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Truffa. Si finge carabiniere: in manette

Sorpreso in flagranza un 50enne sulle cui tracce erano da tempo i carabinieri di Livorno. L'ultima vittima? Un'anziana di 85 anni

Giovedì 22 Febbraio 2018 — 12:51

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A conclusione di un’attività d’indagine dei carabinieri di Livorno, mercoledì 21 febbraio i militari del nucleo investigativo del capoluogo labronico e della compagnia di Villafranca di Verona hanno arrestato in flagranza, come si legge in una nota stampa ufficiale dell’Arma, Salvatore Poli, 50enne, di origine napoletana, già noto alle forze dell’ordine, subito dopo aver commesso una truffa ai danni di una pensionata di 85 anni di Villafranca di Verona.

L’uomo nel pomeriggio di mercoledì 21 febbraio ha telefonato  alla vittima presentandosi come carabiniere e riferendole che il figlio era stato trattenuto in caserma perché aveva causato un incidente stradale e, poiché privo di assicurazione, per ritornare in libertà doveva pagare una cauzione di ottomila euro. Il sedicente “carabiniere” preannunciava che, entro poco tempo, un suo collega si sarebbe recato presso la sua abitazione per ritirare la cifra richiesta.

Dopo poco lo stesso si è presentato alla porta dell’abitazione dell’anziana, qualificandosi come “carabiniere”. La donna, ansiosa e preoccupata per il figlio, si è subito rammaricata di avere con sé solo 450 euro in contanti. Il truffatore, tuttavia, l’ha rassicurata dicendole che avrebbe potuto consegnare anche l’oro che aveva in casa. L’anziana, a quel punto, non ha esitato a consegnare  all’uomo vari monili, del peso complessivo di 300 grammi circa (più o meno dal valore di novemila euro).

Fuori dal portone, ad aspettare il truffatore però, c’erano i carabinieri. Salvatore Poli, appena uscito dall’abitazione dell’85enne, è stato bloccato, identificato, perquisito e trovato in possesso del bottino sottratto all’anziana pensionata. La donna, accortasi dell’intervento dei carabinieri, raccontava l’accaduto.
Accertato che Salvatore Poli aveva un domicilio anche nel reggiano, a San Martino in Rio, i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia hanno eseguito una perquisizione al suo interno, rinvenendo e sequestrando numerosi altri monili in oro, presumibilmente provento di precedenti truffe.

size-medium” src=”http://www.quilivorno.it/wp-content/uploads/2018/02/foto1-1-600×400.jpg” alt=”” width=”300″ height=”200″ /> LA FOTO SEGNALETICA DELL’ARRESTATO FORNITA E DIFFUSA DALL’ARMA DEI CARABINIERI TRAMITE COMUNICATO UFFICIALE

I militari del nucleo investigativo di Livorno erano già da un po’ di tempo erano sulle tracce del Poli. Quest’ultimo, infatti, era stato identificato nel truffatore che il 13 ottobre scorso aveva truffato una 80enne di Cecina. In quella circostanza, l’uomo, sempre con il medesimo modus operandi, fingendosi carabiniere e ripetendo il solito copione dell’incidente stradale provocato dal figlio, riuscendo a farsi consegnare 4500 euro in contanti e monili in oro per un valore di circa 30mila euro.

L’anziana cecinese, seppur fortemente provata dall’essere stata raggirata, manteneva la lucidità per fornire ai Carabinieri elementi utili all’identificazione del malvivente. I carabinieri di Livorno avevano iniziato le sue ricerche. Ieri, la sua localizzazione in provincia di Verona e  la decisione di intervenire per interrompere la scia di questi reati.
Salvatore Poli è stato accompagnato alla casa circondariale di Verona a disposizione dell’autorità giudiziaria. I carabinieri di Livorno, Verona e Reggio Emilia proseguono le indagini finalizzate ad individuare le ulteriori truffe perpetrate dall’arrestato.

L’episodio di mercoledì ripropone l’attualità dell’annoso fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane da parte di malviventi che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine. In questo ambito, forte è l’attenzione che l’Arma pone già da diverso tempo.

In tale contesto ampia è stata l’opera di sensibilizzazione del comando provinciale dei carabinieri di Livorno, soprattutto tramite i comandanti di stazione, che  all’interno dei luoghi di aggregazione di persone anziane (circoli per anziani e parrocchie) hanno incontrato le potenziali vittime mettendole in guardia dai rischi in cui incorrono e provvedendo a diffondere un vademecum divulgativo, realizzato dallo stesso comando.  

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2 commenti

 
  1. # pepe

    già noto alle forze dell’ordine, allora a cosa serve tanto domani è già fuori e via si ricomincia a rimetterci sono sempre le persone più deboli

    1. # Stella

      Speriamo di no, ma anch’io temo una cosa del genere..! Cosa bisogna fare per essere arrestati, tenuti dentro, e processati? Ora li prendono e li rilasciano, li denunciano a piede libero, e fra un po’ gli chiedono anche scusa… mi auguro che non sia questo il caso! 😡