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Striscione rimosso, parla il sindaco: “Inaccettabile”. La versione della questura. L’articolo di Senza Soste. Le reazioni

Striscione rimosso sugli Scali del Refugio e scoppia il caos. La versione della questura ("leggera carica di alleggerimento") e l'articolo-editoriale di Senza Soste ("sventagliata ingiustificata di manganelli"). Nella foto il nuovo striscione all'indomani dei fatti tra il 1 e 2 agosto

giovedì 02 agosto 2018 11:31

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“Effetto Pd e Lega-5 Stelle: 11 aggressioni in 50 giorni. Il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro e reddito per tutti. Lega illegale”. E’ questo lo striscione, posizionato sugli Scali del Refugio il 1° agosto che ha scatenato polemiche e scontri nella prima giornata di Effetto Venezia (nella foto il nuovo striscione all’indomani dei fatti tra il 1 e 2 agosto) Uno striscione contestato dalla questura per l’ultima parte riservata alla Lega definita “illegale”. “Criticare e contestare ok ma la diffamazione non va bene, non è tollerabile”, spiegano dalla questura.
Di seguito la versione della polizia, il commento del sindaco Nogarin e l’articolo-editoriale di Senza Soste. Sotto ancora le reazioni politiche che stanno arrivando mano mano alla redazione.
Questura – “Abbiamo cercato di mediare – spiegano dagli uffici della questura tramite il portavoce – ma non c’è stato modo. Abbiamo chiesto di rimuovere lo striscione ma ci è stato risposto più volte di no. E’ stata tollerata la permanenza dello stesso, anche e soprattutto a causa della considerevole presenza di persone in transito nella via in questione, fino al termine dell’evento. Abbiamo dunque aspettato la fine della manifestazione quando, intorno alle una di notte, le strade erano più libere e molta gente era già tornata a casa. A quel punto abbiamo chiesto ai vigili del fuoco di intervenire per rimuoverlo. Questa nostra presa di posizione – continua la portavoce della questura – ha provocato reazioni aggressive e minacciose da parte dei manifestanti che avevano raggiunto quasi le cento unità e tendevano ad ostacolare il lavoro di rimozione. A quel punto abbiamo eseguito una leggera carica di alleggerimento nell’ambito della quale ci sono stati degli scontri. Il nostro vicario, la dottoressa Francesca Montereali, è stata colpita ad un polso ed ha riportato una frattura con prognosi di trenta giorni . Anche altri quattro operatori sono dovuti ricorrere alle cure mediche per contusioni varie riportate nei tafferugli. Il Reparto Mobile era anche a protezione dei vigili del fuoco che stavano effettuando la rimozione dello striscione ed è stato necessario il loro intervento a fronte degli atteggiamenti minacciosi nei confronti delle forze dell’ordine”.
Senza Soste (dalla redazione di Senza Soste specificano che si tratta di un articolo-editoriale scritto in completa autonomia, senza nessun confronto con nessun appartenente ai collettivi) – “Sono le 1.30 di notte e pochi minuti dopo gli agenti sono già schierati sulla strada che porta allo spazio occupato del Refugio – si legge sulla pagina facebook di Senza Soste – con l’obiettivo di rimuovere con la forza lo striscione issato nel pomeriggio. Vano il tentativo di trovare una mediazione. “E’ tardi” rispondono gli agenti e partono le cariche, violente e ripetute sui presenti che tentano di opporsi, disarmati. Le manganellate vanno avanti per circa mezz’ora macchiando di sangue il debutto della principale festa cittadina. Nel frattempo i Vigili del Fuoco rimuovono lo striscione in mezzo all’incredulità del centinaio di persone ancora presenti nel quartiere o richiamate dalle urla della strada. Le iniziative dello spazio, abitualmente tra i più frequentati della festa, sono state svolte regolarmente, ma al momento della chiusura la polizia si è ripresentata in assetto antisommossa, approfittando del ridotto numero dei presenti. Gli organizzatori, nonostante la tensione stesse salendo, si sono resi disponibili a rimuovere la parte dello striscione contestata (“Lega illegale”), ma dopo un consulto (presumibilmente con il nuovo Questore), la polizia ha ribadito la necessità di rimuovere completamente lo striscione. Alla richiesta dei presenti di posticipare la rimozione in un momento di maggior quiete, visto che lo spazio era ancora abbastanza affollato, la polizia ha insistito sulla propria posizione. Pochi attimi dopo, gli Scali del Refugio sono diventati un Far West, con la polizia che è avanzata con cariche e manganellate, causando diversi feriti, e scatenando l’ira dei presenti. “Tengo molto all’immagine della Polizia con la P maiuscola, dei suoi agenti e per questo all’operatività dei poliziotti”. Così si era presentato alla stampa Lorenzo Suraci, il nuovo questore di Livorno, e in questo suo primo giorno di attività ha dato subito prova delle sue intenzioni e dell’indirizzo voluto dal governo che lo ha scelto per gestire l’ordine pubblico. Caricare a freddo gli organizzatori di uno spazio sociale storico della Venezia per rimuovere uno striscione critico verso il governo è già un punto di non ritorno e un’offesa indelebile per tutti quelli che hanno a cuore gli spazi di espressione della città. Crediamo che questa edizione di Effetto Venezia sia ormai compromessa da questa scellerata azione di polizia e che sia il caso che le forze sociali e politiche sia esprimano con fermezza sull’accaduto. L’Effetto del Governo è piombato su Livorno con una sventagliata ingiustificata di manganelli. Occorre reagire e subito”.

Il sindaco Nogarin – “Ciò che è accaduto ieri notte nei pressi del palazzo del Rifugio è semplicemente inaccettabile. È il frutto a mio avviso di un concorso di colpa in cui non c’è nessuno esente da responsabilità e su questo voglio essere molto chiaro: Effetto Venezia è una grande manifestazione di gioia e orgoglio cittadino e non deve essere permesso a nessuno di rovinarla, trasformando una serata piacevole per famiglie, bambini e cittadini comuni, in un momento di guerriglia urbana. Io ho difeso, difendo e difenderò sempre il diritto di ciascuno a esprimere le proprie convinzioni politiche e non soltanto. Ogni forma di manifestazione del pensiero critico, dal mio punto di vista, va tutelata e garantita. Io non solo non mi sarei mai sognato di chiedere un intervento delle forze dell’ordine dopo l’esposizione di uno striscione antigovernativo sulla facciata di un palazzo, ma sarei felice di vedere uguale determinazione nel contrasto allo spaccio e alla criminalità in alcuni quartieri. Tra l’altro è stata una manifestazione di dissenso ampiamente prevista, che non può e non deve spaventare nessuno, tantomeno una città profondamente antifascista e antirazzista quale è Livorno. Però non ci si è limitati a manifestare il proprio pensiero. Non è stata l’esposizione di questo striscione a scatenare la reazione – spropositata e fuori misura, lo dico sin da ora – delle forze dell’ordine. E’ stato un episodio accaduto a notte fonda: il ferimento di una agente della polizia di stato, cui va la mia solidarietà e i miei auguri di pronta guarigione, cui hanno rotto un polso durante un diverbio sotto il palazzo del Rifugio. Diverbio nato dalla volontà degli occupanti di affiggere un nuovo striscione dai contenuti più “offensivi”. Una forzatura che la Questura ha giudicato inaccettabile e per la quale ha chiesto un passo indietro. Che non è stato fatto. A quel punto si è scatenata una colluttazione, di cui ha fatto le spese questa agente, dopodiché sono partite le cariche che hanno travolto persone disarmate. E questo non deve accadere. Come se non bastasse sono stati danneggiati i gazebo di alcune associazioni di volontariato. Tutto questo non sta né in cielo né in terra. La violenza è sempre da condannare e lo è in maniera ancora maggiore quando si verifica all’interno di una manifestazione super partecipata come Effetto Venezia. Questo Comune, infatti, spende migliaia di euro per i piani di safety imposti dal capo della polizia lo scorso anno dopo i fatti di piazza San Carlo a Torino. Mi pare assurdo vanificare tutto questo lavoro permettendo che scoppino tafferugli vergognosi come quelli cui abbiamo assistito ieri notte. Spero che tutti quanti, istituzioni e cittadini, si facciano un bell’esame di coscienza. Nessuno è innocente al 100% in questa storia. Purtroppo a fare le spese di scelte sbagliate, alla fine, come sempre, sono i cittadini inermi”.
Buongiorno Livorno – Il tema della sicurezza, legato esclusivamente alla paura indotta per il fenomeno dei migranti, è ormai un perno del dibattito mediatico e politico nazionale.
Sparisce dal dibattito tutto il resto: la sicurezza sociale, quella economica, quella ambientale, quella sui luoghi di lavoro. Si preferisce continuare ad inneggiare alla sola falsa promessa di una sicurezza personale, utilizzando misure meramente repressive verso tutto ciò che ci dicono essere nostro nemico. Di questo parlava lo striscione affisso sugli Scali del Refugio. Ma c’era anche, scritto in un angolo, “Lega fuorilegge”. Un evidente richiamo alla truffa ai danni dello stato per più di 48 milioni di euro che quel partito ha commesso quando era ancora “Nord”. La frase è sicuramente suonata provocatoria, in particolare per chi funzionalmente dipende dal Ministro Salvini, e la risposta a questa provocazione è stata, come spesso in questi casi, sproporzionata. Il diritto di critica e di espressione, manifestato con un innocuo striscione, così come successe l’anno scorso è stato calpestato.
Chi dovrebbe garantirci quella sicurezza di cui tanto parlano, ha scelto di caricare e manganellare persone che fino a cinque minuti prima si stavano tranquillamente godendo una manifestazione cittadina. Purtroppo un brutto esordio per il nuovo Questore fresco di nomina.
Il nostro Sindaco, dopo lunga meditazione, se ne è uscito con un comunicato ufficiale campione di equilibrismo, ma con una versione dei fatti piuttosto discutibile.
I ragazzi di Effetto Refugio, a detta del primo cittadino, avrebbero rotto il polso alla Vicario del Questore, non si sa come, e in base a quale ricostruzione dei fatti.
Ci sembra poco responsabile che un Sindaco faccia queste affermazioni senza prove documentate. Ci sembra assurdo, in tal senso, che per non sbilanciarsi nei confronti del Governo arrivi ad accusare gratuitamente cittadini di reati molto gravi.
Un triste epilogo all’interno di una cornice normativa che già l’anno scorso avemmo modo di criticare e che costituisce buona parte del problema. La sproporzione delle forze dell’ordine messe in campo e la militarizzazione dei quartieri è per noi quanto di più distante dalla soluzione dei problemi.
Attendiamo una rettifica da parte del Sindaco Nogarin e la dura condanna della condotta della polizia che per il secondo anno consecutivo ha scelto di far intervenire la forza pubblica per rimuovere un semplice striscione. Una triste consuetudine che ci auguriamo non diventi tradizione.

Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia CGIL  – Esprimiamo la nostra incondizionata, umana solidarietà e vicinanza a tutte le persone che hanno subito lesioni la notte del 2 agosto, colleghi, frequentatori del Teatrofficina Refugio, passanti. Siamo un sindacato di categoria, nostro compito è tutelare i diritti dei lavoratori che rappresentiamo, dentro la cornice delle libertà individuali che la costituzione garantisce ad ogni cittadina/o, compresa quella della libertà di espressione del proprio pensiero. Siamo preoccupati per il crescente clima manicheo, da “politica da stadio”, che il nostro Paese sta attraversando, a partire dal linguaggio usato anche da Ministri della Repubblica, mirato sempre più ad identificare negli avversari e nei “diversi” dei veri e propri nemici da odiare. Ogni persona e soggetto collettivo è responsabile dei metodi che sceglie liberamente per esprimere le proprie idee. Lavorando e vivendo in questa nostra città conosciamo i fatti ed i diversi punti di vista; lasciamo stabilire all’autorità giudiziaria se l’esposizione di quello striscione ha costituito un reato. Secondo noi e diversi nostri colleghi, no. Le conseguenze sono state sicuramente sproporzionate rispetto alla gravità e al pericolo. A nostro parere i meccanismi entrati in gioco quella notte (come nella maggior parte dei casi simili), hanno a che fare più con capacità di trattativa, equilibrio, coerenza, contraddizione, (s)fiducia, emotività, orgoglio delle parti, che non con la politica, che sarebbe stato meglio fosse più presente in ogni fase. Non siamo una milizia agli ordini di un gerarca, anche se a qualcuno piacerebbe, per simpatie politiche o, in una logica uguale e contraria, per avere in noi un comodo nemico. Queste sono scorciatoie del pensiero, e nessun meccanismo di consenso, interno o esterno, piegherà la nostra posizione. Ci sono principi che vengono prima di tessere e rapporti politici, sui posti di lavoro e in città. Il nostro lavoro consiste nel difendere la legalità, tuttavia non ci facciamo “tirar la giacca” da nessuno; i gravi problemi economici, occupazionali, abitativi, sociali non possono essere trasformati sistematicamente in problemi di ordine pubblico. L’incapacità e/o assenza della “politica” non può essere sostituita da prevedibili degenerazioni, che ricadono sia su chi rivendica la sicurezza dei diritti, tra i quali quelli di manifestare il proprio pensiero, sia sui lavoratori della sicurezza, strumenti destinatari ed esecutori di cattive politiche sociali. Deve finire l’essere sempre più impiegati sotto pressioni delle quali non siamo responsabili, determinate fino ad oggi da un sistema economico e sociale che non funziona; a questo oggi si aggiunge una logica manichea semplificatrice, comoda, banalizzante, veloce che rigettiamo, secondo la quale il mondo si dividerebbe in “zecche” e “sbirri”, italiani e stranieri, rossi e neri, “noi” e “loro”. Concordiamo col Sindaco nell’esprimere posizioni di equilibrio e buon senso, tese a non fomentare fin troppo semplici estremismi. Ne stigmatizziamo invece il tentativo preelettorale di confondere il grave episodio dello striscione col lavoro che i lavoratori della sicurezza svolgono nei quartieri, con mezzi obsoleti, insufficienti, inadeguati, a partire da mancato turn over, età media, organici. Auspichiamo una maggior sinergia tra le istituzioni che hanno le diverse responsabilità della gestione della città. A partire da Sindaco, Prefetto, Questore.
Adriano Tramonti (Pd) – Ho provato vergogna nel vedere le cariche della polizia in una venezia ormai deserta, per far levare questo striscione. Si vede che il vento è cambiato! Un piccolo appunto: nelle 11 aggressioni razziste negli ultimi 50 giorni il Pd un c’entra nulla ma lo posso capire, perché in tanti avete votato 5 stelle per il cambiamento e ora vi trovate Salvini al governo.
Federazione Anarchica Livornese e Collettivo Anarchico Libertario – Il sangue ha bagnato la giornata inaugurale di “Effetto Venezia”. Violente e ripetute cariche sono state compiute a freddo e senza alcun preavviso dalla Polizia di Stato intorno alle 1,30 di notte lungo gli Scali del Refugio. Per circa mezz’ora sono stati usati i manganelli sui presenti che protestavano contro la rimozione di uno striscione che portava scritto: “Effetto Pd e Lega-5Stelle: 11 aggressioni in 50 giorni. Il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro e reddito per tutt*. Lega fuorilegge”. Ogni anno, nel contesto del contro-evento Effetto Refugio viene affisso uno striscione sul muro dell’ex Carcere dei Domenicani, quest’anno la Questura ha deciso di usare anche la violenza per far rimuovere lo striscione. Riteniamo gravissima questa vera e propria negazione della libertà di espressione, che dimostra come gli atteggiamenti violenti e sanguinari degli esponenti di governo non siano solo una posa da campagna elettorale. La censura attraverso la violenza è il primo atto del nuovo Governo Lega-5 stelle a Livorno, è il primo atto pubblico di Questore e Prefetto appena nominati. Già lo scorso anno, sempre nel contesto di Effetto Refugio venne schierata l’antisommossa per rimuovere lo striscione, in quel caso giudicato troppo critico nei confronti di Marco Domenico Minniti, Ministro dell’Interno del governo guidato dal Partito Democratico e dal Nuovo Centro Destra. Lo scorso anno lo striscione venne rimosso con la forza, ma non vi furono cariche, perché l’intervento della Questura, nel pieno della festa, provocò grande indignazione e molti accorsero a portare solidarietà. Questa volta invece la polizia è arrivata di notte, all’1:30 circa, mentre tutti stavano andando via, perché non ci fosse troppa gente a guardare mentre imponevano la censura coi manganelli, ma molte persone che rientravano a casa dopo la festa sono accorse dalle strade vicine, lungo i fossi della Venezia, per solidarizzare con chi aveva subito la brutale aggressione della polizia. Sappiamo fin troppo bene che chi governa adopera spesso la violenza per impedire la libertà di espressione e la libertà di manifestare. Dopotutto anche le emergenze “immigrazione”, “sicurezza” e “decoro”, sono state create per promulgare leggi sempre più repressive, che impongono maggiore controllo e una restrizione della libertà per tutti coloro che manifestano il proprio dissenso, che si organizzano, lottano per estendere la solidarietà e ottenere migliori condizioni di vita, per coloro che fanno puntualmente controinformazione. Quanto avvenuto non ha precedenti a Livorno. La scelta della Questura di rimuovere uno striscione, utilizzando anche le cariche di polizia, è un atto gravissimo, che colpisce non solo coloro che hanno esposto lo striscione, ma l’intera città. Sei anni fa, nel dicembre del 2012, la Questura negò in piazza Cavour la libertà di manifestare sciogliendo un presidio con delle cariche indiscriminate e violente che coinvolsero anche i passanti, stavolta ciò che viene impedito con la violenza è la libertà di esprimersi attraverso uno striscione. Un precedente pericoloso per tutte e tutti noi, per la maggior parte delle persone, che vivono le condizioni di sfruttamento ed oppressione imposte dalla classe dirigente e di governo. La violenza è l’unico mezzo che conoscono le classi dominanti di fronte al precipitare della crisi economica. Il governo è incapace di fronteggiare la crisi economica e di sopperire ai molteplici bisogni sociali; per questo i suoi servi cercano di mettere a tacere ogni voce di protesta. D’altra parte gli organizzatori di “Effetto Venezia” non vogliono dispiacere al governo, da cui aspettano un appoggio per le ennesime speculazioni che stravolgeranno Livorno. Nel contenitore-vetrina della kermesse livornese, l’alternativa di Effetto Refugio, organizzato dalle varie realtà di movimento cittadine, ha sempre rappresentato uno spazio di espressione critica a cui spesso si è tentato di mettere il bavaglio. La Federazione Anarchica Livornese e il Collettivo Anarchico Libertario denunciano la gravità di questo atto repressivo, e sono al fianco di tutte e tutti coloro che hanno subito le cariche della polizia. Invitano le forze politiche, sindacali e sociali a far sentire la propria voce contro la violenza.
FSP Polizia di Stato – Purtroppo sembra di assistere ad un déjà-vu, basterebbe quasi riproporre per intero il nostro comunicato dello scorso anno cambiando la data.
Anche quest’anno “Effetto Venezia”, la principale kermesse estiva livornese, viene utilizzata dal centro sociale il “Refugio” come cassa di risonanza per le loro lamentele: l’anno scorso fu l’ex Ministro Minniti ad essere preso di mira, quest’anno hanno pensato di allargare il tiro a tutto il PD, al Movimento 5 Stelle ed alla Lega, se andiamo avanti così nel giro di pochi anni saranno loro contro il mondo intero.
A farne le spese è stato il Vicario del Questore, D.ssa Francesca Montereali, una donna, che ha sempre messo avanti il dialogo ed alla quale va tutta la nostra solidarietà di colleghi con la speranza che i 30 giorni di prognosi possano bastare a permetterle di guarire da quella tremenda frattura provocatale dai “tranquilli” contestatori del tutto e del niente. Oltre al nostro Vicario, altri colleghi del Reparto Mobile di Firenze, sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso ed anche a loro auguriamo una pronta guarigione. Ora, se dai contestatori ed aggressori di professione non possiamo che aspettarci questo, dal primo cittadino, come già l’anno scorso, pretendiamo un po’ più di rispetto. Rispetto non tanto per i fatti in se per se, sui quali ognuno può esprimere la propria opinione, ci mancherebbe, ma sulle dichiarazioni successive, apparse, a nostro avviso, inopportune. Purtroppo, come nel 2017, le sue parole non si sono limitate ai meri fatti, ma hanno strabordato in considerazioni poco felici come: “Io non solo non mi sarei mai sognato di chiedere un intervento delle forze dell’ordine […] ma sarei felice di vedere uguale determinazione nel contrasto allo spaccio e alla criminalità in alcuni quartieri.” Ecco, caro Sindaco, come l’anno scorso, siamo qui a ripeterle che basterebbe leggere i numerosi articoli apparsi solo quest’anno sulle testate locali ed anche nazionali, per rendersi conto di come la Polizia di Stato e le altre forze dell’ordine in servizio sul nostro territorio hanno contrastato, anche a discapito dell’integrità fisica dei propri uomini e donne, lo spaccio e la criminalità. Non accettiamo lezioni da chi, sul proprio territorio, dovrebbe essere il primo cittadino e quindi avere anche responsabilità sul mantenimento della legalità usando le proprie specifiche leggi ed ordinanze ad hoc, che ancora stiamo aspettando di vedere. Non torniamo sui tafferugli avvenuti in Venezia, perché già gli addetti stampa della Questura hanno ben spiegato le dinamiche che hanno portato a questo, ma pensiamo sia giusto far risaltare come ciò che è avvenuto, ovvero l’aggressione alle forze dell’ordine, non sia stata una ritorsione per il tentativo di togliere uno striscione, ma un atto quasi premeditato; infatti poche ore prima, con il favore del buio, una scritta che recitava “LEGA FUORILEGGE!” veniva vergata sul muro laterale della Questura, da mani attualmente ignote. Nonostante ciò, chi era responsabile dell’ordine pubblico ha deciso sapientemente di usare il dialogo, attendere l’avvicinarsi della fine della kermesse per chiedere la rimozione dello striscione a chi abusivamente lo aveva esposto. Purtroppo il trovare una via di mezzo, un punto d’incontro, non appartiene a certi soggetti ed invece di trovare un accordo hanno pensato di far affluire altre persone a loro sodali per aggredire chi cercava di far rispettare le regole. Gli uomini e le donne in divisa si sono poi schierati a difesa dei Vigili del Fuoco preposti alla rimozione dello striscione subendo di conseguenza l’aggressione e rispondendo con una carica di alleggerimento per far allontanare i numerosi soggetti.
Potere al Popolo Livorno – La notte tra l’1 e il 2 agosto è successa una cosa estremamente grave per la nostra città, e non stiamo parlando dell’omicidio dei fratelli Gigli del 1922 che portò poi alla presa del comune da parte dei fascisti con la forza e le minacce, ma alle cariche ad Effetto Venezia. La presentazione del nuovo questore non è accettabile. La nostra città viene dalle leggi livornine e ha una lunghissima tradizione ispirata alla libertà. Non è possibile che la celere carichi a freddo delle persone solo per aver esposto uno striscione nel quale si critica l’operato del governo e le condanne del partito di Salvini. La libertà di critica al governo non può essere messa in discussione, a maggior ragione in un paese dove si fanno promesse elettorali e queste non vengono mantenute. E’ successo giusto ieri in parlamento che è stato respinto da tutti i partiti, Lega, M5S, PD un emendamento che chiedeva di reintrodurre l’articolo 18. Giustamente la gente invece che inseguire la propaganda razzista del duo Salvini – Di Maio, si accorge che non si sta facendo niente per migliorare le condizioni di chi vive in questo paese. Questo voleva denunciare lo striscione, che recitava: “Effetto pd e lega-5 stelle, 11 aggressioni in 50 giorni: Il vostro razzismo è emergenza – Il vero cambiamento: Casa lavoro e reddito per tutti. Lega fuorilegge”. Oltre a voler dare la massima solidarietà ai feriti dalle cariche, chiediamo le dimissioni del questore, e vorremmo inoltre sapere il ruolo dell’amministrazione comunale nella gestione dell’ordine pubblico dato che ci risultano contatti sulla vicenda. Il sindaco era al corrente delle volontà della questura? Le ha condivise? Non è accettabile che il comunicato della Questura rivendichi la carica contro dei manifestanti per aver esposto uno striscione di critica nei confronti dei suddetti partiti, parlando oltretutto di una “tolleranza” a tempo.
Articolo Uno MDP Livorno –  Il Refugio ha sede in un vecchio edificio occupato dove una volta c’erano le pubbliche galere. L’occupazione va avanti da anni, nel susseguirsi delle amministrazioni.  Al Teatrofficina Refugio si fanno spettacoli teatrali, iniziative culturali, musica. Pare siano molto bravi e facciano cose molto interessanti.  Siccome il Refugio è in pieno Quartiere Venezia, da sempre i ragazzi fanno parte del Festival cittadino più importante dell’Estate. Propongono i loro lavori, la loro “contro-cultura”. Raccattano soldi per finanziare il progetto. Tutti gli anni appendono uno striscione alle finestre dell’edificio che esplicita la loro visione della fase politica e sociale che attraversa il Paese o il Mondo, a seconda della priorità rilevata. Lo striscione di quest’anno recita: “EFFETTO PD E LEGA-5 STELLE, 11 AGGRESSIONI IN 50 GIORNI: IL VOSTRO RAZZISMO E’ EMERGENZA. IL VERO CAMBIAMENTO: CASA, LAVORO E REDDITO PER TUTTI. LEGA ILLEGALE”.
Ora, da pochi giorni a Livorno è arrivato un nuovo Questore nominato dall’attivissimo Ministro dell’Interno del nuovo Governo Lega-5Stelle. Evidentemente il nuovo Questore ha ritenuto eccessivamente oltraggioso lo striscione esposto verso chi lo ha nominato. E, forse voglioso di dimostrarsi all’altezza dei tempi che corrono, ha inviato una cinquantina di poliziotti in tenuta antisommossa che, intorno alle 2 della notte, quando ancora sugli Scali del Refugio era pieno di gente, ha pensato bene di intimare la rimozione dello striscione e di fronte al rifiuto opposto ha iniziato a caricare e manganellare con l’aiuto di decine di agenti in tenuta antissommossa. Sì, avete letto bene, decine di agenti impiegate alle 2 di notte , in mezzo ad una festa di quartiere per togliere uno striscione.  Roba da Ponci, si dice a Livorno. E’ chiaro che qui la questione non è essere d’accordo o meno con quello che c’è scritto sullo striscione; e noi siamo d’accordo. E non è nemmeno il giudizio che si da sulla complessiva vicenda del Refugio, sull’occupazione di spazi pubblici senza titolo o diritto, e su questo manifestiamo le nostre perplessità. Il punto è che Livorno è una città civile. Ribelle, ma civile. E quello che è successo ieri sera è intollerabile. Se si pensa che ciò serva a “dare una lezione” ad una città simbolo della Sinistra (in verità ormai più simbolo che sostanza), bisogna rispondere che siamo caduti male. Tutti coloro che non vogliono precipitare in un clima di scontro sociale costruito ad arte e a proposito devono levare alta la loro voce per condannare quanto avvenuto. E soprattutto, devono levare alta la loro voce le istituzioni cittadine. Abbiamo bisogno di sentire le chiare parole di condanna del Sindaco Nogarin. Abbiamo bisogno di sentire le chiare parole di condanna della Vicesindaco Sorgente che al mondo della Sinistra radicale livornese è storicamente legata e che si prepara ad una campagna elettorale per succedere al Suo Sindaco. Purtroppo temiamo di restare in attesa come di un Godot che non arriverà mai. Questi Cittadini stellati hanno prestissimo imparato l’arte della realpolitik, con la conseguenza che non si disturba il manovratore nazionale impegnato nella prima esperienza di governo, neanche se questo significa appoggiare le scelte scellerate della guida leghista, più esperta e efficace dei cittadini-ministri. Roma val bene qualche immigrato ucciso e qualche scontro di piazza.
Speriamo di essere smentiti. Nel frattempo manifestiamo tutta la nostra indignazione e la nostra ferma resistenza a tempi così duri. E prepariamo anche una proposta politica nuova, autenticamente di Sinistra, che in totale discontinuità con l’Amministrazione attuale e in profondo rinnovamento con quelle precedenti sappia ridare a Livorno una prospettiva di crescita, di sviluppo e di equa redistribuzione della ricchezza, nel pieno rispetto delle regole. Perché in assenza di regole sono i più deboli che soccombono. Sempre.

Liberali Livorno – L’ormai tradizionale tentativo di strumentalizzare politicamente quella che dovrebbe essere una kermesse cittadina senza colori partitici ha caratterizzato anche l’avvio di Effetto Venezia 2018. Quest’anno è stato però assai differente l’approccio  della Questura che ha un nuovo titolare. Nel 2014, stessa Amministrazione diverse le persone responsabili dell’ordine pubblico, si andò anche troppo delicati e non si rimosse fino a manifestazione conclusa lo striscione molto duro contro uno stato sovrano, Israele, con il quale l’Italia intrattiene pieni rapporti diplomatici. Ora  s’interviene con la massima rapidità e decisione  per il motivo, attribuito in alcuni articoli alla stessa Questura, che lo striscione attaccava PD, Lega e 5S per razzismo e concludeva con le parole “Lega illegale” . Dunque l’intento della Questura non sarebbe stato di preservare la neutralità di una festa della città rimuovendo provocazioni con essa contrastanti. Eppure questo poteva  essere il solo motivo valido per la rimozione. Qualificare “diffamazione” un giudizio politico di illegalità sulla Lega (che pure i liberali non condividono) ci appare politicamente e giuridicamente insostenibile, violando la libertà di espressione costituzionalmente protetta.  Preservare la neutralità delle festa poteva certamente andar bene, ma applicare due pesi e due misure no: oltretutto il clima della convivenza è stato reso peggiore dall’aver agevolato coloro che non credono all’importanza delle procedure di libertà e vaneggiano rivendicazioni utopiche.
Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno  – Sinistra Italiana di Livorno apprende con grande preoccupazione la cronaca di quanto accaduto la notte scorsa in pieno svolgimento della kermesse cittadina Effetto Venezia. Lo sgomento che proviamo, è dovuto al perimetro sempre più circoscritto in questa città della pratica democratica nell’esercizio del dissenso, legittimo e di diritto.  Condanniamo senza incertezze ogni attività di repressione del dissenso e della pluralità di pensiero attraverso atti violenti volti a colpire chi manifesta in modo pacifico. Resta chiaro che ogni attività eversiva o sovversiva debba essere condannata, ma non ci pare che l’esposizione di uno striscione politico – seppur forte nel contenuto che critica linee di condotta e di programma, non solo del governo Attuale ma anche di chi l’ha preceduto e ciò significa una perfetta continuità fra la linea repressiva di Minniti ieri e quella di Salvini oggi- sia da includersi fra le attività eversive da far tacere col manganello. Effetto Venezia non è una festa di carta pesta, è una festa di tutta la città e di tutti i livornesi, ed è sempre accaduto che fosse teatro di qualche protesta. Il luogo pubblico, in quanto tale offre questa possibilità ed è scontato che chi ha qualcosa da dire lo utilizzi. Si dia pace chi lo vuole imbalsamare, siamo in democrazia anche se qualcuno pare averlo dimenticato.
Cobas Livorno – “Effetto Pd e Lega-5 Stelle, 11 aggressioni in 50 giorni: il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro, reddito per tutti. Lega fuorilegge”: questo lo striscione che, prima sera di Effetto Venezia, ha scatenato le cariche della Polizia sugli Scali del Refugio a Livorno. Lo striscione esprime innanzitutto una critica alle politiche sociali ed economiche di cui si sono resi protagonisti gli ultimi governi, incluso l’attuale. Quanto all’aggettivo fuorilegge, ricordiamo che è usato nei confronti di un partito condannato in Cassazione per la questione dei rimborsi elettorali. In ogni modo, non è assolutamente accettabile che si risponda a uno striscione con un’azione così violenta, nei confronti di persone inermi. D’altronde il debutto del nuovo questore di Livorno sembra perfettamente in linea con l’aggressività quotidiana della compagine Lega-5 Stelle, che non perde occasione per acuire il dissidio sociale. Come Cobas di Livorno denunciamo non solo l’azione della Polizia ma anche e soprattutto un governo che sta creando tutti i presupposti politici e culturali affinché questo tipo di attacchi diventi sempre più normale e frequente; chiediamo inoltre che l’Amministrazione Comunale si esprima su quanto accaduto e assuma una volta per tutte una posizione chiara.
PC Livorno –  Esprimiamo solidarietà alle persone presenti sugli Scali del Refugio ieri notte e colpite dai fatti. Ma soprattutto condanniamo la ricerca del contrasto voluta, ad ogni costo e condizione, dalla questura (tra l’altro al primo giorno di insediamento del nuovo questore Suraci).  Questo evento mostra la natura antipopolare del governo e viene smentita ancora una volta la sua retorica del cambiamento a favore delle classi più deboli, reprimendo ogni forma di dissenso, anche la più banale quale uno striscione al muro.  L’unico cambiamento a cui può dar vita questo governo è di carattere reazionario, di fronte a ciò non possiamo che rispondere con una controffensiva ancora.
Cib Unicobas – Ennesimo attacco alla libertà di espressione operato a colpi di manganello. Mentre nel paese si moltiplicano esternazioni ufficiali che inneggiano all’odio, all’intolleranza, alla discriminazione, chi leva una voce critica contro l’operato del governo attuale e di quello precedente chiedendo la soluzione dei veri problemi sociali, dal lavoro, al reddito  all’emergenza abitativa viene duramente represso. Quello che è avvenuto  nella notte tra il 1 e il 2 agosto sugli Scali del Refugio è un fatto gravissimo, espressione di un clima sociale sempre più caratterizzato dalla violenza contro ogni forma di dissenso, anche quando è espressa nelle forme pacifiche  e comunicative di uno striscione. Il sindacato Unicobas esprime piena solidarietà a coloro che sono stati fatti oggetto della violenza repressiva e ribadisce il proprio impegno a sostegno delle lotte sociali per migliori condizioni di vita e di lavoro.
Rifondazione Comunista – Vogliamo esprimere la nostra massima solidarietà alle compagne ed ai compagni rimasti coinvolti nell’ingiustificato e deliberato attacco della polizia, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì sugli Scali del Refugio in occasione della giornata inaugurale di Effetto Venezia. Condanniamo con forza questa carica perché, a quanto ci risulta, nessun atteggiamento violento è mai stato manifestato dagli interessati. La loro colpa? Aver esercitato il diritto costituzionale all’espressione del proprio pensiero attraverso uno striscione, il cui contenuto condividiamo pienamente. E’ questo il benvenuto di “immagine ed operatività della polizia” come espresso dal nuovo Questore Lorenzo Suraci? La mano repressiva del governo del “cambiamento” giallo-verde si è abbattuta su Livorno, per di più di fronte a diverse decine di livornesi e non ancora in giro per le strade di Effetto Venezia. Non vogliamo commentare l’opportunità o meno della stesa dello striscione, perchè rischia di fuorviare la questione centrale dell’accaduto, perchè chi usa la violenza per reprimere una manifestazione pacifica ha sempre torto, senza se e senza ma, senza eccezioni o condizioni circostanziali. Cosa ha intezione di fare il nuovo Questore di fronte alla crescente ondata razzista che sale in città e nel paese? vuole forse solo maganellare chi esprime un dissenso condiviso da una larga fetta della città e delle sinistra tutta? Con rammarico dobbiamo constatare che l’esordio del dott. Lorenzo Suraci ci delude profondamente.

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