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Tentato omicidio: in carcere un 29enne

Le indagini della squadra mobile, diretta da Giuseppe Lodeserto, sono partite dalle telecamere di vigilanza della zona e sono proseguite sfruttando anche i social network come Facebook

Giovedì 17 Dicembre 2020 — 12:52

di Giacomo Niccolini

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Il questore Lorenzo Suraci: "Da settembre ad oggi abbiamo indagato 28 persone e arrestate 17 nella zona Garibaldi-Repubblica, risolvendo il 90% dei casi del quartiere"

Aveva spaccato una bottiglia di vetro in testa ad un ragazzo di 23 anni in piazza Garibaldi lo scorso 21 settembre gettandolo poi nei fossi sottostanti, lanciandolo dalla spalletta e rischiando così di ucciderlo. E’ per questo motivo che un 29enne tunisino è stato trovato e arrestato dalla squadra mobile di Livorno dopo settimane di indagini e ricerche. L’accusa nei suoi confronti è quella di tentato omicidio. “Solo per un caso fortuito infatti la vittima dell’aggressione non è morta – specifica il dirigente della squadra mobile di Livorno che ha diretto le operazioni, Giuseppe Lodeserto (nella foto principale in pagina di Lorenzo Amore Bianco) – Il 118 soccorse questo giovane gambiano del 1997 in fin di vita. Da quel momento sono state avviate le nostre indagini che hanno preso piede dalle telecamere di sicurezza della zona e dall’identificazione del nome dell’aggressore fornito dalla vittima. I due, secondo una ricostruzione sommaria, avevano avuto un diverbio sfociato poi in violenta lite, presumibilmente per motivi legati alla droga. Una volta riconosciuto tramite le immagini delle telecamere e saputo il nome lo abbiamo iniziato a cercare anche fornendoci dei suoi account social. Su Facebook, ad esempio, l’aggressore cambiava spesso nome e account cercando di confondere le acque. Abbiamo scoperto inoltre – continua Lodeserto – che su di lui pendeva un ordine di espulsione dal territorio nazionale promulgato dalla prefettura di Bergamo. Ed è proprio lì che siamo quindi andati a cercarlo e lo abbiamo trovato grazie a metodi classici di investigazione sul territorio come pedinamenti e appostamenti. Attualmente l’uomo è quindi detenuto in carcere a Bergamo in seguito ad un ordine di custodia cautelare emesso dal giudice”.

IL QUESTORE SURACI (foto Amore Bianco)

E’ stata l’occasione anche per fare il punto sugli interventi effettuati in questi ultimi mesi dalla polizia proprio in quelle zone considerate “calde” in città. “Da settembre ad oggi – ha detto il questore Lorenzo Suraci – abbiamo indagato 28 persone e arrestate 17 nella zona Garibaldi-Repubblica. Abbiamo messo una postazione fissa che potete trovare tutti i pomeriggi. Abbiamo risolto il 90% dei casi inerenti a quel quartiere dando risposte concrete alla cittadinanza, chiudendo anche per due o tre settimane locali in cui si verificavano situazioni di disordine pubblico e monitorizzando il piccolo spaccio da vicino. Lo sappiamo che non dobbiamo allentare la presa e non lo faremo continueremo ad effettuare azioni preventive e repressive là dove ve ne sia bisogno”.

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