Trattativa per l’oro finita in tragedia, il presunto omicida fermato in auto in via Mastacchi
La vittima è stata uccisa con due coltellate al torace. Il procuratore Agnello: "Interrogato dal pm Volpe, si è avvalso dalla facoltà di non rispondere. Mi complimento con la polizia che sta conducendo le indagini in maniera egregia". Proseguono le ricerche dell’arma del delitto
Nel corso di una conferenza stampa, stamattina sono stati ricostruiti i momenti che ieri pomeriggio hanno portato a individuare e fermare l’uomo accusato dell’omicidio di Francesco Lassi, originario di Pistoia, avvenuto in via Grande all’interno dello studio di un commercialista.
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Il comunicato stampa
La polizia, nella mattinata di oggi al termine di una notte di intensa attività investigativa, ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un italiano di 47 anni ritenuto allo stato attuale il presunto responsabile dell’omicidio. Il provvedimento di fermo è stato disposto dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Livorno.
La presunta trattativa per la vendita di oro finita in tragedia
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’origine del delitto vi sarebbe stata una trattativa relativa alla vendita di un quantitativo d’oro, non meglio definito. L’incontro tra i due uomini si sarebbe svolto all’interno di un prestigioso studio commerciale situato nel centro cittadino. Qualcosa, però, sarebbe andato storto durante l’appuntamento. Dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro, alcuni impiegati presenti nello studio avrebbero udito un forte trambusto provenire dall’ufficio in cui i due si erano appartati. Poco dopo, solo uno dei due uomini sarebbe stato visto uscire dalla stanza, con un coltello in mano, dirigendosi verso l’uscita. Il 55enne è stato raggiunto da due coltellate al torace, ferite che si sono rivelate fatali.
L’intervento e le indagini
Sul posto sono intervenuti inizialmente gli operatori sanitari, seguiti dagli agenti delle volanti, dalla polizia scientifica e infine dagli uomini della Squadra Mobile, che hanno avviato le prime indagini. Fondamentali si sono rivelate le testimonianze raccolte e, soprattutto, l’immediata analisi del sistema di videosorveglianza interno allo stabile e delle telecamere cittadine. Grazie a questi elementi, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’identikit del presunto omicida. Allertati i lettori targhe presenti in città e diramata la segnalazione alla centrale operativa, tutte le pattuglie della Questura di Livorno sono state impegnate nelle ricerche. L’uomo è stato infine intercettato mentre si trovava a bordo della propria autovettura in via Mastacchi, dove è stato fermato da personale U.P.G. (Ufficiali di Polizia Giudiziaria), identificato e successivamente consegnato agli agenti della Squadra Mobile.
Gli elementi raccolti e le perquisizioni
Nel corso delle successive perquisizioni, coordinate dalla Procura livornese, sono emersi ulteriori elementi di rilievo investigativo. All’interno dell’auto dell’indagato sono stati rinvenuti gli abiti che avrebbe indossato al momento dei fatti, immortalati dalle telecamere di sorveglianza, e che avrebbe poi cambiato, lasciandoli nel veicolo. Nel luogo del delitto, inoltre, dopo la rimozione del cadavere, è stata trovata una lamina d’oro insieme a un’altra scheggia dello stesso metallo. Si tratterebbe con ogni probabilità dell’oggetto della contesa che avrebbe dato origine alla tragedia. Al momento l’arma del delitto non è stata ancora rinvenuta e le ricerche proseguono.
La posizione dell’indagato
Le autorità precisano che il procedimento penale è ancora nella fase preliminare e che le contestazioni dovranno essere ulteriormente verificate nel corso dell’eventuale giudizio. Solo una sentenza definitiva di condanna potrà stabilire la colpevolezza dell’indagato.
Le dichiarazioni in conferenza stampa
Il Procuratore Capo della Repubblica di Livorno Maurizio Agnello: “Le indagini sono appena all’inizio e vengono condotte in maniera egregia dalla polizia. Mi complimento con la questura per la celerità del fermo. Interrogato dal pm Volpe, Luigi Amirante si è avvalso dalla facoltà di non rispondere”.
Il capo della squadra mobile Riccardo Signorelli: “Siamo stati rapidi nel ricostruire l’identikit del soggetto che presumibilmente aveva commesso l’omicidio, grazie alle testimonianze raccolte immediatamente sul posto e a una tempestiva e accurata analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, sia interni allo stabile sia cittadini. Dalle prime dichiarazioni è emerso subito un nome, anche se inizialmente non corrispondeva il cognome; si tratta comunque di un soggetto già conosciuto dalla Procura. Grazie agli elementi raccolti, la priorità è stata individuarlo e fermarlo nel più breve tempo possibile. È stato un lavoro corale che ha coinvolto non solo la Squadra Mobile, ma tutte le pattuglie presenti sul territorio. Sono stati allertati i lettori targhe di tutta la città e desidero rivolgere un plauso agli operatori delle Volanti e alle Uopi per l’intervento tempestivo. Sul suo corpo sono stati trovati segni di colluttazione: lividi e tagli. Un frame ci aiuta a descrivere il tipo di coltello. Dalla foto si vede che si tratta di un coltello da cucina. Se venisse confermato questo elemento si configurerebbe il reato di omicidio premeditato. L’uomo era residente a Livorno da tre anni”.
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