smontati all’estero e/o tra le province di Pisa e Lucca, altri utilizzati al fine di perpetrare estorsioni ai danni dei loro proprietari con la tecnica del cosiddetto cavallo di ritorno (“in sostanza, si legge ancora nel comunicato, con la tecnica del cavallo di ritorno si fa riferimento alla minaccia consistita nell’implicita prospettazione che, senza una dazione di denaro in favore di chi ha l’attuale disponibilità del mezzo rubato, il proprietario ne perderebbe definitivamente il possesso).
L’attività investigativa – supportata da diverse intercettazioni ed esplicatasi attraverso numerosi servizi di osservazione e pedinamento, con l’esecuzione di plurime perquisizioni e sequestri di scooter rubati, talvolta rinvenuti in container e capannoni in procinto di essere destinati (anche già smontati) ai ricettatori “finali” – ha permesso di disvelare la presunta sussistenza di un “sodalizio” in cui uno degli imputati (pluripregiudicato per reati specifici), autoproclamatosi al vertice e soprannominato “Imbattibile” si sarebbe avvalso di numerosi collaboratori, anche in modo estemporaneo, al fine di rubare principalmente nel comune di Livorno, ma non solo, gli scooter e curare le successive fasi del progetto delittuoso. Alcuni imputati perlustravano il territorio individuando i motoveicoli “richiesti” e organizzandosi per compiere i furti; predati i veicoli, gli stessi sarebbero stati stoccati nei luoghi di volta in volta utilizzati come depositi, lì custoditi e talvolta smontati, in attesa della consegna ai ricettatori. Nel solo periodo maggio-dicembre 2020 sarebbero stati commessi furti di scooter in danno di oltre 60 persone. Molti scooter nel corso delle indagini sono stati restituiti dalla polizia ai legittimi proprietari. In un paio di occasioni, prosegue la nota stampa, i proprietari degli scooter rubati sono stati a loro volta indagati per favoreggiamento personale posto che avrebbero negato, pur di fronte al contenuto di intercettazioni ritenute dagli inquirenti “inequivocabili”, di aver pagato somme di denaro per rientrare in possesso del loro mezzo, rendendo dichiarazioni mendaci ed affermando che il ritrovamento del veicolo era stato casuale, aiutando così il sedicente “imbattibile” ad eludere le indagini condotte sul suo conto in merito alla condotta estorsiva allo stesso contestata. Le attività di contrasto al diffuso fenomeno dei furti/ricettazioni di scooter nel territorio livornese poste in essere dalla polizia non si sono concluse con l’operazione “Imbattibile”. Le indagini proseguono senza tregua, basti pensare che dall’inizio di quest’anno la sola Squadra Mobile livornese ha denunciato, talvolta in concorso tra loro, oltre 20 persone per fatti analoghi.

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